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Bankitalia critica la Nadef del governo Meloni: “L’Italia è vulnerabile con un debito così alto”

La Banca d’Italia e la Corte dei Conti, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, hanno condiviso i loro dubbi sulla Nadef del governo Meloni.
A cura di Luca Pons
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In Parlamento, le commissioni Bilancio di Camera e Senato hanno ascoltato i pareri della Corte dei Conti e della Banca d'Italia sulla Nadef, la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza che fa il quadro sulla situazione economica italiana e una previsione su come andranno i prossimi anni. Non sono mancate critiche da parte di entrambi. Sergio Nicoletti Altimari, capo del Dipartimento economia e statistica di Bankitalia, ha sottolineato che "l'elevato rapporto tra il debito pubblico e il Pil è un serio elemento di vulnerabilità" per l'Italia, perché "riduce gli spazi di bilancio per fare fronte a possibili futuri shock avversi, espone il Paese al rischio di tensioni sui mercati finanziari, aumenta il costo del debito per lo Stato, e in ultima analisi per le famiglie e le imprese".

Il governo Meloni, nella Nadef, ha deciso di indebitarsi più del previsto nel 2024 per realizzare le misure che vuole inserire nella legge di bilancio: questo significa che il debito pubblico italiano scenderà molto più lentamente di quanto si era preventivato negli ultimi anni. Per uno dei Paesi con il rapporto debito pubblico/Pil più alto al mondo, non è proprio un segno positivo. Anche perché nello stesso le stime fatte dal governo sulla crescita del Pil nei prossimi anni sono "leggermente ottimistiche", secondo Bankitalia.

I soldi presi in deficit saranno usati in gran parte per finanziare il taglio del cuneo fiscale per il 2024. Una parte potrebbe servire anche per la riforma dell'Irpef. Ma la Banca d'Italia ha ricordato che se ci sono "nuovi oneri di natura permanente", cioè la riforma Irpef, "o di difficile rimozione" come il taglio del cuneo, è importante che ci siano "coperture certe, di entità adeguata e con natura altrettanto permanente". Cioè, non bisognerebbe indebitarsi per pagare queste misure, bisognerebbe trovare un modo stabile di finanziarle ogni anno. Altrimenti potrebbe essere un problema rinnovarle l'anno prossimo, considerando che prendere una quantità di soldi così alta in prestito non è una cosa che si può ripetere tutti gli anni, nella situazione attuale.

Anche il presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, ha sottolineato alcune criticità della Nadef. A partire dalla sanità: nel documento "non sono indicate ancora le misure che si intendono assumere sin dalla prossima legge di bilancio per affrontare i nodi principali del comparto", che riceverà un taglio di due miliardi di euro se il governo non interviene. Serviranno "scelte non facili in termini di allocazione delle risorse", ma mettere tutti i soldi necessari per "garantire i livelli essenziali di assistenza e ridurre i fenomeni di rinuncia alle cure è una priorità sociale irrinunciabile".

Servirebbe poi "una decisa lotta all'evasione", per dare un "segnale incoraggiante" anche ai mercati e ai partner europei e aumentare la "credibilità" dell'Italia. Nei prossimi tre anni poi è necessari che ci sia "una maggiore concentrazione degli sforzi amministrativi e finanziari" per "le riforme e gli investimenti previsti dal Pnrr". Per questo si spera che la revisione da concordare con la Commissione europea si concluderà "in tempi auspicabilmente brevi".

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