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Speciale referendum giustizia 12 giugno 2022
5 Giugno 2022
14:39

Calderoli a Fanpage: “Non sospendo digiuno, dei referendum Giustizia si parla in ore da pipistrelli”

Il senatore della Lega Roberto Calderoli è al quinto giorno di sciopero della fame, per protestare contro il poco spazio che i media stanno dedicando ai referendum sulla Giustizia: “Mi sono ispirato a Pannella”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Speciale referendum giustizia 12 giugno 2022

Il senatore della Lega Roberto Calderoli, vice presidente del Senato, non ha intenzione di sospendere lo sciopero della fame iniziato nei giorni scorsi, insieme a Irene Testa del Partito Radicale. Vuole continuare fino a quando i media non inizieranno a occuparsi seriamente dei cinque referendum sulla Giustizia, proposti dal Carroccio e dai Radicali. Gli italiani sono chiamati a esprimersi sulla materia il prossimo 12 giugno, in contemporanea con le elezioni amministrative. Ma le informazioni sul referendum sono scarse, secondo Calderoli, e le tv non si stanno occupando in modo approfondito del tema.

Ora Calderoli è arrivato al quinto giorno di digiuno. Dice di aver già perso peso, e sembra intenzionato a continuare a oltranza. Le sue condizioni di salute non sono preoccupanti, la pressione sembra buona. Quando lo contattiamo al telefono dall'altra parte giunge una voce squillante: "La nostra iniziativa prosegue, sto bene, quattro chili sono andati. Vado avanti bevendo solo due caffè al giorno e l'acqua. Continuerò lo sciopero della fame fino al prossimo 12 giugno".

"Mi sono ispirato a Pannella. Il fatto che io non senta per niente la fame significa che una mano da fuori la sto ricevendo", scherza, alludendo al fatto che Marco Pannella lo starebbe aiutando dall'alto. "In passato ogni volta che mi mettevo a dieta, non per iniziative politiche, la fame ce l'avevo eccome. Adesso non sto mangiando niente e non sento assolutamente lo stimolo della fame".

Non si ferma neanche dopo la risposta che la presidente del Senato Elisabetta Casellati ha dato alla sua lettera, in cui insieme al Partito Radicale ha chiesto una "doverosa adeguata copertura informativa da parte del sistema radiotelevisivo sui cinque quesiti sulla giustizia oggetto del referendum del 12 giugno". La presidente di Palazzo Madama ha accolto la richiesta, e l'ha girata alla presidenza della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai: "Io vorrei ci rispondesse il presidente della Repubblica, che è il primo destinatario della lettera, e vorremmo soprattutto che ci fossero dei riscontri nei canali radiotelevisivi pubblici e privati. Iniziano a esserci, ma vengono utilizzati degli orari che forse possono servire a informare qualche pipistrello. Registrano gli interventi di giorno, ma poi li mandano in onda di notte", denuncia Calderoli a Fanpage.it.

"Per domani abbiamo predisposto un'ulteriore lettera, insieme a Irene Testa, che sarà indirizzata a Draghi, perché anche lui a questo punto deve metterci la faccia". Il vice presidente del Senato ci anticipa il contenuto della missiva che verrà trasmessa al presidente del Consiglio: "Gli chiederemo di fare tutto quello che è nelle sue disponibilità per far sì che la gente sappia innanzi tutto che il 12 giugno si vota, e che possa conoscere i contenuti dei referendum, perché sia un voto responsabile quello che verrà espresso, e non solo ‘Sì' e ‘No'".

Gli chiediamo se ha già ricevuto risposte dalla commissione parlamentare di Vigilanza Rai: "La lettera è stata trasmessa nel fine settimana, prima di domani non penso ci faranno sapere qualcosa. I sondaggi dicono che due terzi dei cittadini non sanno che ci sono i referendum il 12. L'ultimo rilevamento che si poteva fare dava un 30% di partecipanti al voto. Se ognuno raccoglie l'invito ad adottare un elettore arriviamo facilmente al 60%", aggiunge. Al momento la maggior parte ignora proprio il fatto elettorale, lei si immagini cosa possano sapere dei quesiti".

Calderoli non è solo. Sono ben 160 le persone che lo stanno seguendo nello sciopero della fame: "Abbiamo avuto 160 adesioni, tra parlamentari e membri di governo, tra il Comitato del Sì e del Partito Radicale. La sottosegretaria al Lavoro Tiziana Nisini me l'ha comunicato personalmente di aver aderito allo sciopero", assicura.

Il senatore della Lega ha anche ringraziato la comica torinese Luciana Littizzetto, che nel suo ultimo monologo da Che tempo che fa ha detto: "Votare è bellissimo. Però vi dico la verità. Il 12 giugno pensavo di andare al mare, invece ci chiedete di pronunciarci sul referendum. A questo giro mi viene chiesto un parere su qualcosa che non so tanto bene". 

"Alla fine nonostante la presa in giro almeno ha detto che andrà a votare", commenta Calderoli. Il Partito Radicale ha denunciato all'AgCom la trasmissione ‘Che tempo che fa' per l'intervento di Luciana Littizzetto: "Non certo per censurarla, ma per avere uguale spazio in una trasmissione con ascolti simili visto che – guarda che coincidenza! – era l'ultima puntata della trasmissione della stagione", ha spiegato in una nota il Partito Radicale.

Calderoli non ha dubbi, i quesiti proposti non sono affatto troppo ‘tecnici', critica che viene mossa di solito dai sostenitori del ‘No': "Avere un giudice indipendente o meno è così difficile da capire? I quesiti referendari li ho scritti io, ho proposto un titolo, molto semplice, che è stato modificato dalla Cassazione, in una sequenza di righe che non esplicita certamente il contenuto del referendum. Però a comandare alla Cassazione non sono io, quindi devo prendere per buono il titolo scelto. La Costituzione dice che se si abroga una legge in toto basta citare il numero e la data di approvazione della legge. Se se ne abolisce solo una parte si deve esplicitare per esteso tutto quello che si va ad abrogare. Essendo norme scritte nel tempo, che si sovrappongono l'una all'altra, bisogna riportare questa sequenza, ma è un obbligo di legge. Il titolo però avrebbe potuto essere molto più diretto e lineare".

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Referendum 2022
1° Quesito
2° Quesito
3° Quesito
4° Quesito
5° Quesito
Abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità  e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi. Definitivi
46.92%
Limitazione delle misure cautelari: abrogazione dell'ultimo inciso dell'™art. 274, comma 1, lett. c), codice di procedura penale, in materia di misure cautelari e, segnatamente, di esigenze cautelari, nel processo penale. Definitivi
44.63%
Separazione delle funzioni dei magistrati. Abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati. Definitivi
26.74%
Partecipazione membri laici alle deliberazioni Consiglio direttivo Corte di cassazione e Consigli giudiziari. Abrogazione norme in materia di composizione Consiglio direttivo Corte di cassazione e Consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici. Definitivi
28.72%
Abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della Magistratura. Definitivi
28.37%
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