Come sono finiti i negoziati per il nuovo Patto di stabilità: passi avanti, ma non c’è ancora l’intesa

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Anche l’ultima notte di trattative non ha dato i risultati sperati e un’intesa sul nuovo Patto di stabilità ancora non c’è. Sarebbero stati fatti dei passi avanti: ora si ragiona su un compromesso.

Le nottate di negoziati non sono bastate per arrivare a un'intesa. Un accordo sulla riforma del Patto di stabilità e crescita ancora non c'è, anche se gli addetti ai lavori fanno sapere che sono stati fatti passi avanti. Se ne riparlerà tra una decina di giorni, tra il 18 e il 21 dicembre, a un nuovo vertice straordinario dell'Ecofin che punta a raggiungere un'intesa entro la fine dell'anno. Il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, ha sintetizzato la lunga notte trascorsa al tavolo delle trattative con queste parole: "Progressi sostanziali, ma missione non ancora compiuta". Il compromesso su cui si dovrà ragionare ora è sponsorizzato da Francia, Germania e Italia, a cui si aggiunge l'intermediazione della presidenza di turno spagnola, e concederebbe una finestra temporale di flessibilità ai Paesi altamente indebitati. Come il nostro.

Sugli aggiustamenti strutturali al bilancio dello 0,5% del Pil per i Paesi che hanno un deficit superiore al 3%, nell'ultima proposta condivisa da Parigi, Berlino, Roma e Madrid, si andrebbe a concedere una flessibilità strutturale – si parla di un periodo di tre anni, tra il 2025 e il 2027, ai Paesi con un elevato debito pubblico, superiore al 90%. Quello italiano è al momento attorno al 140%.

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, da parte sua, ha detto: "I progressi testimoniano che c’è un riconoscimento del fatto che non siamo in una situazione normale; c’è una guerra in Europa". Anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si è espresso sul tema: "Il lavoro del nostro ministro ci ha portato a raggiungere una posizione che mi pare vada nella giusta direzione", ha detto a Radio24. Per poi aggiungere: "I tempi di riduzione del debito, vanno come chiedevamo noi, mi auguro ci sia anche la possibilità di escludere alcune spese dal rapporto deficit – Pil. E mi auguro che si possa raggiungere prima della fine dell'anno un accordo che ci permetta di avere dall'inizio del prossimo anno un Patto di stabilità e crescita diverso da quello che ha creato tanti problemi all'intera unione europea".

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