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19 Ottobre 2022
12:05

Bonus bollette 600 euro: a chi spetta e come viene erogato da aziende a dipendenti

I lavoratori e le lavoratrici dipendenti potranno ottenere fino a 600 euro dalla propria azienda per pagare le bollette, senza che questi vengano tassati. Ecco come funziona il bonus bollette e chi può richiederlo.
A cura di Luca Pons
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Il "bonus bollette" è stato previsto dal decreto Aiuti bis all'articolo 12, e potrà tornare particolarmente utile considerando che le bollette nei prossimi mesi aumenteranno del 59%. Si tratta di un fringe benefit, cioè di un "beneficio accessorio" offerto da un'azienda ai propri dipendenti, come il buono pasto o lo sconto sui propri prodotti. Esiste già, applicato alle bollette, ma è stato aumentato, passando da una soglia di 258,23 euro a 600 euro. La misura è valida solamente per le aziende private e quindi non, ad esempio, per la pubblica amministrazione. Ecco come funziona.

Una forma più ridotta di "bonus bollette" esiste già ed è prevista dal Testo unico delle imposte sui redditi: questo prevede che un'azienda possa dare al proprio dipendente i soldi per contribuire a pagarsi le bollette di acqua, gas e luce. La soglia finora, però, era stata fissata al massimo a 258,23 euro in un anno. Ora, invece, è passata a 600 euro, solo per il periodo d'imposta 2022.

Come funziona il bonus bollette da 600 euro e a chi spetta

Il costo previsto, per le tasse dello Stato, per aumentare il bonus bollette a 600 euro per il periodo d'imposta 2022 è di 81,9 milioni di euro. La modalità resta la stessa: il bonus è rivolto ai lavoratori e le lavoratrici dipendenti di un'azienda privata, senza altri particolari requisiti o tetti di reddito da rispettare. Il dipendente deve fornire la documentazione che dimostra l'utilizzo di quella somma, ovvero la bolletta. Non importa se questa è superiore alla soglia dei 600 euro annuali, e quindi l'erogazione dell'azienda non la copre completamente.

Questi soldi non sono soggetti a contribuzione – quindi non aumentano la pensione – né a prelievo fiscale, quindi arrivano netti in busta paga e non possono essere tassati, mentre per l'azienda che li eroga sono completamente deducibili. Non ne ha diritto chi non è dipendente di un'azienda privata, con alcune eccezioni: i dipendenti di lavoratori autonomi, i dipendenti di enti pubblici economici e i dipendenti di soggetti che non svolgono un'attività commerciale. Si tratta degli stessi datori di lavoro che sono già inclusi dalle regole generali sui "fringe benefit", come buoni pasto e sconti. Sono esclusi, comunque, i lavoratori della pubblica amministrazione e degli enti pubblici non economici, così come i tirocinanti e le persone pensionate e disoccupate.

Come viene erogato il bonus bollette da 600 euro

Il bonus bollette non è un obbligo, sta alle singole aziende decidere se fornirlo ai suoi dipendenti. Nel caso, starà all'azienda comunicare con i propri dipendenti per ricevere la documentazione necessaria – sostanzialmente, le bollette da pagare – per poi procedere all'erogazione del benefit, fino a un massimo di 600 euro per ogni dipendente, considerando che questa somma sarà deducibile, quindi ridurrà poi l'imponibile fiscale della società.

Per il pagamento l'azienda può procedere in due modi: rimborsando le spese in busta paga, dopo aver ricevuto le fatture che quantificano il costo delle bollette, oppure pagando direttamente i fornitori di acqua, gas e luce. La seconda soluzione, per quanto sia prevista dalla legge, appare più macchinosa.

Rispetto a quanto previsto finora dal Testo unico delle imposte sui redditi, c'è una importante differenza. Il Testo unico, infatti, indica che se il valore del bonus erogato dall'azienda supera la soglia prevista – che, al fuori dell'eccezione prevista dal decreto Aiuti bis per il 2022, è di 258,23 euro – allora questo perde la caratteristica di beneficio accessorio e "concorre interamente a formare il reddito", perciò diventa tassabile sia per l'azienda che per i dipendenti. In questo caso, invece, non solo la soglia è alzata a 600 euro per l'anno, ma se l'erogazione dell'azienda dovesse superare questa cifra, solo l'eccedenza rispetto ai 600 euro sarà soggetta a tassazione.

Il nodo su co.co.co. e intestati delle bollette per ottenere il bonus

Ci sono due punti, invece, che sono ancora da chiarire, sull'erogazione del bonus bollette da 600 euro. Innanzitutto, non è ancora stato chiarito se il beneficio accessorio sarà disponibile anche per coloro che percepiscono redditi assimilati al lavoro dipendente, come i collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.). Seguendo la norma generale sui "fringe benefit", questi sarebbero esclusi, a meno che non arrivino esplicite indicazioni differenti.

In più, non è previsto esplicitamente dal decreto Aiuti bis che il bonus bollette si possa applicare anche se le bollette sono intestate al coniuge, o a una persona convivente, del lavoratore dipendente. Normalmente, però, i "benefici accessori" si applicano anche ai familiari conviventi. Devono essere, però, familiari: si parla di coniuge, figli e altri familiari, quindi sarebbero escluse le coppie conviventi, ad esempio. Questo prevede la normativa: sarà l'Agenzia delle entrate, nel caso, a doversi esprimere diversamente.

Quando arriva il bonus bollette da 600 euro

Il bonus bollette da 600 euro è previsto fino al 31 dicembre 2022, e sarà il prossimo governo a decidere se eventualmente rinnovarlo per il 2023. Il decreto Aiuti bis, che ha previsto la misura, è stato convertito in legge e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 21 settembre. Per la sua attuazione concreta, come è solito per procedure di questo tipo, si attende una circolare dell'Agenzia delle entrate, che definirà i dettagli pratici della misura. Al momento, questa circolare non è ancora stata pubblicata.

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