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Bonus domotica 2026, le novità dell’Agenzia delle Entrate per la casa smart: requisiti e spese ammesse

Le spese per la domotica fanno parte dei costi coperti dall’Ecobonus, la detrazione (al 50% per le prime case, al 36% per tutte le altre e al 65% per gli immobili strumentali ) per chi fa lavori di riqualificazione energetica. Per chi supera i 75mila euro di reddito la detrazione si riduce progressivamente; da 100mila euro in poi scatta un tetto di spesa, fissato a 8mila euro. Ecco tutti i requisiti e come richiederlo.
A cura di Giulia Casula
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Il bonus domotica è una delle agevolazioni previste dall'Ecobonus, la detrazione – al 50% per le prime case, al 36% per tutte le altre e al 65% per gli immobili strumentali – riservata a chi desidera avviare dei lavori di riqualificazione energetica. Il beneficio consente di detrarre le spese effettuate per l'acquisto di sistemi di automazione per la gestione a distanza di impianti domestici di riscaldamento, climatizzazione e produzione di acqua calda, utili a limitare sprechi e consumi. Lo sconto, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo, varia a seconda che l'intervento riguardi la singola unità immobiliare o gli edifici condominiali e a seconda dell'anno in cui i lavori sono stati effettuati. Ecco cosa sapere.

Come funziona il bonus domotica

Le spese per la domotica, dicevamo, fanno parte dei costi coperti dall'Ecobonus. Non esiste quindi un'agevolazione a parte ma si tratta di un incentivo che rientra nella detrazione per chi svolge lavori di efficientamento energetico. Nello specifico parliamo dell'adozione di sistemi di automazione con cui gestire da remoto impianti di riscaldamento, climatizzazione e produzione di acqua. Le percentuali sono ormai note: al 50% per l'abitazione principale, al 30% dalla seconda in poi. Discorso diverso per gli immobili strumentali, per i quali lo sconto si alza al 65% entro un massimo di 15mila euro. Lo sconto può essere usato sia per le spese di acquisto che per quelle di installazione e  configurazione degli impianti.

Bonus domotica 2026 per rendere la casa smart: come funziona

Tutti possono usufruire dell'incentivo. Come specifica l'Agenzia delle Entrate, è destinato a persone fisiche, familiari conviventi o conviventi di fatto, enti non commerciali, istituti di edilizia residenziale pubblica o cooperative edilizie. Va precisato però che ci sono alcuni paletti legati reddito: per chi supera i 75mila la detrazione si riduce progressivamente; da 100mila euro in poi scatta un tetto di spesa, fissato a 8mila euro (più alto per chi ha dei figli a carico). Inoltre sono previsti dei requisiti specifici che riguardano i sistemi installati, i quali devono essere almeno classe A e B secondo gli standard fissati dalla normativa EN 15232.

A chi spetta il bonus domotica: i requisiti di reddito

Per ottenere la detrazione è importante che le spese siano tracciabili e dunque certificate attraverso ricevute di pagamento. Occorre dunque disporre della relativa documentazione e dei bonifici (bancario o postali) in cui vanno indicati la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita IVA o il codice fiscale del destinatario delle somme (la ditta o il professionista che ha effettuato i lavori), il numero e la data della fattura a cui il bonifico si riferisce.

La documentazione tecnica per l'Ecobonus cambia a seconda del tipo di intervento ma può consistere: nell'asseverazione di un tecnico abilitato che attesti l'idoneità degli interventi, l'attestato di prestazione energetica (APE), che misura l'efficienza energetica dell’edificio e infine la scheda descrittiva dei lavori realizzati. Queste informazioni andranno inviate all'Enea, in via telematica, entro 90 giorni dal termine dei lavori.

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