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Come sta andando la campagna vaccinale anti Covid per gli over 60 in Italia: l’analisi Gimbe

Visto che l’Italia non ha inviato i dati sulla copertura vaccinale anti Covid all’European Centre for Disease Prevention and Control, la fondazione Gimbe ha condotto la sua analisi dipendente per fare un confronto con gli altri Paesi europei e tra le diverse Regioni italiane.
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A cura di Annalisa Girardi
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L'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) qualche giorno fa ha pubblicato un report in cui ha analizzato l'andamento della campagna vaccinale contro il coronovirus nella fascia degli over 60, quella più vulnerabile, tra i vari Paesi europei. L'Italia, però, non ha inoltrato i dati insieme ad altri cinque Paesi (Austria, Croazia, Germania, Lettonia e Svezia): la fondazione Gimbe ha deciso così di svolgere un'analisi indipendente, utilizzando i dati ufficiali del ministero della Salute, per poter fare il confronto con gli altri Paesi europei e per poter analizzare allo stesso tempo la situazione nelle diverse Regioni italiane. Rcco che cosa è emerso.

I dati presi in considerazione sono quelli del dashboard del ministero, che riporta le somministrazioni effettuate a partire dal 26 settembre 2023, in seguito all'introduzione dei nuovi vaccini adattati a Omicron XBB.1.5.

L'analisi di Gimbe ha suddiviso gli over 60 in tre diverse categorie, una tra i 60 e i 69 anni, una tra i 70 e i 79 e una per gli over 80. Per quanto riguarda la prima, quella dei sessantenni, l'Italia si colloca al 14esimo posto nella classifica europea, con una copertura nazionale pari al 5,7%. Nei 13 Paesi che hanno raggiunto un risultato migliore da quello italiano si va dal 6,6% della Repubblica Ceca al 43,5% della Danimarca.

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Per quanto riguarda invece la fascia dei settantenni, l'Italia scala al 15esimo posto con una copertura nazionale dell'11%. La percentuale più alta in questa fascia è stata raggiunta dalla Danimarca con l'80,4%, quella più bassa dalla Romania con lo 0%.

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Nella fascia degli ultraottantenni l'Italia torna al 14esimo posto, con una copertura nazionale del 14,4%. Anche in questo caso il primato è della Danimarca, con una copertura dell'88,2%, mentre fanalino di coda resta sempre la Romania con lo 0,01%.

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Per il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta, questi dati dimostrano come la campagna vaccinale per gli over 60 nel nostro Paese sia fallita: " Le coperture raggiunte in Italia per tutte le fasce di età over 60 anni documentano un sostanziale fallimento della campagna nazionale di vaccinazione anti-COVID-19. I tassi di copertura del 5,7% per la fascia 60-69 anni, dell’11% per la fascia 70-79 anni e del 14,4% per gli over 80 ci collocano solo davanti ai paesi dell’Europa dell’Est (eccetto la Repubblica Ceca che ci precede in tutte le fasce d’età e l’Estonia per i 60-69 e i 70-79 anni), a Grecia, Malta, Liechtenstein e, solo per gli over 80 Cipro. Siamo molto lontani dai risultati raggiunti nei paesi dell’Europa settentrionale, ma anche da Spagna, Portogallo e Francia: paesi dove le coperture per le tre fasce di età documentano campagne vaccinali efficaci per tutti gli over 60, con percentuali di copertura crescenti con la fascia di età".

Il report di Gimbe ha anche analizzato la situazione nelle diverse Regioni, mettendole a confronto tra loro. Nella fascia tra i 60 e i 69 anni ci sono dieci Regioni che si collocano sopra la media nazionale (dal 5,9% del Piemonte all’11% della Toscana) mentre 11 si trovano sotto la media (dal 5,6% dell’Umbria allo 0,9% della Sicilia).

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Nella fascia tra i 70 e i 79 anni, invece, 9 Regioni si collocano sopra la media nazionale (dall’11,5 dell’Umbria al 21,4% della Toscana) mentre 12 Regioni si trovano sotto la media (dal 10,6% del Veneto all’1,8% della Sicilia).

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Infine, per quanto riguarda gli over 80, sono nove le Regioni al di sopra della media nazionale (dal 14,6% dell’Umbria al 26,3% della Toscana) contro 12 che rimangono al di sotto (dal 14% di Veneto e Lazio, all’1,9% della Sicilia).

Sulle differenze regionali Cartabellotta ha commentato: "Le coperture vaccinali per le tre fasce di età nelle Regioni italiane ripropongono la “frattura strutturale” Nord-Sud che caratterizza il nostro Servizio Sanitario Nazionale: le Regioni meridionali non solo si trovano al di sotto della media nazionale, ma sono tutte a fondo classifica con coperture vaccinali simili a quelle dei paesi dell’Europa orientale. Anche i risultati della Toscana, che raggiunge le percentuali più elevate di copertura vaccinale nelle tre fasce di età (rispettivamente 11%, 21,4% e 26,3%), rimangono molto lontani da quelli dei paesi del Nord Europa. Considerata l’efficacia dei vaccini nel prevenire la malattia grave e la mortalità negli anziani e nei fragili, è legittimo ipotizzare che una parte degli oltre 4.000 decessi riportati nel periodo considerato poteva essere evitato, in particolare tra gli over 80".

Infine il presidente di Gimbe ha concluso evidenziando che "l'analisi dei dati relativi alle coperture vaccinali in Italia per gli over 60 e i confronti con il resto dell’Europa documentano un clamoroso flop della campagna vaccinale anti-Covid". E infine: "Purtroppo, al fenomeno della “stanchezza vaccinale” e alla continua disinformazione sull’efficacia e sicurezza dei vaccini, si sono aggiunti vari problemi logistico-organizzativi: ritardo nella consegna e distribuzione capillare dei vaccini, insufficiente e tardivo coinvolgimento di farmacie e medici di famiglia, mancata chiamata attiva dei pazienti a rischio, criticità tecniche nei portali web di prenotazione. E se da un lato è evidente che molti di questi problemi dipendono dalle Regioni, come documentato dal gap Nord-Sud, il confronto con i paesi europei inclusi nel report dell’ECDC dimostra che anche le Regioni italiane con i tassi di copertura più elevati sono molto indietro rispetto ai paesi europei dove la campagna vaccinale ha funzionato. Segnale evidente che della campagna vaccinale anti-COVID le Istituzioni centrali hanno parlato poco e “a bassa voce”, peraltro disturbata dal rumore di fondo di quei politici che hanno alimentato la sfiducia nei vaccini per non perdere il consenso della frangia no-vax".

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