Bonus affitti per genitori separati, al via oggi il contributo fino a 6mila euro: come fare domanda

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Con l’attivazione della piattaforma del Ministero delle Infrastrutture, prende il via la misura di sostegno per i genitori separati o divorziati che affrontano il peso di un nuovo canone di locazione. Il contributo copre fino alla metà dell’affitto annuale con un limite di 500 euro al mese. Tra requisiti di reddito calcolati sulla singola persona e paletti geografici sulle proprietà, ecco come funziona la misura e chi ha diritto alla precedenza in graduatoria.

Quando un matrimonio o una convivenza si interrompete, la riorganizzazione della vita quotidiana porta con sé un carico economico spesso insostenibile, soprattutto sul fronte della casa. Per il genitore che deve lasciare la residenza familiare, pur continuando a garantire il mantenimento dei figli, la ricerca di un nuovo alloggio si trasforma in una corsa ad ostacoli finanziaria. In questo scenario si inserisce l'apertura del canale telematico del Ministero delle Infrastrutture, che mette a disposizione un fondo di 20 milioni di euro per offrire un aiuto concreto e continuativo a chi si trova a pagare un affitto dopo la separazione. Si tratta di una misura pensata per tutelare la continuità genitoriale, garantendo che le difficoltà economiche legate alla casa non diventino un ostacolo al diritto dei figli di mantenere un rapporto sereno con entrambi i genitori.

Come funziona l'assegno e perché si guarda al reddito del singolo

Per capire la portata di questo intervento occorre guardare da vicino il suo funzionamento pratico. Il contributo copre esattamente la metà del canone di locazione stabilito dal contratto d'affitto, arrivando a erogare fino a un massimo di 500 euro al mese per dodici mensilità, per un totale complessivo che può toccare i 6mila euro all'anno. La vera novità di questo bonus sta però nel criterio scelto per definire la soglia di accesso: la legge non richiede la presentazione del modello Isee, che spesso finisce per fotografare situazioni patrimoniali passate o legate all'ex nucleo familiare, ma stabilisce un tetto legato unicamente al reddito individuale del genitore richiedente, che non deve superare i 35mila euro lordi all'anno.

Questa scelta permette di raggiungere in modo diretto chi ha visto crollare la propria disponibilità liquida da un giorno all'altro. Le risorse previste dallo Stato non verranno distribuite a pioggia, ma saranno ripartite tra le varie Regioni considerando la concentrazione di genitori separati, la media dei redditi locali e la presenza di Comuni caratterizzati da una forte emergenza abitativa. Questo incrocio di dati vedrà territori come la Lombardia, il Lazio e la Campania in testa per volume di fondi ricevuti, proprio perché segnati da un mercato immobiliare particolarmente rigido e costoso.

Come fare domanda: i requisiti e le condizioni per entrare in graduatoria

L'erogazione del bonus non è automatica, ma passa attraverso la verifica di precisi paletti normativi pensati per evitare storture e destinare le risorse a chi ne ha davvero bisogno. Il primo presupposto riguarda i figli: il beneficio spetta a chi ha a carico figli minori o comunque giovani fino al compimento dei 21 anni, a condizione che il genitore sia in regola con il versamento dell'assegno di mantenimento e con gli obblighi di cura. Per evitare che l'agevolazione vada a chi dispone già di alternative abitative, il richiedente non deve essere proprietario di altri immobili ad uso residenziale all'interno dello stesso Comune in cui si trova la casa familiare, né nei Comuni compresi in un raggio di 50 chilometri.

Poiché la dotazione finanziaria di 20 milioni di euro è limitata, le domande raccolte sulla piattaforma andranno a formare una graduatoria di merito. Il sistema assegnerà un punteggio prioritario a chi si trova in condizioni di maggiore fragilità: avranno la precedenza i genitori con un numero più alto di figli a carico, i nuclei in cui sono presenti situazioni di disabilità, chi sta affrontando un periodo di disoccupazione incolpevole e chi risiede nei Comuni ad alta tensione abitativa, dove trovare un alloggio a prezzi accessibili è ormai diventata una sfida quotidiana.

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