Caro energia, bonus carburanti per famiglie con redditi bassi: ipotesi ampliamento Carta ‘Dedicata a te’

Dopo l’attacco di Israele e Usa all’Iran, il governo prova a rispondere ai rincari sull'energia dovuti alla guerra in Medio Oriente che ricadranno sulle bollette e valuta in queste ore contromisure. Tolta dal tavolo l'ipotesi di un taglio delle accise sui carburanti, allo studio ci sarebbero un bonus per le famiglie meno abbienti e interventi sul piano fiscale per le imprese più esposte, più esposte, quelle che più stanno pagando il prezzo dell'impennata delle bollette e dei blocchi all'export.Secondo i dati del Mimit relativi ai prezzi medi self-service dei carburanti la benzina è arrivata a 1,84 euro al litro e il gasolio a 2,07 euro, ai massimi dalla guerra in Ucraina.
"Stiamo lavorando per realizzare un pacchetto di interventi innanzitutto di compensazione e supporto ai ceti meno abbienti, che intervenga sul sistema dell'autotrasporto per evitare di innescare spirale inflattiva e a sostegno delle imprese manufatturiere che potrebbero avere dei contraccolpi nel costo dell'energia elettrica – ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso – Ci saranno anche delle misure a favore delle imprese esportatrici che operano in quei mercati".
Non si sa esattamente quando il governo intenda varare i provvedimenti per calmierare i prezzi. Per un'eventuale attivazione del meccanismo delle accise mobili, chiesto dalle opposizioni – come ha spiegato in Aula la stessa presidente del Consiglio Meloni – si attende di conoscere l'entità dell'extra-gettito Iva legato agli aumenti dei carburanti delle ultime due settimane. Al momento il Cdm non è stato convocato per questa settimana, quindi l’approvazione potrebbe slittare a fine mese, dopo il voto sul referendum del 22 e 23 marzo.
Cosa sappiamo del bonus carburanti che il governo sta valutando
Sui tempi del bonus non ci sono certezze, ma è possibile fissare alcuni punti. Gli interventi potrebbero tradursi nel dettaglio in un bonus carburanti per i nuclei familiari con un Isee fino a 15mila euro e un credito d'imposta per i conducenti dei tir.
Una delle ipotesi che circolano è quella di allargare il plafond e le possibilità di utilizzo della Card ‘Dedicata a te' per gli acquisti alimentari, prevista appunto per coloro che hanno un Isee fino a 15mila euro. Si parla anche di possibili sgravi fiscali per le Pmi per mitigare il costo della bolletta energetica, e di un credito di imposta sul diesel riservato al comparto dell'autotrasporto.
Sembra allontanarsi invece l'ipotesi di introdurre l'accisa mobile, come fatto il governo di Mario Draghi ad inizio 2022 dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. "Quella misura ha raggiunto i suoi obiettivi? Ha frenato davvero l'inflazione?", ha detto il ministro Urso. Il Mef intanto sarebbe in attesa di conoscere l'entità dell'extragettito Iva legato alla crescita del costo dei carburanti nelle ultime due settimane per capire se possa essere sufficiente per finanziare gli interventi sul caro energia.
Lega: "Tassare extraprofitti compagnie petrolifere e rivedere sanzioni a Mosca"
La Lega intanto propone di tassare gli extraprofitti delle compagnie e rivedere le sanzioni alla Russia sul petrolio, come hanno fatto gli Stati Uniti. "Mercoledì ho convocato le principali compagnie petrolifere a Milano perché il conto che stanno pagando famiglie e imprese è troppo alto – ha spiegato Salvini – Gli aumenti, soprattutto del diesel, sono inaccettabili ed eccessivi, anche considerando il conflitto in corso. Se c'è qualcuno che sta speculando, da ministro non sono disponibile a tollerarlo. Possiamo intervenire anche in via fiscale o normativa per evitare questa speculazione. Abbiamo tassato le banche; possiamo tassare sugli extra-profitti anche le compagnie petrolifere. Vedremo quali proposte porteranno”.
