Comunismo, patrimoniale e armi: Nicola Fratoianni alla prova del Politiquiz

Nicola Fratoianni è ospite nella redazione di Fanpage.it per una partita a Politiquiz, il nuovo format per parlare dell’attualità politica italiana e mondiale attraverso un tabellone di test e domande.
A cura di Annalisa Girardi
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"La guerra è la negazione del futuro. Impone un'economia di guerra, appunto, piega ai suoi obiettivi tutto il resto. Per questo la pace è una speranza, ma è anche una necessità e un impegno politico. Un programma politico". Lo dice Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e uno dei leader di Alleanza Verdi e Sinistra, durante una nuova puntata di Politiquiz, il format di Fanpage.it per intervistare i protagonisti dello scenario politico e metterli alla prova sui principali temi del dibattito pubblico. Il tutto, in vista delle elezioni europee dell'8 e 9 giugno.

Descrivendo che cosa significhi per lui la parola pace, Fratoianni sottolinea che, "in un mondo di nuovo travolto dalle guerre, quella in Ucraina e quella che Israele ha scatenato contro i civili di Gaza dopo l'attacco del 7 ottobre", questa sia tanto una necessità quanto una speranza: "Penso che la pace dovrebbe essere il primo punto dell'agenda di un'Europa che esiste nel mondo terribile che abbiamo di fronte, che prova a costruire una sua autonomia, un progetto di diplomazia. Perché la guerra distrugge il futuro, mentre la pace è la condizione per costruirne uno di liberazione: un futuro ambientalmente sostenibile, giusto sul piano sociale, economico, sul piano dei diritti di tutti e tutte".

"Migranti? Nessuna invasione, bisogna cambiare le politiche europee"

Quello geopolitico sarà sicuramente un tema centrale della prossima legislatura europea, ma non l'unico. Un'altra questione centrale, così come è avvenuto in passato, rimane quella delle migrazioni. A chi dice che l'Italia e l'Europa non possono accogliere tutti i migranti, ma solo chi scappa dalle guerre, Fratoianni risponde: "Questa frase nasconde un grande imbroglio. Nessuno pensa che si debbano accogliere tutti. Il punto è che noi non siamo di fronte a un'invasione come ce la raccontano. I numeri dicono altro. Parlano di un continente, l'Europa, che potrebbe gestire i flussi migratori attuali in modo del tutto ragionevole. Abbiamo accolto oltre quattro milioni di ucraini di ucraine, giustamente in fuga dalla guerra, senza che accadesse nulla".

L'anno scorso sono entrati in Europa irregolarmente rispetto alle norme europee – "c'è chi dice clandestinamente, ma è una parola pessima" – circa 380mila persone: "Capite qual è la differenza nei numeri? Dobbiamo cambiare le politiche, smetterla di gestire in modo emergenziale ciò che emergenza non è. Siamo davanti a un grande fenomeno strutturale. Dobbiamo dire basta al sistema predatorio delle risorse altrui, alle politiche che continuano a finanziare l'industria degli armamenti che alimentano le guerre, tra le principali ragioni che spingono le persone a fuggire", aggiunge il deputato.

Spesa militare, jet privati e tasse: il punto di vista di Fratoianni

Una delle caselle del tabellone di Politiquiz recita "Vero o Falso". Leggiamo a Fratoianni alcune affermazioni, chiedendogli se le ritenga vere o false.

È importante arrivare al 2% del Pil in Difesa. 

"Non è che è falso, è un obbrobrio. In Italia destinare il 2% del Pil alla spesa militare, significa destinare ogni anno – parliamo di spesa corrente, non di un investimento una tanutm – 13 miliardi di euro alla Difesa. Con un terzo di questa somma potremmo rendere gratuita l'istruzione dall'asilo all’università, è chiaro di cosa stiamo parlando? Potremmo cambiare il volto del Paese, se ogni anno investissimo 13 miliardi su alcune priorità. Invece questi soldi li vogliono mettere sulle armi. È una follia".

Non sarebbe giusto vietare i viaggi brevi in aereo.

"Anche questa è falsa. C'è innanzitutto una questione ambientale, è evidente. Le emissioni di un volo sono enormi ed è il motivo per cui noi da tempo diciamo che c'è un problema con i jet privati e con l'uso e l'abuso dei jet privati. Basti pensare che un'ora di volo di un jet privato, che magari usa una sola persona, emette gas climalteranti in una quantità che è pari a quella delle attività di una serie di persone in un anno. Penso che questa materia vada regolata e dove è possibile, dove esistono alternative alla mobilità, mi pare che si possa fare".

