Un post su Facebook – con foto e citazione di Mussolini – di poco più di dieci giorni fa ha scatenato le polemiche: ora l’assessore alla Cultura di Montenero di Bisaccia, in provincia di Campobasso, Massimo Di Stefano, ha rassegnato le sue dimissioni. Confermate anche attraverso un post su Facebook: “Albert Einstein diceva: ‘è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio’. È innegabile che il pregiudizio di fascismo, verso gli uomini della destra democratica ed in generale verso tutti quelli che tengono ad un certo contegno politico – amministrativo, è talmente forte, che nessuna giustificazione appare plausibile. Ciò perché l'antifascismo per taluni rappresenta l'unica arma di battaglia, soprattutto da parte di certi pseudo intellettuali e politici che, non avendo più nulla da dire o da rappresentare politicamente, cercano di demonizzare l'avversario tacciandolo di fascismo. Questo è successo a me”.

Di Stefano si difende sostenendo di non aver commesso “neanche lontanamente apologia o tentata ricostruzione del fascismo e le mie dimissioni devono intendersi solo ed esclusivamente con finalità di tutela dell’Ufficio di Assessore comunale, che ho ricoperto con disciplina ed onore, in ossequio ai dettati della Costituzione democratica italiana”. Il post che ha scatenato le polemiche è stato pubblicato da Di Stefano su Facebook e poi rimosso. Si trattava di un link – con in evidenza la foto del duce – e la citazione di una frase di Mussolini: “Il tradito potrà anche essere un ingenuo, ma il traditore rimarrà sempre un infame”. Dopo quel post in molti, anche e soprattutto all’interno del consiglio comunale e della stessa giunta, aveva sollecitato le dimissioni di Di Stefano.

Accoglie positivamente la notizia delle dimissioni il sindaco di Montenero di Bisaccia, Nicola Travaglini: “Esprimo il mio sincero apprezzamento per il gesto delle dimissioni dell’amico Massimo Di Stefano dalla carica di assessore comunale”. Travaglini prosegue: “La decisione maturata di rimettere le deleghe attribuitegli, denota maturità e un alto senso di responsabilità; sono convinto, infatti, che questa scelta gli porterà frutti anche dallo scranno di consigliere comunale. Ci tengo a ribadire in questa sede che nutro per Massimo un affetto profondo e lo ritengo un amico fraterno, perché riconosco in lui una generosità, una genuinità, un'energia e un altruismo fuori dal comune. Voglio quindi ringraziarlo per il lavoro svolto in Giunta nel corso di questi anni, così come lo ringrazio per aver saputo ottimizzare le risorse disponibili, seppur sempre più condizionate dalla crescente diminuzione dei finanziamenti pubblici patita da tutti i comuni. Non solo dal nostro. Nell'esprimere la mia convinzione che, con il suo post, Massimo Di Stefano non abbia mai voluto inneggiare al fascismo o a Mussolini, ritengo ancora oggi che un rappresentante delle istituzioni debba mantenere un profilo che sia sempre al di sopra delle parti e soprattutto rispettoso del ruolo pubblico ricoperto. Nella massima trasparenza possibile, annuncio che, di questa vicenda, riferirò a tutte le istituzioni a noi sovraordinate”.