Cisgiordania, coloni israeliani attaccano attivisti internazionali: feriti tre italiani e un canadese

Tre cittadini italiani sono rimasti feriti in Cisgiordania in un attacco condotto da un gruppo di coloni israeliani. L'aggressione è avvenuta nella comunità di Ein al-Duyuk, a poca distanza da Gerico, dove gli attivisti e le attiviste appartenenti a Faz3a, iniziativa autonoma internazionale nata per proteggere con azioni non violente i civili palestinesi dalle aggressioni dei coloni e dell'esercito israeliano, stavano trascorrendo la notte all'interno di un'abitazione che fungeva da base per le loro attività.
Secondo quanto riportato dall'agenzia palestinese Wafa, le vittime dell'assalto sarebbero quattro in totale: oltre ai tre italiani, è rimasto ferito anche un attivista di nazionalità canadese. L'assalto è avvenuto all'alba, quando circa dieci coloni mascherati hanno fatto irruzione nell'abitazione in cui gli attivisti alloggiavano e svolgevano le loro attività. Durante l'aggressione, i coloni hanno picchiato i presenti e sottratto effetti personali, tra cui passaporti e telefoni cellulari.
Secondo fonti mediche e della sicurezza palestinesi riportate dall'agenzia, tre delle persone colpite hanno riportato ferite di media gravità, mentre una è rimasta ferita in modo più serio. Tutti sono stati trasportati in ospedale per ricevere cure.
L'episodio si inserisce nel clima di crescente tensione nella regione, dove, soprattutto nelle ultime settimane, sono stati segnalati numerosi brutali attacchi illegali contro abitanti palestinesi e attivisti stranieri nelle comunità palestinesi della zona di Gerico.
Tajani: "Gravissimo l'attacco ai tre italiani in Cisgiordania, fermare i coloni"
"Basta aggressione, non è questo il modo (dei coloni israeliani, ndr) per rivendicare anche le proprie ragioni. La Cisgiordania non deve essere annessa, nessuna ipotesi di annessione, siamo assolutamente contrari, deve essere rispettata la popolazione civile palestinese. È gravissimo", ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando dei tre attivisti italiani feriti vicino Gerico, a margine dell'assemblea di Noi Moderati a Roma. E ha aggiunto: "L'appello che lanciamo anche al governo di Israele è di fermare i coloni e impedire che continuino queste violenze che non servono alla realizzazione del piano di pace per il quale tutti quanti stiamo lavorando".
La Farnesina: "Italiani feriti ora dimessi dall'ospedale"
La Farnesina conferma che i tre connazionali coinvolti nell'aggressione sono stati trasferiti questa mattina presso l'ospedale di Gerico, dove sono stati visitati dai medici e assistiti dalle autorità palestinesi. I volontari, ancora sotto shock per l'accaduto, sono stati dimessi: "I coloni sarebbero entrati nella loro abitazione, avrebbero aggredito i volontari e rubato tutti i loro beni personali", precisa la nota del ministero.
Fratoianni: "Tajani convochi ambasciatore di Israele"
"Non bastano le parole di condanna del ministro Tajani dopo che 3 nostri connazionali sono stati aggrediti e feriti dai coloni israeliani in Cisgiordania. Il governo Meloni convochi immediatamente alla Farnesina l'ambasciatore in Italia del regime di Netanyahu", ha dichiarato Nicola Fratoianni, segretario e leader di Sinistra Italiana e di Alleanza Verdi e Sinistra.
"Lo avrebbe dovuto fare già negli anni che abbiamo alle spalle durante il genocidio del popolo palestinese, con decine di migliaia di morti a Gaza. Lo avrebbe dovuto fare quando l'esercito israeliano sparava e spara sui militari Italiani di Unifil in Libano. Lo avrebbe dovuto fare quando i coloni israeliani, protetti dall'Idf, maltrattano, minacciano, uccidono i palestinesi di Cisgiordania. Invece di fare tutto questo, il governo Meloni", ha aggiunto, per poi concludere: "È sempre stato al fianco di Netanyahu e dei suoi fan, una destra orgogliosa di stringere le mani a dei criminali".
Volontaria: "Aggrediti dai coloni con calci e pugni"
“Stavamo dormendo quando, alle cinque del mattino, siamo stati assaliti da un gruppo di coloni armati di bastoni e fucili. Erano in dieci, tutti mascherati". È il racconto drammatico fornito a Sky TG24 da una volontaria italiana di 27 anni, una dei tre connazionali aggrediti in Cisgiordania insieme a una volontaria canadese. La giovane descrive una violenza improvvisa e brutale: "Hanno iniziato a colpirci con pugni e schiaffi, poi soprattutto con calci al volto, alle costole, all'addome e lungo le gambe. Sapevano perfettamente che eravamo volontari internazionali". Dopo l'aggressione, gli assalitori avrebbero portato via tutto ciò che il gruppo aveva con sé. "Prima di andarsene ci hanno urlato: ‘Don’t come back here', non tornate", ha aggiunto la volontaria. Le conseguenze fisiche sono pesanti: "Ho un forte dolore alle costole. La mia amica canadese sta peggio: ha lividi neri dalla gamba fino all'addome". La giovane attivista sottolinea anche un elemento cruciale dal punto di vista legale e politico: "L'attacco è avvenuto in Zona A, dove secondo gli accordi di Oslo non dovrebbe esserci alcuna presenza israeliana".