La società cambia, e l'esigenza sempre più sentita all'interno dei nuclei familiari è quello di un carico equamente ripartito tra i due genitori nella cura dei bambini. Arriva una nuova direttiva Ue, che potrebbe cambiare le regole del congedo parentale in Europa. Si tratta di una direttiva vincolante per gli Stati: il Parlamento di Bruxelles ha dato l'ok a nuove regole, in particolare sul congedo di paternità. Il testo è passato con 490 sì, 82 contrari e 48 astenuti, e prevede un minimo di dieci giorni lavorativi di congedo per i neo papà, due mesi di congedo parentale retribuito e non trasferibile e fino a cinque giorni di congedo annuale per gli operatori dell'assistenza.

La legge, già concordata informalmente con i ministri Ue, stabilisce i requisiti minimi che tutti gli Stati membri dovranno attuare nel tentativo di aumentare le opportunità delle donne nel mercato del lavoro e rafforzare il ruolo del padre, o di un secondo genitore equivalente, nella famiglia. La direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Ue. Gli Stati membri dovranno conformarsi alle norme entro tre anni.

"Oggi in Parlamento europeo abbiamo approvato le nuove norme sul congedoparentale per conciliare meglio lavoro e famiglia. Minimo di 10 giorni lavorativi di congedo di paternità e 2 mesi di congedo parentale retribuito garantiti. Mentre l'Europa fa passi avanti, l'Italia di Lega e 5 Stelle arretra stoppando i bonus per asili nido e baby sitter. Altro che difesa della famiglia… menomale che c'è l'Europa!", ha commentato l'eurodeputato Pd Nicola Danti.

"La direttiva sull'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza approvata dal Parlamento Europeo favorisce un necessario riequilibrio dei ruoli nella vita familiare e aumenterà le opportunità nel mercato del lavoro per le donne", ha detto il presidente della Commissione per gli Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo, Roberto Gualtieri. "Da questo provvedimento, che promuove la parità di genere – ha aggiunto Gualtieri – trarranno grandi benefici i bambini e la qualità della vita familiare. Si tratta di uno dei risultati più importanti di questa legislatura, il primo atto rilevante del pilastro europeo dei diritti sociali, che stabilisce per tutti gli Stati membri dei requisiti minimi che in alcuni paesi avranno un impatto molto rilevante".

Cosa dice la direttiva

Il padre o il secondo genitore equivalente, se riconosciuto dalla legislazione nazionale, avrà diritto ad almeno 10 giorni lavorativi di congedo di paternità retribuito nei giorni vicini alla nascita o al parto del feto morto. Tale congedo dovrà essere pagato ad un livello pari all'indennità di malattia. I deputati hanno aggiunto due mesi di congedo parentale non trasferibile e retribuito. Questo congedo sarà un diritto individuale, in modo da creare le condizioni adeguate per una distribuzione più equilibrata delle responsabilità.

Gli Stati membri fisseranno un livello adeguato di retribuzione, o indennità, per il periodo minimo non trasferibile di congedo parentale, tenendo conto del fatto che questo spesso comporta una perdita di reddito per la famiglia e che invece anche il familiare più retribuito (spesso un uomo) dovrebbe potersi avvalere di tale diritto. Gli Stati membri devono offrire almeno 5 giorni all'anno di congedo per i lavoratori che prestano assistenza personale a un parente o a una persona che vive nella stessa famiglia, se disabile o anziano con grave infermità.