24 Ottobre 2022
17:17

Cos’è successo alla manifestazione di Fridays for future e Gkn di Bologna

La manifestazione ha raccolto decine di migliaia di persone contro il Passante, progetto di allargamento di autostrada e tangenziale a Bologna. “Convergenza” tra lotta per il clima e per il lavoro, è il progetto degli organizzatori. Verdi e Possibile sono stati contestati da alcuni esponenti di Potere al popolo e Rifondazione comunista.
A cura di Luca Pons

Sabato, a Bologna, si è tenuta la manifestazione "Convergere per insorgere". Tra chi ha organizzato l'evento c'erano sia associazioni che si concentrano sulla giustizia climatica, come Fridays for future, sia rappresentanti del mondo del lavoro, come gli operai di Gkn. "Fine del mese, fine del mondo: stessa lotta" era lo slogan sullo striscione in testa alla marcia.

Il corteo si è mosso dal centro cittadino e si è diretto sulla tangenziale, come era stato annunciato. Per diverse ore, gli svincoli cittadini delle autostrade come A1, A13 e A14 sono stati bloccati. Le chiusure preventive, disposte per permettere la manifestazione, hanno creati alcuni chilometri di coda.

I partecipanti (tra i 10mila e i 30mila, secondo questura e organizzatori) protestavano tra le altre cose anche contro il Passante di Mezzo, un progetto per ampliare lo snodo di Bologna della tangenziale e dell'autostrada, che porterebbe le corsie stradali complessivamente da 12 a 18.

Anche per questo il percorso del corteo ha previsto il passaggio sulla tangenziale, durante il quale sono stati lasciati alcuni bancali di legno con sopra un disegno della Terra, a cui poi è stato dato fuoco. "Una giornata incredibile", l'hanno definita gli organizzatori in chiusura.

In coda alla marcia ci sono state alcune occasioni di scontro, però. Come ha segnalato Possibile – movimento fondato da Giuseppe Civati e la cui segretaria è Beatrice Brignone – alcuni manifestanti di Possibile e Europa Verde sono stati duramente criticati da altri gruppi, venendo invitati a lasciare il corteo. In un caso, c'è stato anche uno scontro fisico.

Le contestazioni a Verdi e Possibile durante la marcia

Andrea Benedetti, membro del Comitato organizzativo nazionale di Possibile che era presente alla manifestazione (è il ragazzo con la maglia blu che appare, sulla destra, all'inizio del video condiviso da Possibile), fornisce a Fanpage una ricostruzione dei fatti. A intonare per primi il coro "fuori i Verdi dal corteo" sono alcuni esponenti di Potere al popolo: "Inizialmente, prendiamo parte al corteo senza nessun problema. A un certo punto, siamo di fianco ai Verdi perché avevamo trovato lì uno spazio vuoto, e i militanti di Potere al popolo gli intimano di uscire dal corteo con un coro".

Più avanti nel corteo, "un gruppo di persone con un atteggiamento ostile" appartenenti a Rifondazione comunista si avvicina. "Una ragazza si getta contro una militante dei Verdi, urlandole addosso e insultandola. Le strappa di mano anche la bandiera che portava". Dopo l'intervento di altre persone, la ragazza "prende la bandiera, ne spezza in due l'asta, e la getta al lato della tangenziale, inasprendo ancora di più la situazione".

Altri manifestanti intervengono "separando fisicamente le due persone". "Questa ragazza, peraltro, è una consigliera comunale di Rifondazione in un piccolo Comune dell'Emilia, mi sembra poco corretto da parte di chi ricopre una funzione pubblica comportarsi a questo modo".

La critica di Pap e Rifondazione: "Stanno con il Pd, fuori dal corteo"

Secondo Mauro Collina, segretario federale di Bologna e Imola di Rifondazione comunista, l'episodio è stato "sicuramente spiacevole, e non doveva accadere. Le motivazioni portate da chi contestava la presenza della bandiera dei Verdi le riteniamo stupide". D'altra parte, però, "ci è stata costruita sopra una roba che io non mi aspettavo, essendo stato presente".

