video suggerito
video suggerito

Armi all’Ucraina, anche i vannacciani votano la fiducia al governo: “Non stiamo con la sinistra”

Passa il voto di fiducia al governo sul decreto per l’invio di armi in Ucraina. Sono stati 119 i voti contrari e 207 i favorevoli: tra di loro anche i tre deputati che si sono uniti a Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci. Il generale ha detto che resta la contrarietà sul tema delle armi, e quindi domani il voto sul decreto in sé resterà contrario.
A cura di Luca Pons
0 CONDIVISIONI
Immagine

I vannacciani non rompono con il centrodestra. Anzi, lasciano la porta aperta a un'eventuale alleanza, anche se per il momento è difficile immaginarla. Alla fine, dopo aver attaccato duramente la Lega e il suo leader per la posizione sulle armi, i tre deputati aderenti a Futuro nazionale hanno votato la fiducia al governo Meloni sul decreto di aiuti per l'Ucraina.

Una mossa che "serve per delimitare un perimetro politico", perché "un partito di Destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare", ha detto Vannacci stesso. La fiducia è passata con 207 voti a favore e 119 contrari. Domani si voterà per approvare effettivamente il decreto, e qui i vannacciani hanno annunciato voto contrario.

Vannacci: "Votiamo sì alla fiducia e no alle armi, non siamo strumenti della sinistra"

"Voteremo a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di Destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare", ha dichiarato Vannacci. "Ho sempre detto che non siamo uno strumento della sinistra che vuole destabilizzare la Nazione, a differenza di quanto viene sostenuto da alcuni e lo dimostriamo nei fatti. Manterremo i nostri ordini del giorno che contengono l'impegno ad interrompere le forniture di armi, a favore dell'esercito di Zelensky e voteremo, altresì, contro nel voto finale".

In Aula a portare questa posizione è stato Edoardo Ziello, deputato di Futuro nazionale ed ex leghista che ieri aveva criticato duramente Matteo Salvini. Prima del suo intervento, l'attuale capogruppo del Carroccio Riccardo Molinari è uscito dall'Aula. Ziello ha confermato: "La nostra forza politica voterà a favore della fiducia ma rimane contraria nel merito del provvedimento".

Tajani non chiude all'alleanza, la Lega: "Quello attuale è unico governo di centrodestra possibile"

Un evidente segno di apertura alla maggioranza. Anche Antonio Tajani ha poi chiarito ai cronisti che non è contrario a prescindere a una prossima alleanza con Futuro nazionale: "La Lega avrà sempre l'ultima parola su questa questione, ne parleremo quando sarà il momento opportuno ma la Lega ha giustamente diritto ad avere l'ultima parola".

Da parte sua, il Carroccio ha fatto parlare il deputato Paolo Formentini. Che ha sottolineato: "Rappresentiamo un partito che è orgogliosamente parte del centrodestra, lo ha creato. Non vogliamo distruggere l'unità della coalizione". Formentini ha ribadito l'importanza di inviare aiuti a Kiev ("Se oggi l'Ucraina fosse totalmente invasa non potremmo parlare di pace e di difesa del popolo") e ha concluso con un segnale chiaro: "Annunciamo ovviamente il pieno sostegno e la fiducia al governo, l'unico governo di centrodestra possibile".

M5s: "Ora non parlino più di coerenza", Magi: "Giochino per tenere aperta la porta ai putiniani"

Non sono mancate le critiche dell'opposizione. "Sono anni che il Movimento 5 Stelle chiede di smettere di inviare armi a Kiev e di attivare subito un negoziato che consenta di arrivare finalmente a una pace. Chi come i vannacciani si è svegliato solo recentemente, ha abbaiato e poi si è piegato a votare l'ennesima fiducia al governo Meloni, dovrebbe avere la decenza di non parlare mai più né di coraggio; né di coerenza", ha dichiarato Francesco Silvestri del M5s.

Per il Pd ha parlato Piero Fassino: "Consideriamo del tutto strumentale l'apposizione della fiducia su questo decreto. Voteremo sì all'invio di aiuti militari e umanitari all'Ucraina. Gli emendamenti presentati dai deputati del neo costituito partito del generale Vannacci metterebbero in ginocchio Kiev".

Il segretario di +Europa Riccardo Magi ha commentato: "Il giochetto parlamentare di porre la fiducia sul decreto Ucraina ha consentito ai vannacciani di votare no al provvedimento ma di votare a favore della fiducia al governo Meloni. In pratica, hanno lasciato una porta aperta all'ingresso dei putiniani in maggioranza. Un colpo alla credibilità internazionale dell'Italia e una crepa nella tenuta del governo Meloni, visto che ora Salvini farà la gara a essere più vannacciano di Vannacci".

Anche Luigi Marattin, deputato e leader del Partito liberaldemocratico, ha parlato della vicenda sui social: "Il giochino di votare Sì alla fiducia e No al provvedimento (per non essere buttati fuori dalla maggioranza, visto che formalmente confermano la fiducia al governo) Vannacci e i suoi lo possono fare solo alla Camera", mentre al Senato "la votazione è unica". Il problema potrebbe anche non porsi perché, al momento, nessun senatore si è unito al gruppo di Vannacci.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views