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Che fine ha fatto il decreto Bollette per abbassare il costo dell’energia promesso dal governo Meloni

Il decreto Bollette, con la riduzione dei costi dell’energia per famiglie e imprese, rilanciato da Meloni in conferenza stampa, risulta bloccato: se il bonus una tantum da 55 euro per le famiglie più vulnerabili è certo, mancano le risorse per le misure a favore delle imprese.
A cura di Annalisa Cangemi
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di inizio anno di venerdì 9 gennaio, ha detto che in uno dei prossimi Cdm dovrebbe arrivare il decreto energia per ridurre le bollette a famiglie e imprese. Ma al momento sembra tutto bloccato: mancano le risorse economiche.

Si tratta di un intervento che in parte era stato anticipato già a dicembre, ma di cui si sono perse le tracce. Stiamo parlando del contributo una tantum per le famiglie più vulnerabili che dovrebbe entrare nel decreto Energia all'esame del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ma anche degli aiuti alle imprese. Su questo punto sembra ci sia stato un rimpallo tra il ministero dell'Economia e quello dell'Ambiente. In totale, le risorse a disposizione per le misure allo studio dovrebbero arrivare a circa 2 miliardi di euro.

Come scrivono oggi la Repubblica il Fatto Quotidiano, se è praticamente certe il bonus una tantum da 55 euro per le famiglie più fragili, quelle con Isee fino a 15.000 euro o con almeno 4 figli a carico e Isee fino a 20.000 euro, le norme per le imprese sono totalmente da riscrivere. Secondo La Repubblica, dopo la bocciatura dei tecnici del Mef della norma ‘spalma inventivi', che puntava a spalmare nei prossimi anni la componente fiscale delle bollette legata ai vecchi inventivi per gli impianti rinnovabili, lo stop al decreto è legato anche al rischio di incompatibilità di alcune misure con la normativa europea per gli aiuti di Stato.

Per quanto riguarda le imprese, le risorse per lo sconto sulle bollette elettriche, attraverso la riduzione degli oneri di sistema destinati al finanziamento delle fonti rinnovabili, dovrebbero ammontare a circa 750 milioni di euro, a valere anche in questo caso sulle disponibilità di bilancio della Cassa per i servizi energetici e ambientali.

Come raccontano i restroscena, Meloni sarebbe furiosa, perché contava di annunciare il varo del provvedimento almeno alla festa di Atreju o al più tardi alla conferenza stampa di inizio anno. Niente da fare, perché il decreto è fermo, e il rischio sarebbe stato quello di annunciare misure che sarebbero rimaste solo nel campo delle promesse. Per cui la premier si è limitata a parlare genericamente di un provvedimento per "abbassare il costo dell'energia", in arrivo in uno dei prossimi Cdm. Ma come ricostruisce Giacomo Salvini, non se ne parlerà prima di febbraio, visto che al Cdm di domani sarà esaminato un decreto per prorogare i commissari straordinari di governo, relativi alla ricostruzioni post terremoti e alluvioni, e poi Meloni partirà per un viaggio di una settimana tra Giappone e Corea.

Al momento resta confermato dunque il bonus una tantum da 55 euro: la relazione illustrativa al dl stima per il nuovo bonus energia una platea di beneficiari pari a circa 4,5 milioni di nuclei familiari. Il costo della misura è di 250 milioni di euro a valere sul bilancio della Cassa per i servizi energetici e ambientali. Il contributo in questione si aggiungerà al bonus sociale per le bollette, che dunque rimarrà attivo anche per il 2026. A questo proposito, l'Arera, l'autorità di settore, ha fissato i criteri per l'aiuto nel nuovo anno.

Bonus sociale 2026: a chi va e quanto vale

Arera ha fissato i criteri per il bonus sociale 2026, destinato ai nuclei economicamente svantaggiati o con disagio fisico. requisiti per ottenerlo
I bonus sociali ordinari, ricorda il Sole 24 Ore, sono erogati ai cittadini in possesso di determinati requisiti: nuclei con Isee non superiore a 9.530 euro per famiglie con massimo 3 figli a carico e non superiore a 20mila euro per le famiglie numerose (quelle con almeno 4 figli a carico).

Il bonus elettrico per le famiglie in difficoltà

Arera ha stabilito i nuovi valori per il bonus elettrico per il disagio economico:

  • nuclei composti da 1-2 componenti: per il 2026 146 euro (con una compensazione giornaliera di 40 centesimi)
  • famiglie con 3-4 componenti: per il 2026 si arriva a 186,15 euro (la compensazione giornaliera, in questo caso, è di 51 centesimi);
  • famiglie composte da più di 4 membri: il bonus ordinario 2026 è di 204,40 euro (la compensazione giornaliera è di 56 centesimi).

Il Bonus 2026 per le famiglie con disagio fisico

Fissati anche i valori dei bonus per le famiglie in stato di disagio fisico: in questo caso, scrive il Sole, il beneficio può essere ottenuto in presenza di clienti domestici affetti da grave malattia o i clienti domestici con fornitura elettrica presso i quali viva un soggetto affetto da grave malattia, che richiede l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali per il mantenimento in vita. Il bonus è differenziato in tre fasce che indicano l’extraconsumo rispetto a un utente tipo (con consumi pari a 2700 kilowattora annui):

  • per la fascia minima (fino a 600 kWh l’anno), il bonus varia da 142,35 euro annui per le fasce di potenza fino a 3 kilowatt a 208,05 euro (da 4,5 kW in su);
  • per la fascia media (con extraconsumi tra 600 e 1200 kWh l’anno), si va, invece, da 284.70 euro l’anno (fino a 3 kW) a 335,80 euro annui (da 4,5 kW in su);
  • per la fascia massima (oltre 1.200 kWh l’anno), il valore varia da 423,40 euro annui (fino a 3 kW) a 463,55 euro (da 4,5 kW in su).
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