Oggi si gioca alla Camera una partita difficile per la maggioranza. Fratelli d'Italia ha presentato un ordine del giorno al dl Covid, che sarà votato oggi pomeriggio subito dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio sul Recovery plan, per chiedere il ritiro del coprifuoco alle 22. La leader di Fratelli d'Italia invita l'alleato del centrodestra a votarlo"Non mi aspetto niente, penso che sarebbe utile. Su questo il Parlamento è sovrano, siamo una Repubblica parlamentare, un ordine del giorno è un atto di indirizzo al governo e penso che a maggior ragione da parte di chi, all'interno del governo, si batte contro il coprifuoco, avrebbe un senso votare un odg che dà al governo l'indirizzo di abolire il coprifuoco". Meloni lo ha dichiarato a margine della fiaccolata del suo partito davanti Palazzo Chigi, per protestare proprio contro il coprifuoco, misura che con il nuovo decreto Covid è ancora in vigore in tutta Italia.

Probabilmente il blocco della circolazione notturna non sarà mantenuto fino al prossimo 31 luglio, data di scadenza dell'attuale provvedimento. Con i dati in miglioramento il governo potrebbe decidere di farlo slittare alle 23, come chiesto dalla Lega, anche a maggio. Per questo Salvini ora vuole essere cauto, in attesa del tagliando promesso da Draghi

Il testo dell'odg di Fratelli d'Italia – i primi firmatari sono il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida e la leader Giorgia Maloni – impegna il governo "a disporre, nei provvedimenti di prossima emanazione, l'abolizione del coprifuoco". In questo momento, oltre a FdI, solo Alternativa C'è sembra intenzionato a votare a favore.

Salvini invece si è mostrato freddo: "Le mozioni prima le leggo, poi le commento, lasciano il tempo che trovano. Se si apre o se si chiude lo decide il governo, non gli ordini del giorno", ha detto il segretario del Carroccio parlando con i giornalisti a proposito dell"odg.

La richiesta di eliminare il coprifuoco è stata avanzata anche dalla Lega, che però ha lanciato una petizione online: fino ad ora sono state raccolte 85.648 firme. Sul sito si legge: "Noi, donne e uomini liberi d’Italia, chiediamo la cancellazione dell’insensato coprifuoco e la riapertura di tutte le attività nelle zone (gialle o bianche) in cui il virus sia sotto controllo". L'iniziativa è chiaramente sostenuta da Salvini: "Che decine di migliaia di persone in 24 ore hanno messo nome, cognome, indirizzo fisico e mail, dicendo ‘restituiteci il lavoro e la libertà di uscire di giorno e di notte', penso sia significativo". E ancora: ": "Credo possa servire a tutti i membri del governo per capire che gli italiani hanno voglia di tornare al lavoro e alla libertà e quindi penso che possa essere uno stimolo positivo".

Sul coprifuoco è d'accordo con la posizione assunta dalla ministra Maria Stella Gelmini, secondo la quale dovrebbe essere permesso di restare a cena fino alle 22: "Non puoi dire a un barista o a un ristoratore ‘torna a lavorare a cena, ma alle 21.59 fai alzare chi si sta bevendo il caffè", ha ribadito Salvini.

Il Pd intanto lo sfida: "Ho visto che Salvini sta su questi temi con una campagna che va oltre la legittima e normale discussione politica in cui ognuno abbia verso gli alleati un atteggiamento di comprensione. Ma quando firma una petizione, poi Meloni lo prende sul serio e presenta un ordine del giorno in Parlamento per abolire il coprifuoco. Vedremo cosa voterà Salvini", ha detto il segretario del Pd Enrico Letta. Secondo il governatore della Liguria Toti invece l'odg di Fratelli d'Italia per abolire il coprifuoco "è giusto e legittimo".

"Ovviamente cum grano salis, dove si può fare – ha aggiunto Toti – Per le zone gialle avevamo già chiesto di allungare il coprifuoco alle 23, ma credo che se fosse alle 24 non farebbe danno laddove si può. Dove non si può bisogna chiudere ovviamente". 

"Siamo contrari al coprifuoco, una misura inutile, liberticida e dannosa per cittadini, commercianti e ristoratori, già penalizzati da un lockdown che, cifre alla mano, si è rivelato sostanzialmente inutile, visto che dopo mesi di sacrifici siamo sempre al punto di partenza", afferma Gianluigi Paragone, leader di ItalExit. "Non è questione di orari, ma di libertà e di sopravvivenza. E riteniamo paradossale che un partito di governo raccolga le firme contro il coprifuoco anziché adoperarsi direttamente per abolirlo", ha detto riferendosi alla petizione della Lega.