I Caf rischiano un vero e proprio assalto. A segnalare la possibile ondata di richieste che potrebbero arrivare nei centri di assistenza fiscale, anche tre volte superiori alla media, è il Sole 24 Ore. A gennaio saranno in molti a recarsi agli sportelli per compilare la dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) necessaria per la richiesta dell'Isee necessaria per il reddito di cittadinanza, per il rinnovo dei bonus sociali (energia, gas e idrico), del bonus per gli asili nido e per l'eventuale saldo e stralcio dei debiti. 

Se si aggiungono anche coloro che si presenteranno ai Caf per chiedere informazioni per il debutto dell'Isee precompilato, sono stimate 2,2 milioni richieste di dichiarazione sostitutiva unica, rispetto alle circa 700mila degli anni precedenti. Un dato che, spalmato su 22 giornate lavorative, significa ben 100mila richieste al giorno.

Per i percettori di reddito di cittadinanza la Dsu è funzionale al proseguimento dell'assegno, in quanto l'Inps a gennaio, per calcolare l'importo di febbraio, dovrà verificare che il beneficiario ha prodotto un Isee aggiornato, senza il quale la misura verrà sospesa. Come si arriva alla cifra di 2,2 milioni? È presto detto: al 31 ottobre risultavano 978mila nuclei che beneficiano del reddito di cittadinanza. Poi bisogna considerare 1 milione di cittadini per cui scadrà il bonus per energia, gas e servizio idrico il 31 dicembre 2019, e che rinnoveranno l'agevolazione. La Consulta dei Caf prevede che, dato che le scadenze sono spalmate nei dodici mesi, a gennaio 2020, per non interrompere il bonus, presenteranno una nuova dichiarazione in 90mila.

A queste cifre si aggiunge anche il bonus nido. In questo caso 200mila persone, circa la metà dei beneficiari, presenteranno la Dsu a gennaio (200mila). E poi, in caso di riedizione, c'è il saldo e stralcio dei debiti per chi è in difficoltà economica, se l'Isee del nucleo familiare non supera i 20mila euro. In questo caso si ipotizza, stando ai dati dell'ultimo invio di comunicazioni di ottobre dell’Agenzia delle Entrate per oltre 700mila posizioni, un'aggiunta delle presentazioni delle Dsu a gennaio per oltre 200mila utenti. Questa platea in parte andrà ad aggiungersi e in parte a sovrapporsi agli oltre 700mila che solitamente all'inizio dell'anno si rivolgono agli sportelli dei Caf.

"Confermiamo l’impegno dei Caf ad assicurare l’assistenza ai cittadini, ma il rischio è che a gennaio non saremo nelle condizioni di svolgere i servizi, di fronte a una simile ondata di afflussi",  sottolineano i coordinatori della Consulta, Massimo Bagnoli e Mauro Soldini. Per scongiurare il rischio ingorghi i Caf chiedono più risorse economiche: per il 2019 infatti la convenzione con l'Inps ha assegnato 82 milioni per gestire l'Isee e dai risparmi di gestione dell'Istituto sono stati reperiti ulteriori 11 milioni circa, mentre 35 milioni sono stati stanziati dalla scorsa legge di Bilancio in vista del reddito di cittadinanza. "Per il 2020 nella manovra non c'è alcuno stanziamento per consentire ai Caf di proseguire l’attività – denunciano i due coordinatori – e ciò è molto rischioso, perché se non ci saranno finanziamenti certi a partire dal 2020 per importi anche superiori a quelli del 2019, non avremo le risorse per svolgere le prestazioni per i cittadini". Anche per questo chiedono che ci sia una moratoria per i cittadini che non presenteranno l'Isee a gennaio.