"Che due giovani si accapiglino per un minuto e mezzo con altrettanti giovani, per una bandiera dei Verdi, noi lo critichiamo, ma in concreto questi tre o quattro giovani hanno potuto sfilare per tutto il corteo. È stato un battibecco, ripeto, una roba criticabile e che non doveva accadere, ma spero che finisca qui", dice Collina.

"La critica che veniva posta a questi giovani, poveretti", spiega, era "che a Bologna i Verdi votino sempre e comunque tutto quello che l'amministrazione regionale e comunale propone, anche cose che non dovrebbero votare". Ma, chiarisce il segretario federale di Rifondazione, è una critica politica,"che noi portiamo avanti da sempre e lo sanno, fa parte del gioco della politica".

Su questo concorda Riccardo Rinaldi, del coordinamento di Potere al popolo a Bologna: "In Regione, i Verdi si sono candidati con Bonaccini e governano con lui. In Comune, si sono candidati con Lepore e governano con lui. Al di là di quello che dicono, di fatto sostengono le amministrazioni che portano avanti il Passante. Per questo, li abbiamo invitati a lasciare il nostro spezzone di corteo o a mettere via le bandiere. Si è trattato di cori e di una presa di posizione politica, niente di più".

Anche Possibile è stato criticato perché alleato con il Partito democratico, che è promotore del progetto del Passante, alle scorse amministrative. Essendo parte della maggioranza – è il ragionamento anche di diversi militanti che commentano il video di Possibile – non sarebbe legittimo da parte loro partecipare a una manifestazione di protesta contro le decisioni della maggioranza stessa.

Andrea Benedetti spiega, però, che per quanto riguarda Possibile "noi non abbiamo eletto nessuno alle amministrative: non abbiamo nessuno né in consiglio comunale, né nelle riunioni di maggioranza. Quindi la nostra capacità di intervento diretta sul Passante è pari a zero". In più, "la contrarietà al Passante è sempre stata nel nostro programma. Ci siamo opposti al progetto fin dall'inizio, e l'avremmo fatto anche se avessimo avuto dei rappresentanti in Comune".

Che cos'è il Passante e perché viene criticato

Il progetto del Passante, nato nel 2016, prevede di allargare l'autostrada e la tangenziale che passano per Bologna. Aumentando il numero di corsie da 12 a 18, il progetto – coordinato da Regione Emilia-Romagna, Comune e Città metropolitana di Bologna e Autostrade per l'Italia – mira a diminuire il traffico che spesso ingorga quel tratto di strada. Un aumento di 8 metri per lato in larghezza e di 13 chilometri di lunghezza. Il costo stimato è di 1,5 miliardi di euro.

I lavori avrebbero dovuto partire nel 2023, ma a inizio ottobre Anas ha comunicato che inizieranno prima della fine dell'anno. Possibile, Potere al popolo e Rifondazione comunista – come le altre associazioni che hanno partecipato alla manifestazione di sabato – concordano su una cosa: è un intervento che va nella direzione sbagliata.

"Non l'abbiamo mai ritenuta una soluzione, è un investimento nel trasporto su gomma che non ha nulla a che fare con i principi di sostenibilità che noi portiamo avanti", afferma Benedetti per Possibile. "Porterà maggiore inquinamento nell'aria, distrugge terreni coltivati cementando un altro pezzo di città, e invece di incentivare il trasporto pubblico si spinge ancora di più a usare la macchina", dice Collina, di Rifondazione. "Non solo non diminuirà il traffico ma, come mostrano gli studi di previsione, aumenterà le automobili che circolano, con effetti sull'ambiente e anche sulla salute. Conseguenze che, come già succede, saranno sentite soprattutto da chi abita in periferia, non certo da chi vive nel centro storico o sui colli", conclude Rinaldi di Potere al popolo.

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