1.720 CONDIVISIONI
Coronavirus
9 Marzo 2020
22:53

Cosa succede con l’estensione del nuovo decreto coronavirus a tutta Italia

Non esisterà più una suddivisione territoriale in merito alle misure contro la diffusione del coronavirus, per cui non varranno più le diverse ordinanze regionali: tutta l’Italia è zona rossa. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa. Ma cosa cambierà quindi da domattina per tutto il Paese? Quali sono le misure che verranno estese a tutto il territorio nazionale?
A cura di Annalisa Girardi
1.720 CONDIVISIONI
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Coronavirus

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato l'estensione a tutto il territorio nazionale delle misure contro il coronavirus valide fino ad oggi per la zona rossa, cioè la Regione Lombardia e altre province del Nord Italia. "Non c'è più tempo. Stiamo avendo una crescita importante di contagi, persone ricoverate e persone decedute. Le nostre abitudini quindi vanno cambiate ora e dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell'Italia. Lo dobbiamo fare subito e ci riusciremo solo se tutti collaboreremo e ci adatteremo subito a queste norme più stringenti", ha detto il premier in conferenza stampa presentando il nuovo decreto.

"Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19, le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 1, lettera f) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 si applicano all’intero territorio nazionale", si legge nell'ordinanza che verrà pubblicata questa sera in Gazzetta Ufficiale e che sarà in vigore da domattina.

Nella conferenza stampa Conte ha annunciato la proroga della chiusura delle scuole e delle università su tutto il territorio nazionale fino al prossimo 3 aprile 2020 e confermato lo stop a tutte le iniziative sportive annunciato nelle ultime ore dal Coni. Ma cosa cambierà quindi da domattina per tutto il Paese? Quali sono le misure che verranno estese a tutto il territorio nazionale? Non esisterà più una suddivisione territoriale in merito alle misure contro la diffusione del coronavirus, per cui non varranno più le diverse ordinanze regionali.

Limitati gli spostamenti su tutto il territorio nazionale: "Bisogna evitare ogni spostamento di persone fisiche in entrata e in uscita dai territori, nonché all'interno degli stessi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative (non più indifferibili) o situazioni di necessità o per motivi di salute che vanno dimostrate (pena art 650 codice penale)";
Smart working: "Si raccomanda a datori di lavoro pubblici e privati di promuovere la fruizione da parte dei dipendenti di periodi di congedo ordinario o ferie, ferma restando la modalità di lavoro agile disciplinata per tutto il territorio nazionale";
Sospese manifestazioni e eventi sportivi: "Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Sono sospese anche tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati; nei predetti luoghi è sospesa ogni attività";
• Vietati gli assembramenti di persone, anche all'aperto;
Scuole e università chiuse fino al 3 aprile 2020
Bar e ristoranti chiusi alle 18: "Sono consentite le attività di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo, a carico del gestore, di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro di cui all'allegato 1 lettera d), con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione";
Almeno un metro di distanza nelle attività commerciali: "Sono consentite le attività commerciali diverse da ristorazione e bar a condizione che il gestore garantisca un accesso con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le strutture dovranno essere chiuse";
Riunioni svolte da remoto: "Sono adottate in tutti i casi possibili, nello svolgimento di incontri o riunioni, modalità di collegamento da remoto, comunque garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro ed evitando assembramenti";
Chiusi i negozi nel weekend: "Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali, il gestore deve comunque garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le strutture dovranno essere chiuse. La chiusura non è disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, il cui gestore è chiamato a garantire comunque il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione".

1.720 CONDIVISIONI
27034 contenuti su questa storia
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni