Per approfondire e analizzare davvero la pandemia nel nostro Paese servirebbero informazioni certificate e affidabili, che purtroppo ancora le istituzioni, nonostante numerosi appelli, continuano a occultare. Bisogna poter leggere dati precisi sulle morti per Covid, dati disaggregati che possano essere utilizzabili anche dagli scienziati. Quelli aggregati che sono stati fino ad ora diffusi, e su cui si basano le chiusure delle Regioni, sono inutili ai fini di uno studio più approfondito.

Da qualche giorno però chiunque sia in possesso di dettagli in più sulla crisi sanitaria legata al coronavirus, e non solo, può decidere di metterli a disposizione dei giornalisti e della comunità scientifica (ma anche di chi voglia fare analisi indipendenti partendo da informazioni altrimenti occultate) sulla piattaforma di whistleblowing CovidLeaks.it, promossa dall'Associazione Luca Coscioni. Un modo per ribellarsi alle informazioni incomplete che arrivano dalle fonti istituzionali.

Dopo il lancio della piattaforma, il 26 novembre, sono già arrivate le prime segnalazioni anonime, sul modello di Wikileaks. Funziona così: c'è un form per caricare in forma anonima file excel. I dati vengono poi pubblicati online, in formato aperto e ulteriormente anonimizzati. Sul sito viene infatti specificato che "i riferimenti che avrebbero potuto far risalire a identità personali sono stati espunti". Grazie a questo servizio è stato possibile conoscere dati preziosi sui deceduti, per esempio sulle comorbidità, sulla presenza cioè di altre patologie nei pazienti Covid.

L'iniziativa si colloca a metà strada tra la provocazione e il servizio. L'Associazione Coscioni, come si vede, ha creato una piattaforma per caricare e condividere dati sommersi, ma non possiede gli strumenti per verificarli. L'associazione sta facendo da tramite tra i cittadini e le Istituzioni, ma rinnova la richiesta di una maggiore collaborazione e trasparenza. Perché in un mondo ideale questo lavoro spetterebbe appunto a chi ci governa e prende le decisioni che impattano sulle nostre vite.

Cosa dicono i dati anonimi inviati a Covidleaks

Le segnalazioni degli utenti riguardano la diffusione del virus in Lombardia e in alcune zone della Toscana, e sono state inviate allegando alcune comunicazioni interne alle autorità sanitarie per comprovarne l'origine. Le tabelle sulla Lombardia, come fa sapere l'Associazione Coscioni, si riferiscono ai dati di giugno sulle prime 16.318 morti nella Regione, e riportano al massimo grado di dettaglio possibile – cioè a livello individuale – informazioni sulle persone decedute: per ciascuna è specificato sesso, età, comune di residenza, comorbilità per tipologie di malattia e presenza o meno di altre patologie oncologiche.

Le tabelle sulla Toscana, invece, danno informazioni specifiche su ciascuna delle 1007 persone sottoposte a tampone in una Usl: sesso, età, residenza, unità sanitaria di provenienza e di analisi, eventuale convivenza o familiarità, date precise di presa in accettazione e di validazione.

"Sono passate quasi quattro settimane da quando il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato la decisione del governo di condividere i dati con la comunità scientifica. È da 9 mesi che gli scienziati italiani lo chiedono a gran voce per poter condurre analisi indipendenti, ad esempio per cercare correlazioni incrociando alcune caratteristiche (come età, sesso, residenza, comorbilità) delle persone con altri fattori demografici e ambientali", ha detto Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

"Noi continueremo la nostra azione con la piattaforma Covidleaks.it a ricevere e pubblicare segnalazioni, ma è evidente che per avere dati disaggregati e in formato aperto su scala nazionale e consentire agli scienziati di effettuare sistematicamente ricerche indipendenti servirebbero i dati aggiornati in tempo reale e certificati dalle Agenzie di Tutela della Salute, dalle Regioni, dall'Istituto Superiore di Sanità e dal Governo. Solo così gli scienziati potrebbero avere quelle garanzie di integrità, accuratezza e tempestività che le segnalazioni anonime non possono adeguatamente fornire".