Il presidente del Veneto Luca Zaia ha criticato il nuovo Dpcm del governo, che ha diviso l'Italia in due, chiudendo la Lombardia e 14 province in Piemonte, Emilia Romagna, Marche (Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Alessandria, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola). Il governatore ha espresso forti dubbi sul decreto, perché sarebbe di difficile interpretazione: "Il metodo non ci va bene". Zaia ha chiesto lo stralcio delle tre province di Padova, Treviso e Venezia.

"Abbiamo contestato con il comitato scientifico la classificazione delle tre province di Padova, Treviso e Venezia come tre aree rosse, perché non lo sono. Si tratta di tre cluster: uno a Treviso, che è di tipo ospedaliero. Qui abbiamo isolato 122 persone in totale tra ospedalieri, pazienti e cittadini. Il cluster di Padova è quello di Vo', con i 66 casi del comune isolati per 14 giorni e i nuovi tamponi che ci stanno dando ragione. E il cluster veneziano, anche questo ospedaliero. A fronte di cluster circoscritti, e che non interessano in maniera diffusa la popolazione generale, non si comprende questa misura che appare scientificamente sproporzionata all'andamento dell'epidemia", ha detto questa mattina ai microfoni di Radio 1 nel corso dello speciale sul coronavirus. "Questo decreto – ha aggiunto il governatore Zaia a Radio1 – è inoltre difficilmente interpretabile su molte misure, per esempio il trasporto delle merci. Ci vorrà una nota interpretativa. Noi abbiamo 600mila imprese. Cosa diciamo loro?".

"Il comitato scientifico della Regione Veneto questa notte mi ha preparato una relazione per dire di togliere le tre province venete, che io ho mandato alle due del mattino. Poi ho scoperto che avevano già deciso, firmato e fatto tutto", ha aggiunto a Rtl 102.5.

"Di questo decreto abbiamo scoperto prima dalle homepage di alcune testate che vedendolo sulla scrivania. Un decreto come questo, così importante, non abbiamo avuto modo di controdedurre perché avevamo chiesto di attendere almeno fino a questa mattina per poter presentare delle proposte, non è stato possibile", si è lamentato ancora Zaia.

"Il decreto attuativo serve ai cittadini", perché in questo momento "neanche i prefetti sanno cosa fare". Peraltro, ha aggiunto Zaia, "cercheremo di capire quando partirà l'efficacia di questo decreto", "noi siamo sempre stati leali e collaborativi, non intendiamo fare dibattito politico. Spero però che nelle prossime ore si possa fare una videoconferenza con il presidente Conte e il ministro Speranza".

"Il decreto in bozza andrebbe secretato e diffuso quando si è deciso come comunicarlo", ha detto poi in conferenza stampa in merito alla diffusione anticipata della bozza, che ha creato allarme nella popolazione, soprattutto in Lombardia, dove i cittadini ieri sera hanno preso d'assalto le stazioni per lasciare la Regione prima della chiusura.

"Zaia espone i veneti a ulteriore incertezza, serve unità e responsabilità, e uno stop alle polemiche", ha detto il deputato padovano del Pd Alessandro Zan. "Le misure adottate questa notte dal governo, che riguardano anche parte del Veneto, sono dure e straordinarie, prese dopo serrate consultazioni con esperti e tecnici dell'Istituto Superiore della Sanità. Ma hanno un obiettivo, cioè di fermare il contagio e tutelare la salute di tutti, in particolare delle fasce più a rischio e tornare al più presto alla normalità, anche nei settori socioeconomici".

"Luca Zaia, contestando le scelte del governo – ha proseguito -, espone in primis proprio i cittadini delle province di Padova, Venezia e Treviso a ulteriore incertezza, in un momento già critico. È il momento dell'unità: anche dalle istituzioni regionali deve arrivare un messaggio chiaro in tal senso. Da Zaia mi aspetto parole di unità e responsabilità, non servono polemiche politiche".