Giulia Bongiorno, oltre a essere ex ministra in quota Lega, è anche l’avvocato difensore della ragazza che ha denunciato di essere stata stuprata dal figlio di Beppe Grillo, Ciro e da tre suoi amici. Ieri la sua figura è stata chiamata in causa dalla sottosegretaria alla Giustizia del Movimento 5 Stelle, Anna Macina, dopo la pubblicazione del contestato video di Beppe Grillo in difesa del figlio. Ora Bongiorno annuncia in un’intervista a Repubblica: “Ho pensato che porterò la sottosegretaria in tribunale e agirò nei suoi confronti per queste accuse farneticanti”. Bongiorno spiega: “La ministra è attenta custode dei diritti, non può avere accanto una sottosegretaria che usa il proprio ruolo per schierarsi contro il sacro diritto di difesa. Io ho solo difeso la mia assistita dalle abominevoli accuse di Grillo. Un sottosegretario alla Giustizia deve garantire imparzialità, non può esprimere supposizioni su un giornale tentando di screditare il difensore della persona offesa allo scopo di trarre d'impaccio il suo referente politico”.

Bongiorno fa riferimento alle parole pronunciate da Grillo nel video e all’intervista rilasciata da Macina: “Denigrare le vittime, tentare di ridicolizzarle, è un vecchio approccio. Se si è ritenuto di estendere i termini per presentare la denuncia è appunto perché ci si è resi conto che chi subisce violenza fa molta fatica a parlarne: per vergogna, per timore di non essere creduto, per paura di ritorsioni. Un'accusa così assurda e sconclusionata può venire solo da chi parla senza sapere, senza conoscere me e la mia storia. Ho sempre tenuto rigorosamente distinta la mia attività professionale da quella politica”.

L’ex ministra racconta come ha ricevuto l’incarico relativo a questa vicenda giudiziaria: “Ho assunto questa difesa nel luglio 2020, un anno dopo i fatti. E per mesi, di fronte alle insistenti richieste di interviste, ho perfino negato di aver assunto l'incarico. Dirò di più: ho riflettuto a lungo prima di accettarlo, facendo presente alla ragazza e ai suoi genitori che la mia nomina avrebbe potuto essere oggetto di strumentalizzazione politica. Ma la famiglia, che mi conosce sia come avvocato sia per il lavoro svolto con Doppia Difesa, mi ha espresso totale fiducia. A quel punto ho accettato. E non l'ho detto a nessuno”. Bongiorno conclude: “Le vittime di violenza sono persone rese fragili dal dolore. Le ragazze prima hanno assistito alla requisitoria di Grillo, adesso una delle due vede che chi riveste una funzione istituzionale di massimo rilievo tenta di infangare con accuse gravemente offensive e prive di ogni fondamento l'avvocato al quale si è affidata. Insomma, è oggettivo che siamo di fronte a una doppia interferenza”.