Sul ddl Pillon e le politiche per il sostegno alle famiglie è di nuovo scontro aperto nel governo. Mentre il segretario della Lega Matteo Salvini è intervenuto al Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona dando il suo appoggio ai promotori pur annunciando che la legge sull'aborto non verrà modificata, così come quella sul divorzio, l'altro vice-presidente del consiglio Luigi Di Maio prende nettamente le distanze dall'evento veronese e bolla i partecipanti come "fanatici": "Noi teniamo tanto alla famiglia, siamo molto preoccupati perché l'Italia è negli ultimi posti tra i Paesi a fare figli in Europa. Mente a Verona si affronta questo tema con odio, dicendo che la donna deve stare chiusa in casa per fare figli, noi guardiamo al futuro, parliamo di più aiuti per giovani e famiglie", ha dichiarato il leader del Movimento 5 Stelle. "A Verona ci sono dei fanatici, qui il buon senso, lì sia affrontano questi temi con stile medioevale, qui guadando al futuro", ha detto il vice premier.

Intervistato da Fanpage.it ha quindi aggiunto: "Nel contratto di governo non c'è nulla di quello che si sta discutendo a Verona. Lavoriamo sul futuro e non guardiamo al medioevo come si sta facendo lì". E ancora: "A noi stanno a cuore la famiglia e la crescita demografica del paese: siamo l'ultimo paese per crescita demografica in Europa ma a Verona oggi affrontano questo tema con la discriminazione e l'odio verso il prossimo dicendo che la donna deve starsene a casa così può fare più figli e può accudire di più i figli". E poi: "Un bambino che nasce in Italia deve avere gli stessi aiuti di un bambino che nasce in Francia. Insomma, a Verona ci sono i fanatici, qui c'è il buonsenso".

Entrando maggiormente nel merito del Ddl Pillon Di Maio ha ricordato che non è nel contratto di governo. "Il disegno di legge Pillon così com'è va modificato non solo nella forma ma anche nella sostanza quindi noi non siamo d'accordo con l'impianto di questo disegno di legge e lo dico da capo politico della forza politica che ha due terzi dei parlamentari di questa maggioranza. Questo disegno di legge è lungi dall'arrivare in aula finché non sarà modificato per tutelare i diritti delle mamme e dei bambini".