Questa mattina il presidente del Consiglio annuncerà in Consiglio dei ministri la volontà di dimettersi. Subito dopo andrà al Quirinale per rimettere il suo mandato nelle mani del capo dello Stato, Sergio Mattarella, e aprire formalmente la crisi di governo. E poi? A quel punto si aprono varie strade: dal reincarico al mandato esplorativo, passando per il ritorno al voto, le ipotesi in campo sono tantissime. Andiamo a vedere quali e cosa potrebbe succedere.

Le ipotesi: dimissioni lampo, consultazioni e Conte-ter

In queste ore si parla di dimissioni lampo di Conte: la speranza, soprattutto dello stesso presidente del Consiglio, è quella di ricevere subito un reincarico. Soluzione che potrebbe essere adottata dal presidente della Repubblica dopo un breve ciclo di consultazioni, che potrebbero partire mercoledì pomeriggio. Mattarella incontrerà i presidenti di Camera e Senato, il presidente emerito Giorgio Napolitano e i rappresentanti dei gruppi parlamentari. Se si dovesse trovare subito la quadra attorno a Conte, il capo dello Stato potrebbe quindi affidargli un nuovo incarico per la nascita del Conte-ter.

Cosa sono reincarico e mandato esplorativo

Il nuovo mandato potrebbe essere pieno o potrebbe essere un preincarico, come avviene quando si intravede una concreta possibilità di formare la maggioranza che va però valutata sul campo. Altra ipotesi che si fa strada in questi giorni è quella del mandato esplorativo. Potrebbe essere dato a Conte stesso (in questo caso, in effetti, sarebbe più un preincarico che un mandato esplorativo) o, come avviene solitamente, a un personaggio istituzionale. Può essere, per esempio, il presidente della Camera o del Senato.

Dopo l’eventuale mandato esplorativo potrebbe partire un nuovo ciclo di consultazioni e il capo dello Stato potrebbe anche affidare un nuovo mandato esplorativo. A cui si ricorre, solitamente, per capire se c’è una maggioranza possibile e per questo motivo normalmente si affida a figure istituzionali e non a chi realmente avrà il compito di formare un eventuale governo. Nel caso dell’ipotesi estrema in cui non emerga alcuna possibile maggioranza, Mattarella potrebbe anche decidere di procedere con lo scioglimento delle Camere, andando così a indire le elezioni anticipate.

I tipi di governo per uscire dalla crisi

Al momento l’attuale maggioranza – solida alla Camera, meno al Senato – punta a un governo politico, come chiesto chiaramente dal Pd. Allo stesso tempo, però, c’è chi parla di un governo di unità nazionale, come fa Forza Italia. Un concetto che sembra più vicino a quello di un governo tecnico che politico. Altra ipotesi sul tipo di governo che potrebbe essere scelto è quella dell’esecutivo istituzionale, guidato da figure come i presidenti delle Camere, della Corte Costituzionale o comunque istituzionali. Più difficile, al momento, l’ipotesi di un governo del presidente, ovvero scelto dallo stesso Mattarella. Così come non si parla, al momento, del governo di scopo, quello messo in piedi per un tempo solitamente limitato e per affrontare temi specifici.

Cosa succede con le dimissioni del governo Conte

Con le dimissioni di Conte il governo uscente, fino al giuramento del nuovo esecutivo, rimane in carica per lo svolgimento degli affari correnti. Tra questi rientra anche l’emanazione di decreti leggi per motivi di necessità e urgenza. Con le dimissioni si ferma anche l’attività del Parlamento, che si continuerà a riunire solamente per l’attività straordinaria, come può essere la conversione dei decreti legge in scadenza. L’attività ordinaria riprenderà solamente dopo il voto di fiducia in entrambi i rami del Parlamento.