La pdl Antifascismo, presentata dal deputato di Leu Luca Pastorino, approda in commissione Giustizia alla Camera per essere discussa. Obiettivo della proposta è quella di arginare gli episodi intimidatori e le violenze da parte di gruppi, più o meno organizzati, di matrice fascista e antidemocratica, introducendo nuovi strumenti giuridici, attraverso la modifica della legge Scelba e della legge Mancino.

Si tratta in realtà di due proposte proposte separate. Nella prima si punta a introdurre il sequestro e la confisca dei beni di organizzazioni in caso di sentenza condanna per il reato di fascismo o di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Si ricorda che il nostro ordinamento punisce già la propaganda idee discriminatorie, l'istigazione a commettere atti discriminatori legati al razzismo o a intolleranza religiosa e chi organizza o milita in movimenti neofascisti. Però i meccanismi in vigore che determinano la sospensione cautelativa dell’attività e lo scioglimento di tali organizzazioni sono previsti in disposizioni distinte e farraginose, che spesso rimangono inapplicate. Da qui la necessità di introdurre un'unica norma, che raggruppi le procedure per la sospensione dell’attività del gruppo, per lo scioglimento e per la confisca dei suoi beni.

La seconda proposta riguarda invece la rete Internet. Nella premessa della proposta si ricorda che proprio in quello spazio si diffondono e dilagano le idee antidemocratiche, che generano un proselitismo che, vista dalla natura del mezzo, diventa rapidamente pandemico.

Il testo della pdl cita il 51° Rapporto sulla situazione sociale del Paese (2017) del Censis, secondo cui circa la metà degli italiani usa i due social network più popolari: Facebook (56,2 per cento) e YouTube (49,6 per cento), mentre il 13,6 per cento utilizza Twitter. L’Italia poi è il terzo Paese al mondo per l’accesso alla rete internet da dispositivi, con l’85 per cento della popolazione che ne fa uso e con il 52 per cento degli utenti che accede mensilmente a piattaforme social, rispetto a una media mondiale del 37 per cento. Ogni giorno nascono nuove pagine internet dedicate esplicitamente alla propaganda fascista o nazista e alle discriminazioni, e sui social sempre più prende piede il fenomeno dell'hate speech.

La proposta introduce per questo, all’articolo 1, l’istituzione dell’Osservatorio nazionale per il monitoraggio della rete internet che,
come previsto dall’articolo 2, ha il compito di monitorare in rete eventuali fenomeni che abbiano palesemente finalità fasciste e discriminatorie per motivi razziali, etnici, nazionali, di orientamento sessuale, religiosi o nei confronti di persone con disabilità, raccogliendo eventuali segnalazioni da parte dei cittadini.

L'Osservatorio, in caso evidenzi ipotesi di reato, ha poi il compito di segnalare i casi alla procura territorialmente competente, e di adottare in via amministrativa provvedimenti inibitori, di sospensione o chiusura dei siti internet. All'articolo 1 della pdl si legge poi che l'Osservatorio "redige e trasmette semestralmente al ministero dell’interno un rapporto sull’attività svolta che può contenere proposte volte ad adeguare gli interventi e la normativa in materia di controllo della rete internet; il ministero dell’interno, dopo quindici giorni dalla data di trasmissione del rapporto, provvede al suo invio alle Camere".

Questo organismo è un'autorità indipendente, composta da quattro esperti nominati dal ministero dell'Interno, "previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, espresso a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti. In occasione della prima seduta, convocata dal componente più anziano di età, i componenti eleggono nel loro ambito il Presidente dell’Osservatorio", si legge nel testo. L'autorità viene rinnovata ogni 3 anni.

Luca Pastorino, primo firmatario, ha commentato a Fanpage.it l'iniziativa: "La calendarizzazione in commissione Giustizia alla Camera è un passaggio fondamentale, per questo voglio ringraziare il collega di Leu, Federico Conte, componente della commissione, e il presidente Mario Perantoni. Ma questo ovviamente non è sufficiente: occorre arrivare all'approvazione del testo. Sbaglia, in maniera clamorosa, chi dirà, come temo, che ci sono altre priorità. Prima di tutto perché il Parlamento può e deve lavorare anche su temi diversi dall'emergenza sanitaria. E poi perché sono decine i casi di aggressione, fisica o verbale, da parte di militanti di gruppi neofascisti, che di nuovo non hanno proprio niente. Si rifanno solo alla vecchia ideologia fascista. È una battaglia iniziata anni fa, portata avanti con pazienza e che vogliamo condurre in porto. La legge garantirebbe strumenti giuridici chiari contro organizzazioni e partiti fascisti, avviando contestualmente una campagna culturale. Perché l'estremismo di destra non si sconfigge solo con le sentenze".

"Partendo dalla XII disposizione finale della Costituzione e collocandosi nell’alveo della risoluzione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2018, che impone agli Stati membri di bandire definitivamente gruppi, movimenti, partiti dell’estrema destra violenta, ispirati a quella ideologia, la proposta introduce un meccanismo obbligatorio di sospensione cautelativa dell’attività e, in seguito a sentenza di condanna per taluni gravi reati, di scioglimento del sodalizio" ha spiegato l'avvocato ed ex parlamentare Andrea Maestri.

"La procedura è semplificata e giurisdizionalizzata: quando il PM procede per reati d’odio commessi da esponenti di quei gruppi deve attivarla e sarà il Giudice competente per il giudizio a disporla. Si supera la discrezionalità amministrativa che fino ad oggi la caratterizzava e che poneva l’iniziativa in capo al Governo", ha aggiunto.

"Oggi abbiamo fondamentalmente 3 leggi (Scelba, Mancino e Anselmi) che prevedono procedure simili ma non obbligatorie e di fatto dipendenti dalla volontà della maggioranza politica che esprime il Governo. Si tratta dunque di superare frammentazione e non obbligatorietà delle norme vigenti per rendere più efficace la prevenzione e il contrasto di un fenomeno pericoloso, che inquina la vita democratica e, oltre a diffondere messaggi violenti e discriminatori, ha già causato molte vittime in Europa (si pensi alla strage avvenuta in Norvegia nel 2011, con 77 morti e ai frequenti attacchi e aggressioni a persone omosessuali, immigrati, minoranze, sedi di culto, politici e attivisti antifascisti). La seconda proposta riguarda l’istituzione di un Osservatorio sulla rete internet, concepito come autorità amministrativa indipendente, con compiti di monitoraggio, segnalazione e studio del fenomeno, poiché è purtroppo noto che proprio attraverso i social la propaganda neofascista si organizza e sparge il proprio pericoloso messaggio di odio".