Che il M5S fosse contrario al tredicesimo Congresso mondiale delle famiglie, che si terrà a Verona a partire da domani e per tutto il week-end, non era un mistero: i pentastellati da giorni hanno ribadito il loro dissenso, dichiarando di voler boicottare l'evento, dove invece saranno presenti quelli della "destra degli sfigati", per riprendere una locuzione utilizzata dal vicepremier Luigi Di Maio.

A Verona ci saranno i governatori di Veneto e Friuli Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, ma anche la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, e importanti ministri Lorenzo Fontana, Marco Bussetti, Matteo Salvini. Nello stesso momento il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega alle politiche giovanili, Vincenzo Spadafora, e il capo politico del M5S saranno invece impegnati in un'altra manifestazione pubblica, di tutt'altro colore, dedicata ai giovani. L'evento era già stato organizzato da tempo, e solo casualmente si svolgerà nello stesso giorno del Congresso delle famiglie. Ma per il M5S si trasformerà anche in un'ulteriore presa di distanza dal "nuovo Medioevo", che verrà invece declinato nella tre giorni di Verona.

Si tratta di una manifestazione, come ha anticipato ieri Palazzo Chigi in una nota, focalizzata sulle politiche giovanili, che per gli organizzatori devono essere centrali nell'agenda politica del governo e dell'Europa. L‘Agenzia Nazionale per i Giovani, sabato 30 marzo, ha organizzato al Teatro 10 di Cinecittà, una kermesse in cui verranno annunciate le misure per i giovani previste per il 2019. A partire dalle ore 15.30, circa 600 ragazzi dai 18 ai 35 anni provenienti da differenti realtà territoriali d'Italia parteciperanno alla manifestazione, e avranno l'occasione di confrontarsi direttamente sui temi che riguardano il loro futuro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Spadafora e con il direttore dell'Agenzia Nazionale per i Giovani, Domenico De Maio. Ha assicurato la sua presenza anche il vicepremier Luigi Di Maio.

La lettera del M5S contro il Congresso di Verona

Il M5S ha preso le distanze dal Congresso attraverso un documento, sottoscritto dai parlamentari. La lettera è stata diffusa dall'Adn Kronos. "Siamo lontane anni luce dalle idee e dalla visione degli organizzatori del Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona nelle giornate del 29, 30 e 31 marzo. Allarmate dalla diffusione di modelli che rischiano di sconfessare le conquiste raggiunte in questi anni sui diritti civili e sociali, minacciando l'avvento di una caduta libera nel passato e di un arretramento culturale pericolosissimo per un Paese civile, come il nostro", si legge nell'incipit della lettera. "Obiettivo dichiarato del Congresso: affermare, celebrare e difendere la ‘famiglia come istituzione sociale originaria che getta le fondamenta di una società moralmente responsabile'. Ci chiediamo quindi: cosa vuol dire ‘società moralmente responsabile'? Ci chiediamo inoltre: chi stabilisce cosa sia moralmente responsabile e cosa no? Ma soprattutto difenderla da chi o cosa?", si interrogano le pentastellate e i pentastellati.

E ancora: "Gli 8 punti del programma – riportati sul sito ufficiale dell'evento – già ad una prima lettura ci danno una visione preoccupante: quella della donna che, forte della sua emancipazione (‘causata' dalle lotte dei movimenti femministi per la libertà sessuale e di autodeterminazione) avrebbe determinato il crollo demografico del Paese e un generale declino morale della società. Il fil rouge che collega in modo preoccupante la discussione sui diritti civili ad alcune proposte di legge depositate in Parlamento, su temi quali l'aborto, il divorzio e affidamento dei minori, lascia sgomenti".

"Desta analoga preoccupazione" secondo i grillini "il quadro europeo anch'esso connotato da spinte retrograde e violente. Anche in occasione della visita della Delegazione della Commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (FEMM), presso il Senato della Repubblica, è emersa la necessità di dare piena applicazione alle norme già esistenti in tema di autodeterminazione sociale, economica e professionale e di implementare gli strumenti funzionali al fine di ottenere una vera e propria parità di genere".

"Ricordiamo infine ai rappresentanti istituzionali che prenderanno parte al Congresso e che ‘supporteranno' lo stesso, che le norme della nostra Carta Costituzionale, riconosciuta a livello mondiale per il suo impianto pluralista e garantista, tutela l'uguaglianza, la parità dei diritti e la dignità di tutti. Sui diritti civili non si deve arretrare di un millimetro!", concludono i 5 Stelle nella missiva.