In Italia si pagano troppe tasse

"Falso, perché è un imbroglio semantico. È come quando uno dice “prima gli italiani”, oppure di "non mettere le mani nelle tasche degli italiani”. Ma che cosa sono le tasse raccontate così? Sì, ci sono un sacco di categorie che pagano troppe tasse rispetto a quello che ricevono, ma ci sono alcuni che potrebbero pagare di più e che invece pagano pochissimo. Allora il problema è la distribuzione del carico fiscale. Il nostro sistema fiscale pesa per la stragrande maggioranza sul lavoro dipendente e sui pensionati, ma molto meno sui grandi redditi, i grandi patrimoni o le grandi ricchezze: è un sistema che va nella direzione contraria rispetto a quella indicazione meravigliosa della nostra Costituzione che dice che il fisco deve essere orientato alla progressività. Questo significa che chi ha di più deve dare qualcosa in più nell'interesse generale, chi ha meno deve dare di meno, e, come diceva il compianto Berlinguer, chi ha niente non deve dare niente".

Non serve la patrimoniale perché c’è già l’ICI. 

"Falso anche questo. L'Imu è una piccola patrimoniale ingiusta, non progressiva. Noi abbiamo oggi l'Imu sulla seconda casa, una tassa che colpisce per esempio un sacco di persone che hanno una casa, magari ricevuta in eredità, collocata in un'area del Paese di scarsissimo interesse commerciale, che non ha flussi turistici, che insomma non può essere venduta. Ma che pesa sul piano fiscale. Abbiamo un catasto che nessuno vuole mai riformare. Noi abbiamo una proposta: cancelliamo pure l'Imu sulla seconda casa, che è una tassa che si distribuisce in modo ingiusto, e introduciamo una riforma del sistema fiscale – e quindi anche patrimoniale – per avere delle aliquote fortemente progressive sulla condizione patrimoniale dei singoli individui. Questa proposta nostra ridurrebbe la pressione fiscale sulla grande maggioranza degli italiani rispetto alla pressione attuale. L'aumenterebbe sì, ma su chi ha enormi patrimoni: non mi pare una cosa terribile. Mi pare una cosa giusta.

Fascismo, povertà e giovani: cosa ne pensa il leader Avs

Un'altra serie di affermazioni su cui chiediamo un giudizio al segretario di Sinistra Italiana riguarda il fascismo, i sussidi contro la povertà e i giovani. La domanda è sempre la stessa: quello che diciamo è vero o falso?

Il fascismo è un fatto storico concluso 80 anni fa

"Si è conclusa la sua esperienza storica statuale. Ma il fascismo è un'idea ed è un'idea che resiste e che continua a vivere, purtroppo. È un'idea che nega tutte le altre idee e non dovrebbe avere diritto di cittadinanza. Per questo bisogna essere molto attenti, molto vigili. Senza nessuna concessione".

Con i sussidi le persone in povertà  non usciranno mai dalla propria condizione. 

"Falso. Perché la condizione materiale di milioni di italiani e di italiane che non ce la fanno a mettere insieme il pranzo con la cena, chiede un sostegno al reddito. Si tratta di redistribuire la ricchezza che c'è, che è mal distribuita, e di impedire che le persone finiscano nell'incubo della marginalità e della disperazione".

I giovani non sono più disposti a fare la gavetta. 

"Falso. I giovani i sono sfruttati, precari e condannati a vivere in un eterno presente. Gli hanno rubato il futuro. I giovani vogliono dignità, come tutti e tutte, ed è arrivata l'ora di restituirgliela. Spesso e volentieri si confonde, l'idea che tu per farti un futuro devi essere disposto ad accettare tutto. Ma non è così. I diritti sono diritti, non sono concessioni né elargizioni del sovrano: bisogna tornare alla cultura dei diritti".

Cosa significa Comunismo per Fratoianni

Alcune delle caselle del tabellone di Politiquiz recitano la sigla "Parola Chiave". Funziona così: diciamo al nostro intervistato una parola e gli diamo due minuti di tempo per raccontarci che cosa gli evoca alla mente. Quella che abbiamo scelto per il segretario di SI è "comunismo". Fratoianni ci risponde: "È stata una grande idea, fondata sulla necessità di liberare ed emancipare le speranze dei più oppressi, dei più deboli, degli ultimi, di costruire una società in grado non di rendere tutti e tutte uguali annullando le differenze che ciascuno ha con gli altri, ma uguali nelle condizioni e nelle possibilità, rimuovendo lo sfruttamento. Una grande idea la cui traduzione statuale, però, si è rivelata una tragedia e un tradimento di quella speranza. Io continuo a pensare che l'idea di liberare l'uomo e la donn dallo sfruttamento dall'alienazione resti un obiettivo necessario, non solo auspicabile. Ma quando quell'obiettivo si trasforma in privazione della libertà e burocratizzazione, in uno Stato che assume una dimensione totalizzante oltre che violenta e repressiva, anche le grandi idee rischiano di diventare un incubo".

