Giuseppe Conte prende la parola al Senato, per convincere i responsabili a votare la fiducia al suo Governo con il suo discorso. Si tratta della sfida più delicata, dopo che ieri alla Camera Conte ha ricevuto la maggioranza assoluta. Questa sembra un miraggio in Senato, ma anche quella relativa è in dubbio fino all'ultimo. Da questo passaggio dipende il destino del Governo Conte bis. Il discorso letto dal presidente del Consiglio è lo stesso rivolto ieri alla Camera dei deputati: Conte inizia dal principio, dall'accordo di Governo, che sembrava già dal principio difficile e ambizioso. "C'era visione in quei 29 punti programmatici", ricorda Conte guardandosi indietro. Poi rivendica quanto fatto, soprattutto nell'ultimo anno, soprattutto dall'inizio della pandemia.

Non mancano gli attacchi a Matteo Renzi e Italia Viva, anche in questo caso senza nominare mai il leader: "Al culmine di alcune settimane di attacchi mediatici aspri e scomposti, alcuni esponenti di Italia Viva hanno anticipato di volersi smarcare dalla strada comune". Poi l'astensione e le dimissioni delle ministre. "Si è aperta una crisi che oggi deve trovare in questa sede il proprio chiarimento, è una crisi che avviene in una fase cruciale per il nostro Paese, io ho già confessato ieri di avvertire un certo disagio. Sono qui oggi per provare a spiegare una crisi senza fondamento ai cittadini, le nostre energie sembrano dissipate in contrappunti polemici, sterili e incomprensibili ai cittadini che hanno paura della malattia e dell'impoverimento, con l'angoscia del futuro".

A perdere la faccia è stata tutta la classe politica, secondo Conte: "Ce n'era davvero bisogno? Direi di no. Abbiamo compiuto ogni sforzo con la massima disponibilità per evitare che questa crisi esplodesse, nonostante le pretese, le critiche, i rilanci, concentrati spesso su temi divisivi rispetto alle sensibilità delle forze di maggioranza". Conte prende un respiro: "Vi assicuro che è complicato governare con chi dissemina mine sul territorio comune", dice rivolgendosi a Matteo Renzi, presente in Aula. "Questa è una crisi che ha aperto una ferita profonda, ma ha provocato anche sgomento nel paese, producendo danni alla nostra immagine. Arrivati a questo punto non si può cancellare quel che è accaduto e recuperare la fiducia". Quindi, ancora una volta, Conte chiude a Italia Viva.

Conte ha fatto un appello ai costruttori/responsabili. "I numeri sono importanti, oggi ancora di più, ma la qualità del progetto politico è ancora più importante. Oggi chiediamo a tutte le forze politiche e ai parlamentari che hanno a cuore il destino dell'Italia di aiutarci a ripartire. Da Italia Viva è arrivato un grave gesto di irresponsabilità", ora "serve il voto dei volenterosi".