La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, fa il punto della situazione sulla riapertura delle scuole alla Camera. Dopo l'informativa di ieri al Senato, la ministra Cinque Stelle interviene a Montecitorio a meno di una settimana dall'avvio del nuovo anno scolastico. "Il governo ha lavorato nell'ottica di valorizzare il contributo di tutti con il chiaro obiettivo di fare ripartire le scuole in sicurezza", comincia la ministra. Azzolina chiede più collaborazione "Approfittare della scuola per fare mera propaganda, soprattutto in un momento delicato come questo, significa non fare l'interesse dei nostri studenti e studentesse. Non meritano di assistere a polemiche sterili. Non meritano di sentire slogan che puntano alla pancia dell'elettorato, ma non lasciano nulla sul tavolo. Nessuna vera proposta".

Quindi, parlando della ripartenza, Azzolina afferma che la scuola abbia riaperto già lo scorso 1° settembre: "La scuola ha riaperto le porte, certo con protocolli di sicurezza. Non dobbiamo dimenticare quello che abbiamo vissuto, ma sapremo accogliere studenti e studentesse. La decisione di sospendere le attività didattiche in presenza, assunta con grande dolore, è stata nell'interesse dei cittadini. Abbiamo salvato migliaia di vite. Con lo stesso senso di responsabilità, ci occupiamo del rientro a scuola", ha detto. Per poi ricordare che non è questa la prima volta che i ragazzi tornano nelle aule: Azzolina ribadisce che gli esami di Stato si sono svolti in presenza e senza criticità. "Quel protocollo ha funzionato. Abbiamo dimostrato di sapere come tutelare la comunità scolastica. Mentre altri Paesi cancellavano gli esami, noi li abbiamo svolti".

La ministra indirizza poi indirizzato le polemiche sugli insegnanti che non sarebbero disposti a tornare in classe: "Sulla scuola si fanno troppe semplificazioni. Difenderò sempre il lavoro di chi opera nella scuola. Respingerò sempre le insinuazioni che mirano a discreditare le istituzioni scolastiche", taglia corto Azzolina. "Di scuola non si era mai parlato così tanto. Dovremo impiegare bene le risorse del Recovery Fund. Le impegneremo per una scuola migliore e più solidale". Azzolina riconosce come l'obiettivo di rientrare a scuola sia stato impegnativo, ma afferma anche che ora bisogni concentrarsi sulle opportunità di fare nuovi investimenti sulla scuola: "Abbiamo archiviato la stagione dei tagli. Per la riapertura abbiamo stanziato 2,9 miliardi e da quando ho giurato come ministra abbiamo messo sulla scuola circa 7 miliardi. Puntiamo a diventare un Paese in cui l'istruzione sia protagonista".

Azzolina quindi prosegue: "Il 14 settembre non si esaurisce il nostro impegno. Dobbiamo guardare ai prossimo 10 anni, non pensare solo alla contingenza: è quello che è mancato sempre al Paese. La scuola riparte, frutto di una lunga estate di lavoro. Come sapete le linee guida per la ripartenza sono state pubblicate lo scorso giugno. Se queste si sono evolute nel corso dell'estate è perché la pandemia non è un quadro statico. Rispetto agli altri Paesi siamo gli unici ad aver compiuto scelte così nette, sia sull'organico aggiuntivo che sulla distribuzione giornaliera e gratuita di 11 milioni di mascherine al giorno". La ministra parla quindi della centralità del distanziamento fisico, tenendo anche conto dei pareri del comitato di esperti: "Anche qui sono fioccate polemiche sterili di cui studenti e famiglie non avevano davvero bisogno". Secondo la ministra con il tempo queste scelte saranno giudicate diversamente, "come la didattica online che ora è auspicata da qualcuno come soluzione per settembre".

Azzolina in questo senso menziona anche la didattica digitale, su cui si è investito molto: "Un grosso passo avanti per un Paese che soffre cronicamente su questi temi", aggiunge, precisando che le lezioni online potrebbe essere una metodologia complementare anche dopo l'avvio del nuovo anno, nel caso questa si rendesse necessaria. Sulla riorganizzazione degli spazi all'interno delle strutture scolastiche, invece, afferma: "Siamo stati l'unico Paese a mettere in atto un piano del genere sull'edilizia scolastica in Europa. Abbiamo stanziato ulteriori risorse ad agosto, oltre 100 milioni di euro, per gli enti locali, per il noleggio di ulteriori spazi che serviranno per l'attività scolastica nell'anno 2020-2021".

Azzolina parla quindi dei nuovi banchi: "Si tratta di banchi monoposto di tipo tradizionale e di tipo innovativo. Il ministero ha agito con trasparenza e rigore. Non abbiamo imposto una tipologia di banco, ma lo Stato si è preso la responsabilità di aiutare le scuole a rinnovare gli arredi. Non è un caso che gli istituti ci abbiano chiesto milioni di banchi. La consegna è già cominciata e proseguirà nelle prossime settimane. Si è partiti da alcuni luoghi, particolarmente colpiti dalla pandemia. Il fabbisogno richiesto sarà soddisfatto entro la fine di ottobre".

Sul fronte del personale scolastico, la ministra sostiene di aver autorizzato migliaia di assunzioni: "Si è parlato di cattedre vuote, facendo allarme sul caos. Stupisce la perdita di memoria, di chi parla ora con termini che accompagnano ogni anno la scuola che riparte. Basta rileggere la rassegna stampa degli anni precedenti. La scuola è un sistema complesso, ma noi stiamo liberando la scuola da questa complessità. Il tema dell'organico è centrale. Abbiamo bandito 78 mila posti per assumere nuovi insegnanti, per riattivare una macchina concorsuale ferma da molto tempo". Anche in questo caso, la ministra sottolinea come nessun Paese abbia fatto tanto per l'assunzione degli insegnanti.

Infine Azzolina conclude: "Stiamo facendo tutto quello che è in nostro potere per la ripartenza e ne siamo fieri. Non ci siamo scoraggiati di fronte alle critiche. Lo abbiamo fatto con in mente i volti degli studenti. La scuola ricomincia. Il coronavirus ci impone dei doveri, non esiste il rischio zero. sarà necessaria la responsabilità di ciascuno. Dentro e fuori dalle scuole. Non possiamo pretendere che tali regole siano seguite solo all'interno degli istituti. La propaganda elettorale ha usato la scuola in modo sconsiderato. Teniamo fuori la scuola dalle dispute elettorali: è da irresponsabili strumentalizzare l'istruzione dei nostri ragazzi per un pugno di voti". Quindi lancia un appello per una maggiore interazione tra scuola e sanità: "Di settimana in settimana potrebbero essere sospese le attività scolastica. Non vanno creati allarmismi. Abbiamo previsto anche specifiche misure per i genitori in modo che in tali casi non debbano subire conseguenze sul lavoro. Il 14 settembre non si gioca la partita tra maggioranza e opposizione. Ci vuole responsabilità collettiva, c'è tanto lavoro da fare e lo dobbiamo fare tutti insieme".