"La Commissione attuale ha deciso di non aprire una procedura d'infrazione eccessiva. La Commissione che presiederò monitorerà molto da vicino la situazione in Italia" con l'obiettivo di "riuscire a investire per stimolare la crescita senza contravvenire alle regole esistenti". È quanto afferma Ursula von der Leyen, intervistata per la prima volta da ‘La Repubblica' e da altri quotidiani europei nel suo ‘vecchio ufficio' al ministero della Difesa tedesco, rispondendo a una domanda sulla procedura di infrazione contro l'Italia. Ricordando la flessibilità concessa dal 2015 al Paese, von der Leyen assicura: "Cercherò sempre un approccio aperto e costruttivo con l'Italia".

La neoeletta presidente della Commissione ha spiegato in modo netto il suo punto di vista sulle ong e sui salvataggi in mare, che non devono mai essere in discussione: "Il nostro approccio politico dovrebbe essere quello di focalizzarci sul fatto che queste persone non salgano su un gommone – ha affermato von der Leyen – Ma una volta che le persone intraprendono i loro viaggi della morte, siamo obbligati a intervenire. Salvare vite è sempre un obbligo, ma salvarle non risolve la questione più generale, che è molto più grande. E quando i profughi arrivano a terra, bisogna essere chiari. Chi arriva illegalmente e non ha diritto all'asilo, deve tornare indietro".

La corrispondente Tonia Mastrobuoni le ha ricordato che la sua nomina è avvenuta con una maggioranza molto risicata, grazie a soli 9 voti: "So che molti in Parlamento erano arrabbiati perché i capi di Stato non hanno nominato un loro spitzenkandidat ma me. Tuttavia Manfred Weber mi ha sostenuto enormemente e non avrei potuto essere votata senza il suo aiuto. Ovviamente alcuni hanno votato contro di me perché ho presentato un programma chiaramente pro-europeo che non condividevano", ha risposto.

La giornalista le ha domandato poi così dovremo aspettarci dalla prima donna della storia che occuperà Palazzo Berlaymont: "In questi 14 giorni in cui mi sono battuta per ottenere una maggioranza al parlamento europeo, ho sempre avuto la sensazione che fosse più semplice costruire ponti con le donne. Molte di loro si sono rivelate molto pragmatiche e orientate al risultato", ha detto.

Sulla possibilità che l'Italia proponga un commissario della Lega, la neo presidente ha ricordato "il diritto di ciascuno Stato membro a proporre i propri commissari", così come "il diritto del presidente a chiedere altri nomi qualora se ne ravvisino delle buone ragioni". "Per iniziare bene – ha sottolineato von der Leyen in un'intervista di cui lastampa.it ha anticipato uno stralcio – è importante che io non dia delle condizioni. L'unica cosa essenziale è che nel collegio ci siano tante donne quanti sono gli uomini".