luigi de magistris

Oltre 280mila euro lordi pagati ogni anno dal Comune di Napoli ai tre top manager delle sue società di trasporti. Il dato emerge dall'elenco degli emolumenti corrisposti dall'Amministrazione comunale guidata da Luigi de Magistris ai manager delle sue 17 aziende partecipate. Sono 120mila gli euro lordi annui per Renzo Brunetti, amministratore unico della Anm, la società gestore di autobus e parcheggi; altri centomila invece sono per Alberto Ramaglia che ricopre lo stesso ruolo ma alla Metronapoli, spa a totale controllo comunale che gestisce una delle due linee metropolitane della città nonché altri servizi su ferro (le funicolari) e infine 63mila a Carlo Cecconi capo della Napolipark, la società che gestisce la sosta a raso e molti parcheggi pubblici comunali.  Nell'elenco dei manager più pagati c'è ancora Maurizio Barracco, il presidente e amministratore delegato di Arin, l'azienda risorse idriche della città (60mila euro lordi). Barracco di recente è stato designato dal Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo alla presidenza del Banco di Napoli.

C'è da dire che il monte spese dei manager delle partecipate è stato fortemente ridotto: la giunta arancione un anno fa decise di tagliare le spese delle sue spa controllate abolendo i consigli di amministrazione e nominando amministratori al posto dei cda. Il board dell'Asia, l'azienda rifiuti costa ogni anno circa 113mila euro lordi: 58mila al presidente Raffaele Del Giudice, 50mila a Daniele Fortini, amministratore delegato e 25mila all'unico consigliere designato, Salvatore Lauria. In un unico caso il Comune di Napoli garantisce ai manager oltre l'emolumento annuale anche un gettone di 150 euro per seduta: è Sirena, la società che gestisce i fondi per le ristrutturazioni di palazzi storici. Poco meno di 150mila euro all'anno per i quattro manager del centro agroalimentare di Volla, il Cann, finito nella bufera per il mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti: il presidente Lorenzo Diana percepisce 50mila euro lordi, 27mila a testa per i due vicepresidenti, Felice Petrella e Ulderico Catania e 42mila euro annui per Valentina Sanfelice di Bagnoli, amministratore delegato del Caan. Infine, le Terme di Bagnoli: lì al timone c'è Marinella De Nigris Siniscalchi, avvocato penalista di fama, moglie di Vincenzo Maria Siniscalchi, anch'egli noto principe del foro già senatore del centrosinistra e oggi componente del Csm: la penalista percepisce ogni anno un assegno pari a 50mila euro, sempre lordi.

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