Quote rosa e legalizzazione: a favore o contro?

Altre caselle del tabellone riportano solo un tema: Fratoianni capita in quella dove c'è scritto "quote rosa" e gli chiediamo se è favorevole o contrario. "Nel 2024 dovremmo essere arrivati a un punto in cui l'assoluta parità dei diritti delle condizioni deve essere garantita. Non è così. E quindi di fronte a un mondo, a una società, nella quale gli stipendi continuano ad essere incredibilmente differenziati a parità di funzione, in cui il carico di cura resta tutto sulle spalle delle donne, in cui non siamo riusciti ad avere un congedo parentale alla pari per gestire la genitorialità in modo condiviso, dire che le quote rosa sono sbagliate è un controsenso. Piuttosto bisognerebbe dire che sono insufficienti. Siamo davvero molto in ritardo rispetto alla conquista di un piena e assoluta parità, anche rispetto a tanti Paesi europei", sottolinea Fratoianni.

Per poi evidenziare come il nostro Paese sia fanalino di coda in Europa per quanto riguarda il tasso di occupazione femminile. "Questo è un problema. Poi fanno tanta retorica sulla natalità, ma non è che la crisi di natalità in questo paese sia legata al fatto che le giovani donne italiane e i giovani uomini italiani non abbiano più voglia di fare l'amore: mi sembra un idea po’ folle di una retorica della destra ipocrita. La crisi della natalità è legata alle condizioni materiali, se non si interviene su quelle, a cominciare dal diritto al lavoro e dalla piena parità di condizioni di lavoro, è difficile migliorare le cose", aggiunge.

Un'altra casella tematica riguarda invece la legalizzazione delle droghe leggere. Una questione che sta particolarmente a cuore al leader di Avs. "Non riguarda solo i diritti di tutti e tutte, o un' idea non panpenalista in cui tutto è orientato  punizione, dalla colpa, dalla persecuzione. La legalizzazione rappresenta una potenziale enorme, una straordinaria patrimoniale contro la criminalità organizzata e le mafie. Non è soltanto un modo per sottrarre ragazzi e ragazze che consumano le droghe leggere – perché questa è la realtà, lo sanno tutti – dalla promiscuità, da ambienti potenzialmente criminali e pericolosi. Non è solo un modo per rendere più sicuro il consumo. Ma è appunto un'occasione enorme per recuperare risorse, sottrarle alla criminalità. E dove sono finite quelle risorse? Nelle casse pubbliche, sono diventate utili per fare cose che servono alla collettività, per fare ciò che dovremmo fare con le tasse".

Il Trivia di Politiquiz: salario minimo, Ilaria Salis e Mimmo Lucano

Nel tabellone è anche inserito un piccolo quiz. Una domanda che facciamo a Fratoianni riguarda il salario minimo: quanti sono i Paesi dell'Unione europea ad averlo per legge? "La stragrande maggioranza. L'Italia è rimasta uno degli ultimi a non volerlo fare. Giorgia Meloni dice di essere ‘borgatara', una del popolo. Ma al popolo – quello che fa fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, anche quando lavora, perché è sottopagato e sfruttato – nega il salario minimo. Dovrebbe invece introdurlo urgentemente. Noi ci abbiamo provato, continuiamo a provarci.  Stiamo raccogliendo le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare". Per la precisione, i Paesi europei ad avere un salario minimo legale, sono 22 su 27.

Un'altra domanda riguarda le sedi del Parlamento europeo, Strasburgo e Bruxelles: perché sono due? "Penso che sia un po' uno spreco. Ci sono dietro ragioni storiche, che hanno a che fare con il modo in cui si è costruita questa Europa, nell'equilibrio tra i Paesi", risponde Fratoianni. Per poi concludere: "Ma c'è anche da dire che la cosa più importante non è quante sedi ha l'Europa, ma che i suoi valori siano ovunque. Siano ad esempio a Budapest, dove fino a poco tempo fa era rinchiusa in un carcere Ilaria Salis. Ci è rimasta per 16 mesi. Io l'ho incontrata lì: bisogna mettersi in testa cosa significhi passare oltre un anno rinchiusi in un carcere in attesa di giudizio, in un luogo dove nemmeno si conosce la lingua. L'Europa poi deve essere a Riace, dove Mimmo Lucano – nostro capolista al Sud – ha provato a costruire un altro modello di accoglienza e oggi finalmente anche la giustizia gli ha dato ragione. L'Europa deve stare infine nel Mediterraneo centrale, un enorme cimitero a cielo aperto dove troppe persone continuano a morire".

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