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Droni, videosorveglianza e pattuglie: cosa vuole fare il governo dopo i sabotaggi ai treni

Secondo l’ad di Fs, Stefano Donnarumma dietro gli attacchi ai treni di sabato scorso ci sono persone esperte. Mentre la procura di Roma attende la prima informativa della Polfer e della Digos, il ministro dell’Interno Piantedosi parla di atti di “terrorismo” e di una presunta “saldatura tra islam e antagonisti”.
A cura di Giulia Casula
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AGGIORNAMENTO:

È ancora caccia ai responsabili dei sabotaggi che lo scorso weekend hanno paralizzato le linee ferroviarie Roma-Napoli e Roma-Firenze, causando enormi disagi alla circolazione tra ritardi e treni cancellati. Le indagini della Digos e della polizia ferroviaria sono appena iniziate ma secondo l'amministratore delegato di Fs, Stefano Donnarumma dietro gli attacchi ai treni ci sono mani esperte.

"Gli accadimenti di questi giorni sono particolarmente impattanti perché vengono scelti dei punti della rete e degli orari che evidentemente denotano un expertise e una conoscenza del sistema per creare e arrecare il maggior disagio possibile e questo è avvenuto in determinati casi in maniera eclatante", ha dichiarato all'Ansa. "Spiace perché queste Olimpiadi sono molto importanti per tutti", ha sottolineato, spiegando che "per quanto riguarda le nostre competenze le prepariamo da mesi e mesi". Infatti "abbiamo messo in campo una forza molto importante. Al di là dei treni, abbiamo messo in piedi una flotta di 500 autobus per spostare 100mila persone e poi vediamo questi sforzi vanificati in determinati momenti a causa di questo disturbo".

I sabotaggi di sabato scorso seguono gli episodi avvenuti la settimana prima, a Bologna e Pesaro, in occasione dell'inizio delle Olimpiadi. L'ad di Fs ha spiegato che "il nostro sistema è fatto da 17mila Km di rete, è un sistema aperto e non può essere chiuso in una bolla di vetro ed è sottoposto tanto agli agenti atmosferici tanto ad azioni che vanno dagli indebiti attraversamenti ad atti di sabotaggio". E "non è la prima volta nella storia delle ferrovie, e non è la prima volta sotto questa gestione", ha sottolineato. Infatti "abbiamo fatto le prime denunce già dall'autunno 2024. In un solo anno facciamo tra i 500-600 milioni di passeggeri. Ci sono giornata da più di 2 milioni di passeggeri con 10mila treni in movimento", ha ricordato.

Mentre la procura di Roma attende la prima informativa della Polfer e dai colleghi della Digos sugli attacchi alla linea Roma-Firenze, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi parla di atti di "terrorismo" e rintraccia in una presunta "saldatura tra islam e antagonisti" i responsabili di questi assalti. "Le attività di prevenzione e presidio del territorio vanno di pari passo con quelle di indagine per scovare i colpevoli. Gli specialisti dell'antiterrorismo sono al lavoro e confido che quanto prima ci saranno i primi risultati", ha dichiarato.

Dopo l'arrivo dell'incartamento con tutta probabilità i magistrati, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, apriranno un fascicolo per associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. Intanto il titolare del Viminale riferisce un "salto di qualità" nelle azioni di anarchici e antagonisti" e respinge le ricostruzioni secondo cui lo Stato tollererebbe le frange violente per giustificare misure straordinarie: "È una illazione che si commenta da sé. Chi pensa di intimidire o alzare il livello dello scontro troverà una risposta ferma, nel rispetto della legge".

Secondo Piantedosi, in Italia è in atto "una saldatura tra queste due forme di illegalità e di violenza", riferendosi ad antagonismo e islamismo estremista, che sarebbero unite dall'obiettivo di "contrapporsi ai valori consolidati della nostra società".  "Gli ambienti dai cui provengono i gruppi che agiscono sono quasi sempre gli stessi. Vanno contrastati con fermezza. L'indulgenza di qualcuno che tende a giustificarli, se non ad assolverli, è spesso ammantata da un pericoloso pregiudizio ideologico", conclude.

Cosa si è deciso al vertice al Viminale dopo i sabotaggi alla rete ferroviaria

Il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, nella riunione di oggi, ha stabilito alcune misure, alla luce dei recenti episodi di danneggiamento alla rete ferroviaria: si pensa a droni per presidiare le aree sensibili, rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza anche con l'impiego dell'intelligenza artificiale, pattuglie congiunte FS Security-Forze dell'ordine ed estensione delle recinzioni lungo le infrastrutture più rilevanti e la rete dell'Alta Velocità.

Alla riunione, presieduta al Viminale dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, hanno partecipato i vertici delle Forze di polizia, dei servizi di intelligence e di Ferrovie dello Stato Italiane. Il Comitato ha inoltre deciso maggiori controlli sui treni e sull'intera rete, insieme al potenziamento del programma "Stazioni Sicure" nei grandi scali ferroviari e nelle aree più frequentate.

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