"Vada come vada, i numeri sono evidenti e c'è una maggioranza di Pd, Iv e M5s che ritiene che io debba essere processato", ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, intervenendo nell'aula del Senato sul caso Gregoretti. Al termine del suo discorso, che ha chiuso la discussione generale sulla vicenda, sono iniziate le dichiarazioni di voto sull'odg di Forza Italia e FdI, le due forze politiche alleate di Salvini che si sono dette contrarie al parere della Giunta di Palazzo Madama, che lo scorso 20 gennaio ha dato il suo ok al processo per il leader del Carroccio.

Il processo per sequestro di persona per l'ex ministro è scontato. I numeri a Palazzo Madama, chiamato oggi a decidere sull'autorizzazione a procedere nei suoi confronti sono contro di lui: Forza Italia, Lega e FdI insieme hanno 139 senatori. Ma i parlamentari leghisti, a cui Salvini ha chiesto invitato di non impedire il processo, votando a favore della richiesta del Tribunale dei ministri di Catania, potrebbero astenersi o non partecipare al voto.

Cosa ha detto Salvini in sua difesa

"Signor Presidente, innanzitutto mi permetta un commento visivo: se in quest'Aula c'è oggi qualcuno che scappa, ha paura ed è assente non è fra i banchi della Lega, ma è fra i banchi del Governo", esordisce Salvini, riferendosi all'assenza sui banchi del governo degli esponenti dell'esecutivo. Molti membri del governo erano invece presenti in Aula, ma occupavano le poltrone da senatori, proprio per non interferire su una questione che spetta esclusivamente al Parlamento, e cioè il voto sull'autorizzazione a procedere. Ma Salvini insiste: "Penso che per gli italiani, al di là di tante parole, questa immagine dica tutto: è la differenza tra chi ha la coscienza sporca e chi non ha niente da nascondere".

"Se avessi dovuto ragionare per opportunismo, per interesse personale o per convenienza personale – continua – non avrei preso la decisione che ho preso. Qui si parla di un processo, non di una passeggiata, e io lo faccio e dico quello che dico – interverrò sul piano giuridico e poi sui piani politico e umano – per rispetto nei confronti della carica che ho avuto l'onore di ricoprire, degli italiani e dei miei due figli che vanno a scuola e che hanno il diritto di ritenere che il loro papà sia spesso lontano da casa non perché passa il tempo a sequestrare esseri umani, ma perché difendere i confini e la sicurezza del suo Paese era un suo preciso dovere. Non era un suo diritto, era un suo dovere".

Quindi chiama in causa gli altri membri del governo Conte I, rivendicando la scelta di introdurre i decreti Sicurezza: "Ho fatto approvare da questo Parlamento con orgoglio i decreti-legge sicurezza che adesso qualcuno vuole cancellare non avendoli letti, perché il tema immigrazione in quei provvedimenti è un quinto del testo".

"Aspetto che portiate in Aula la cancellazione dei decreti-legge sicurezza perché voglio vedervi in faccia quando toglierete soldi e poteri ai sindaci e ai poliziotti di questo Paese, quando dimezzerete la potenza dell'Agenzia per l'amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla mafia, alla camorra e alla ‘ndrangheta. Poi, per carità, non si finisce mai di imparare".

"Rivendico con orgoglio di aver fatto quello che gli italiani avevano dimenticato si potesse fare, ovverosia mantenere una promessa elettorale. Chiunque in Italia – posso stare simpatico o antipatico – sapeva e sa che votando Lega, votando Salvini, avremmo fatto di tutto per bloccare gli sbarchi degli immigrati clandestini, per combattere scafisti, trafficanti".

"Non ne abbiamo mai fatto mistero e sono contento perché l'abbiamo fatto insieme agli amici del MoVimento 5 Stelle per più di un anno. Ricordo le dichiarazioni di quei giorni, che poi saranno discusse in aule dove ci sarà un giudice terzo e imparziale, perché io sono orgoglioso del lavoro del 99 per cento dei magistrati italiani che fanno liberamente il proprio lavoro, senza portare la politica in tribunale. Come dicevo a qualche distratto ex alleato, le dichiarazioni di Toninelli, Bonafede e Di Maio sono del 28, 30 e 31 luglio. Le ultime dichiarazioni di Toninelli, Bonafede e Di Maio, secondo cui bisognava coinvolgere l'Unione europea, sono del giorno dello sbarco. Quindi, o c'erano ed erano d'accordo, o c'erano e non hanno capito".

"Facciamo decidere a un giudice, usciamo da quest'aula e facciamo decidere lui. Ormai il re è nudo, potete andare avanti qualche mese o settimana ma in democrazia il giudizio lo dà il popolo", dice Salvini. "Mettiamo la parola fine a questa evidente aggressione politica. Un'aggressione non da parte della magistratura, perché io ho riletto il dispositivo del Tribunale di Catania" con cui la Procura ha chiesto l'archiviazione. "Devo ringraziare il gruppo dei senatori della Lega che fino a un secondo fa mi ha chiesto di ripensarci. Però noi non cambiamo: dritti, non abbiamo niente di cui avere paura. Male non fare, paura non avere".

"Non ho nemici in questa'aula, in questo Paese, ho avversari con idee diverse. Dividiamoci sui temi ma mai sui valori fondamentali. Mai vorrò che un giudice entri qua a un giudicare un atto politico". E ancora: "Non cerco vendette, non voglio ‘cancellare' nessuno. Ricordo il titolo a tutta pagina ‘Cancellare Salvini'. A mia figlia Mirta ho detto: ‘Nessuno vuole cancellare papà, è uno scherzo, sono giornalisti un po' burloni'". 

"Questo governo è tenuto insieme dalla paura del voto e applica il rinvio eterno: non sceglie sul Mes, sulla prescrizione, sulle autostrade. State tenendo ferma la Gronda, state tenendo in ostaggio i genovesi e i liguri. Fate qualcosa, decidete sull'Ilva, sull'Alitalia. Sono sei mesi che litigate su tutto e siete uniti solo dal concetto che ‘Salvini è cattivo'", dice rivolgendosi alla maggioranza. "Io sono convinto che questa sarà la fine di questa vicenda e che coloro che oggi voteranno pensando di vincere, saranno sconfitti dalla verità e dalla realtà storica", ha detto in Aula al Senato. A proposito del voto aggiunge: "Vada come vada, i numeri sono chiari ed evidenti. C'è una maggioranza Pd-Iv-M5s che ritiene io debba essere processato".