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Inchiesta in Liguria e arresto di Giovanni Toti

Benifei (Pd): “Toti si deve dimettere, da tempo denuncio vicinanza sconveniente con imprenditori”

“Da tempo denunciavamo una vicinanza sconveniente, dal punto di vista politico, tra Toti e finanziatori privati. Ora la Liguria non può essere messa in un imbarazzo permanente, a causa di un presidente ai domiciliari e di figure legate alla sua maggioranza anch’esse sotto arresto con accuse gravissime”: lo dice a Fanpage.it l’eurodeputato Brando Benifei, originario di La Spezia, parlando dell’arresto del governatore ligure.
A cura di Annalisa Girardi
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"Noi abbiamo sempre denunciato un rapporto opaco tra Toti e imprenditori/finanziatori, un rapporto che ci sembrava politicamente sconveniente a causa di una vicinanza continua e pervasiva a interessi di parte". È il commento dell'eurodeputato Brando Benifei, originario di La Spezia, poche ore dopo la notizia dell'arresto del governatore ligure, Giovanni Toti, accusato di corruzione. In un'intervista con Fanpage.it Benifei parla di questa vicinanza tra il presidente della sua Regione di provenienza e settore privato: "Ovviamente questi ambienti devono essere interlocutori, ma non possono diventare un gruppo di sostegno permanente e in qualche modo esclusivo. Non possono essere anche sostitutivi di una attenzione primaria agli interessi pubblici e collettivi", spiega.

L'eurodeputato parla di un "sistema" politico "sconveniente" e sottolinea di denunciarlo da ormai molto tempo. Certo, non immaginava che si arrivasse a questo punto: "Noi questo sistema l'avevamo individuato e criticato molto tempo fa: lo ritenevamo sconveniente da un punto di vista politico, ma ovviamente non potevamo immaginare che potesse avere dei risvolti – vedremo se ci sono veramente, verranno accertati dall'indagine della magistratura – di tipo criminale. Addirittura si parla di clan mafiosi". Quest'ultima accusa non riguarda Toti, ma solo i fratelli Italo Maurizio Testa e Arturo Angelo Testa, che avrebbero lavorato con il coordinatore della campagna elettorale di Toti – Matteo Cozzani, anche lui coinvolto nell'inchiesta con l'accusa di corruzione elettorale – per poi promettere posti di lavoro in cambio di voti nella comunità riesina e siciliana di Genova.

Al di là di come si concluderà la vicenda giudiziaria, secondo Benifei c'è un elemento politico non trascurabile: "Penso che ci sia un dato politico ineliminabile: la Liguria non può essere messa in un imbarazzo permanente, a causa di un contesto dove il presidente è ai domiciliari e dove figure fortemente legate alla sua maggioranza politica sono anch'esse sotto arresto o sotto indagine con accuse gravissime".

L'eurodeputato si aspetta delle dimissioni: "Sarà necessario costruire un passaggio di responsabilità da parte di chi oggi governa la Liguria: ne discuteremo con le altre forze politiche, ma credo sia inevitabile immaginare le dimissioni del presidente e una rapida decisione per il ritorno al voto nei tempi della legge". E ancora: "Toti e tutti gli altri si difenderanno dalle accuse in ambito giudiziario, ma rimane il giudizio politico: questo non solo è negativo per l'azione di governo (penso ai disastri su sanità, infrastrutture e lavoro), ma anche per questi rapporti troppo vicini a mondi privati che da parte di chi ricopre cariche monocratiche, con poteri di governo così importanti, dovrebbero essere gestiti con maggiore cautela".

Infine Benifei, che è anche capodelegazione del Partito democratico a Strasburgo, risponde a chi ritiene il caso un tentativo di destabilizzare la maggioranza a livello politico. E sottolinea come anche il suo partito sia stato travolto dalle inchieste negli ultimi mesi, ma abbia sempre mantenuto una ferma posizione a riguardo: "Il Pd ha visto a un mese e mezzo dalle elezioni diversi scandali, mi riferisco al caso pugliese e all'indagine in Piemonte. Ma noi abbiamo visto un atteggiamento di rigore e di attenzione: e chi non lo ha dimostrato è stato allontanato. Insomma, c'è stata una reazione a contesti che andranno chiariti dal punto di vista giudiziario, ma che comunque (magari per gli elementi emersi) per noi non erano politicamente accettabili".

"In ogni caso riteniamo che in queste situazioni si debba fare tutto il possibile per noi coinvolgere la propria comunità politica: la Liguria e i liguri non devono essere colpiti da un'inchiesta che riguarda una figura politica di vertice", conclude poi Benifei.

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