La parte dell’inchiesta Consip in cui è coinvolto anche Tiziano Renzi, padre dell’ex presidente del Consiglio Matteo, non verrà archiviata. Il gip Gaspare Sturzo ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata lo scorso anno dalla procura di Roma e ha fissato la camera di consiglio per il prossimo 14 ottobre. Respinta, quindi, la richiesta di archiviazione per Tiziano Renzi per l’accusa di traffico di influenze illecite. L’udienza di ottobre riguarderà anche altri nove indagati, a cui è stato notificato l’avviso di fissazione dell’udienza. Tra questi c’è anche l’ex ministro dello Sport Luca Lotti per rivelazione del segreto d’ufficio.

Coinvolti anche il generale dell’Arma in Toscana, Emanuele Saltalamacchia, sempre per rivelazione del segreto d’ufficio, Carlo Russo per turbativa d’asta, l’imprenditore Alfredo Romeo e il suo consigliere ed ex parlamentare Italo Bocchino, entrambi per corruzione e turbativa d’asta. Per quanto riguarda altri capi d’imputazione, invece, la procura di Roma attende che si pronunci il gap Clementina Forleo sul rinvio a giudizio di sette persone nel filone di indagine relativo alla fuga di notizia: in questo versante dell’inchiesta sono coinvolti anche Lotti e Saltalamacchia, accusati entrambi di favoreggiamento.

Era stata avanzata la richiesta di processo anche nei confronti di Russo e dell’ex comandante dei carabinieri, Tullio Del Sette, oltre che dell’ex maggiore del Noe, Gian Paolo Scafarto, e del colonnello dell’Arma, Alessandro Sessa. In particolare Del Sette, secondo le conclusioni del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del pm Mario Palazzi, è accusato di rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento. Allo stesso modo, risponde dell’accusa di favoreggiamento anche Vannoni. Scafarto, invece, rischia il processo per rivelazione del segreto d’ufficio.

Il legale di Tiziano Renzi, Federico Bagattini, commenta: “Noi prendiamo atto di tutti i provvedimenti giudiziari, non siamo di quelli che gridano allo scandalo. Ci difenderemo il 14 ottobre, confidiamo di far cambiare idea a un giudice che sarà sicuramente immune da condizionamenti”.

Tiziano Renzi commenta: ‘Sono innocente, ho fede e pazienza'

Il padre di Matteo Renzi commenta la notizia della mancata archiviazione con un post su Facebook: "La procura di Roma ha chiesto l'archiviazione per un presunto reato di traffico di influenze. Il gip contesta questa lettura e chiede una nuova udienza. Dopo quello che ho passato nei mesi scorsi non provo nemmeno più rabbia o dolore. So di non aver commesso alcun traffico di influenze. E so che questo infinito processo mediatico prima o poi sarà smontato pezzetto dopo pezzetto. Ci vorranno anni, ne sono consapevole. Ma sarà chiaro a tutti che non ho mai commesso alcun traffico di influenze, così come ormai è stato acclarato che non ho mai evaso le tasse e che non ho mai pagato lavoratori in nero. Ho fede e pazienza, attenderemo lo svolgimento dei procedimenti. Io sono innocente come del resto avevano riconosciuto anche i pm di Roma chiedendo l'archiviazione".