Salvini spinge anche su un'altra questione. Dopo la mossa del presidente Usa Donald Trump di sospendere temporaneamente le sanzioni a Mosca in vigore dal 2022, il leader della Lega vorrebbe che l'Italia seguisse la stessa linea, definendola "una proposta di buon senso, non perché qualcuno sia amico di Putin, ma perché sono le famiglie e le imprese italiane a pagare il prezzo più alto".
Il senatore Claudio Borghi ha ribadito che "le cosiddette sanzioni alla Russia sono ‘autosanzioni’ che danneggiano più la nostra economia che quella di Putin". Per le opposizioni, invece, la proposta quella di allentare la pressione economica sulla Russia "sarebbe un errore drammatico", come ha detto la leader del Pd Schlein.
"Gli italiani stanno pagando ogni giorno per la benzina e il gasolio 16,5 milioni di euro in più. Cifre concrete, che pesano sui bilanci di chi lavora, di chi porta i figli a scuola, di chi gestisce un'attività. Il governo cosa fa? Niente. O meglio: chiacchiera. Giorgia Meloni aveva aperto pubblicamente alla proposta del Pd di utilizzare l'extra gettito Iva che aumenta automaticamente con i prezzi, come un'imposta occulta sulle famiglie per tagliare le accise sui carburanti. Una misura concreta, finanziata con risorse che lo Stato già incassa in più. Poi si è rimangiata tutto. Oggi il governo promette fantomatici ‘bonus', annunci vaghi senza data e senza copertura. Nel frattempo gli italiani pagano. A completare il quadro, il presidente del Senato La Russa, a pochi giorni dal voto referendario, trova il tempo per invitare a Palazzo Madama i genitori della ‘famiglia nel bosco'. Una scelta che dice tutto sulla distanza di questa destra dalla vita reale delle persone. Il Partito Democratico continuerà a chiedere al governo una presa di distanza netta dalla guerra di Trump e Netanyahu e misure concrete contro il caro energia. Non bastano i bonus a rate. Servono atti reali, subito", ha detto Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del Pd.
Codacons boccia il governo: "Il bonus carburanti è un errore"
Per affrontare il problema del caro carburanti "il governo sceglie la strada sbagliata, rifiutando di tagliare le accise come prevede la normativa italiana e annunciando i soliti inutili palliativi che varranno solo per le famiglie meno abbienti senza apportare reali benefici alla collettività", ha detto il Codacons, dopo le dichiarazioni rilasciate dal ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.
"Il ministro boccia su tutta la linea il possibile taglio delle accise, fornendo a supporto delle sue tesi numeri inesatti. La riduzione della tassazione sui carburanti operata da Draghi nel marzo del 2022 portò infatti l'indice nazionale dell'inflazione a calare in modo immediato dello 0,5% (dal 6,5% al 6%) che, tradotto in soldoni e considerata la spesa per consumi delle famiglie italiane dell'anno 2022, equivale ad un risparmio da circa 4 miliardi di euro per la collettività dei consumatori. Senza contare che nel 2022 senza i benefici diretti e indiretti del taglio delle accise il tasso di inflazione in Italia sarebbe schizzato ancora più in alto. La strada segnata dal ministro Urso per affrontare l'emergenza carburanti, e che sembra mirare ai soliti bonus in favore delle famiglie meno abbienti, rappresenta un palliativo inutile che non risolve il problema e non apporta benefici all'intera collettività.
"Basti pensare che in base ai dati Mimit di oggi 15 marzo, il gasolio è salito ulteriormente raggiungendo alla pompa una media di 2,07 euro al litro, ossia ben 34 centesimi di euro in più rispetto al periodo pre-conflitto: questo significa che un pieno di diesel costa ad ogni automobilista la bellezza di 17,3 euro in più, ben 415 euro in più all'anno con una media di due pieni al mese".