L’ipotesi di una crisi “parlamentarizzata” è stata paventata dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. In caso di ritiro dell’appoggio di Italia Viva al governo, quindi, Conte potrebbe cercare i voti per sostenerlo in Parlamento. I voti sarebbero quelli dei cosiddetti responsabili. Ma chi sarebbero i responsabili? Si tratta di quei parlamentari che potrebbero iniziare a sostenere la maggioranza per tenere in piedi il governo e, di conseguenza, evitare anche un ritorno al voto. Che con un Parlamento che verrebbe ridotto dal taglio del numero dei deputati e dei senatori sarebbe sgradito ai più. I responsabili sarebbero quindi quei parlamentari pronto a salvare il governo, nel caso in cui Italia Viva e Matteo Renzi decidano di sfilarsi. E se questo dovessero realmente accadere – cosa tutt’altro che certa – la maggioranza andrebbe sotto di 18 voti al Senato e di 30 alla Camera.

Durante la conferenza stampa di fine anno, Conte ha parlato esplicitamente di passaggio parlamentare in caso di rottura con Renzi. “Se verrà meno la fiducia di una forza di maggioranza ci sarà un passaggio parlamentare dove tutti si assumeranno le proprie responsabilità”, aveva detto Conte. Dal che sono inevitabilmente nate le voci sulla possibilità di una maggioranza diversa. Magari proprio grazie a qualche responsabile, preso da più schieramenti. Andiamo a vedere chi potrebbero essere questi responsabili.

Chi potrebbero essere i responsabili: la discussione dentro Fi

La prima ipotesi è quella di un sostegno di Forza Italia al governo, di cui si parla già da mesi. Al momento il gruppo azzurro conta 91 deputati e 54 senatori. I vertici rimangono scettici sull’appoggio al governo, come detto anche da Silvio Berlusconi. Peraltro in pochi, dentro Fi, credono che Renzi vada fino in fondo arrivando a una vera crisi di governo. Dalla maggioranza qualcuno avrebbe già sondato la truppa parlamentare di Forza Italia, ma per ora pare con risultati scarsi, fatta eccezione per qualche esponente in aria di uscita da tempo.

I responsabili degli altri partiti

I responsabili potrebbero arrivare anche da altri schiarimenti. Si parla, per esempio, dei centristi di centrodestra, che però smentiscono. Come fa l’Udc e come fa Cambiamo di Giovanni Toti. Eppure proprio alcuni centristi come Paola Binetti e Antonio De Poli potrebbero avvicinarsi al governo. Mentre smentisce per il momento Gaetano Quagliariello, senatore di Idea-Cambiamo. Altra ipotesi che circola in questi giorni è quella di Italia23, un gruppo che aspirerebbe a essere la lista della società civile che sosterrà Conte alle prossime elezioni. Al momento è solo un’associazione, promossa dal senatore ex Fi Raffaele Fantetti. Secondo il Foglio questo gruppo centrista verrebbe sostenuto anche da Bruno Tabacci e Gianfranco Rotondi. E al suo interno potrebbero rientrare ex M5s come Gregorio De Falco e Luigi Di Marzio, così come Elisa Ragusa e Gloria Vizzini. Non solo, perché quella che per ora sembra essere solo un’associazione potrebbe contare su qualche parlamentare di Cambiamo e sui possibili fuoriusciti da Fi: tra i nomi che si fanno ci sono quelli di Renata Polverini e Sandra Lonardo.