Il sottosegretario leghista Rossano Sasso si aspettava forse un esordio migliore al governo. Appena nominato ha dovuto però subito fare i conti con uno scivolone sui social. Pochi giorni prima del suo ingresso nel governo Sasso aveva scritto un post sul suo profilo social, scambiando una frase del celebre fumetto Topolino per un verso della Divina Commedia di Dante. "Chi si ferma è perduto, mille anni ogni minuto", ha scritto il neo sottosegretario del Carroccio, originario di Altamura, convinto di aver citato il poeta fiorentino. In realtà si trattava di una frase tratta da un albo di 70 anni fa, una versione dell'opera a fumetti, in cui Topolino era disegnato come Dante Alighieri. Una gaffe imperdonabile per un insegnante, che lavorerà a stretto contatto con il ministro dell'Istruzione Bianchi.

Oggi Rossano Sasso si giustifica così: "Faccio ammenda, quella frase e uscita sulla mia pagina Facebook e me ne assumo la responsabilità. Magari un giorno spiegherò l'accaduto. E intanto, per piacevole penitenza, mi impegno a rileggere i canti dell'Inferno", ha detto a ‘la Repubblica'.

"Io, leghista, farò giungere al Sud un bel po' di soldi", "sarò sottosegretario di tutto il Paese, ma è chiaro che il Meridione, attraverso il Recovery fund, deve colmare un divario in termini di infrastrutture, anche sul piano digitale. Mi batterò per questo. I miei colleghi capiranno", aggiunge.

"Io sono un maestro elementare, questa nomina mi riempie di orgoglio. Ma sulle mie povere spalle sento un'enorme responsabilità. Sono l'incarnazione della politica di Salvini, che ha reso la Lega un movimento nazionale", "nel 2014 — quando aderii a Noi con Salvini — eravamo un po' sopra lo zero per cento dalle mie parti. Faticai a far capire che la Lega voleva difendere gli interessi del Sud".

Lo strafalcione sulla Divina Commedia non è l'unica macchia nel passato di Sasso. Nel 2018 partecipò a un flashmob contro un uomo marocchino, accusato di tentato stupro ai danni di una ragazza minorenne. Il leghista fece un commento durissimo sul migrante, chiamandolo "bastardo irregolare". Poi l'uomo fu assolto dalle accuse, ma Sasso dimenticò di scusarsi. Adesso, anche se con due anni di ritardo, cerca di recuperare: "Non andò esattamente così. Era l'estate del 2018. Partecipai a un sit-in in seguito a un tentato stupro di una minorenne. Le autorità mi garantirono che il colpevole era un ragazzo che poi si dimostrò innocente. In preda alla rabbia mi uscì un'espressione poco felice. Sono stato abbindolato. Ma a quel giovane ora chiedo scusa".

"Se mi avessero detto due anni fa che sarei andato al governo col Pd e con Leu, avrei dato a tutti del pazzo. Ma ora siamo in una fase di ricostruzione, quasi post-bellica. Uniamoci e partiamo. E poi, mi faccia dire una cosa: io sono stato un sindacalista della scuola, nell'Ugl, e mi batterò per difendere i diritti degli insegnanti. Farò una battaglia di sinistra", ha assicurato.