vaxxed

Il 4 ottobre, nella sala di Santa Maria in Aquiro del Senato, verrà trasmesso il tanto contestato documentario "Vaxxed – from cover up to catastrophe", dedicato agli studi condotti dall'ex medico britannico Andrew Wakefield, i primi e unici studi che provarono la correlazione dell'utilizzo del vaccino trivalente MPR, quello contro morbillo, parotite e rosolia, e l'autismo. La proiezione, organizzata dal Senatore ex Movimento 5 Stelle Bartolomeo Pepe, pubblicizzata su Facebook e sui siti di medicina alternativa, si pone l'obiettivo di instaurare un dibattito sul tema. Peccato che il dibattito sul tema sia stato ampiamente condotto anni fa, durò anni e portò alla radiazione del medico britannico perché si scoprì che agì in conflitto d'interesse e falsò i dati utilizzati per arrivare alla costruzione della sua tesi scientifica.

Ricapitoliamo: chi è Wakefield e che cosa scoprì con il suo studio? Andrew Wakefield era un medico chirurgo che verso la fine degli anni '90 sostenne che la somministrazione del vaccino MPR poteva in alcuni casi provocare l'autismo nei bambini che lo ricevevano. Gli studi di Wakefield vennero pubblicati nel 1998 e sostenevano, senza però corredare l'ipotesi con dati certi e verificati, l'esistenza di un legame tra vaccini e autismo. Lo studio, subito dopo la pubblicazione, ebbe una risonanza mondiale molto ampia, scatenando non solo dibattiti all'interno della comunità scientifica, ma causando numerose problematiche a livello sanitario. Dopo la sua pubblicazione, infatti, nel Regno Unito e in numerosi altri Paesi si assistì a un drastico calo delle vaccinazioni, con il conseguente mancato raggiungimento di adeguati livelli di immunizzazione nella popolazione, provocando un aumento dell'incidenza del morbillo e delle sue complicanze.

Qualche anno dopo la pubblicazione dello studio di Wakefield, nel 2004, il quotidiano Sunday Times condusse un'inchiesta e rilevò un confitto d'interesse del medico britannico, scoprendo che Wakefield all'epoca riscosse un finanziamento di oltre 500.000 sterline erogato da un avvocato che sosteneva cause di risarcimento contro lo stato per bambini autistici con presunti danni da vaccino. Non solo: dalle indagini svolte si scoprì inoltre che il medico sottopose alcuni bambini autistici a punture lombari e altre procedure mediche invasive non necessarie, per esempio colonscopie. Negli anni successivi venne avviata dal General Medical Council un'inchiesta interna che portò successivamente alla condanna di Andrew Wakefield. Il tribunale britannico provò che le accuse mosse dal reporter del Sunday Times e dalle evidenze rilevate dall'inchiesta del GMC erano veritiere e che il medico aveva dunque prodotto uno studio con dati falsati "agendo contro gli interessi dei suoi pazienti e in modo disonesto e irresponsabile”.

A seguito di questa scoperta, i coautori dello studio che all'epoca lavorarono con Wakefield ritirarono il proprio lavoro e pubblicarono su Lancet una ritrattazione dell'articolo del 1998 evidenziando che i contenuti del manoscritto erano stati falsificati. Nel 2010 Andrew Wakefield venne definitivamente radiato dall'Ordine dei medici britannico, privandolo della possibilità di esercitare la professione nel Regno Unito. Lo studio di Wakefield, però, nonostante le smentite, non ha mai cessato di essere divulgato online dalle comunità di medicina alternativa, che sostengono che il medico sia in qualche modo caduto in un complotto ordito dai poteri forti, in particolar modo dalla cosiddetta Big Pharma.

Con la decisione di procedere all'organizzazione di una proiezione del documentario a lui dedicato, con tanto di invito dell'ex medico a partecipare a una sorta di conferenza stampa in cui avrebbe potuto rispondere alle domande dei presenti e fornire la sua versione dei fatti, in Italia è comprensibilmente scoppiata la polemica. In seguito alla pubblicazione della notizia, deputati del Partito Democratico e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin hanno dichiarato di non essere assolutamente favorevoli all'iniziativa. "L'iniziativa del senatore Pepe non ha in alcun modo il patrocinio del Senato", comunica una nota di Palazzo Madama. "Una posizione di estrema contrarietà, così come c'è l'indignazione di tutta la comunità scientifica nazionale e internazionale intorno a ciò che è propagandato da questo documentario. Quando l'antiscelta ha lo stesso diritto di tribuna della scienza non è un tema di democrazia ma di disinformazione", ha commentato il ministro Lorenzin. "Salute sì, ciarlatani no. Questa è una iniziativa personale di Bartolomeo Pepe non nuovo a simili barbarie. La commissione sanità si muove in altro modo: sostiene la ricerca, la scienza, i vaccini come prevenzione delle malattie. Non c'è alcun legame fra vaccini e autismo. lo pseudo medico che sosteneva questa tesi è stato radiato dall'albo. e mentre pepe si diletta con i ciarlatani noi facciamo la legge sull'autismo e lo inseriamo nei livelli essenziali di assistenza", ha commentato Emilia De Biasi, presidente della commissione sanità del Senato.

Nonostante sia assolutamente vero che ospitare un dibattito nella sala del Senato non significhi concedere alcun patrocinio al progetto in discussione, come può essere permesso a un senatore della Repubblica italiana di organizzare una proiezione con conferenza e ospitare un medico che tribunale e comunità scientifica hanno riconosciuto essere un ciarlatano e che, essendo stato sanzionato, non può più esercitare la professione di medico?

Lo staff del senatore Pepe ha fatto sapere che quella che inizialmente doveva essere solo una conferenza stampa, viste le richieste di partecipazione, è diventata una conferenza, per poter soddisfare le richieste. Ma com'è possibile che in un Paese come l'Italia, che sta combattendo da anni contro la deriva antiscientifica che sta portando al calo della copertura di immunizzazione della popolazione e al conseguente ritorno di alcune malattie che si pensavano ormai debellate, si possa dare credito e ospitare in una sala del Senato della Repubblica un evento del genere senza minare la credibilità delle istituzioni che lavorano alacremente per diffondere invece cultura scientifica e spiegare alle persone dubbiose che nulla di ciò che viene propagandato dai seguaci di Wakefield è veritiero? Per quanto sia necessario garantire la massima libertà di espressione di deputati e senatori, com'è possibile che nessuno si sia opposto al convegno se non dopo lo scoppio della polemica su media e social?

In serata, il Senato ha diramato un'altra nota stampa comunicando che "dopo le precisazioni dell' Amministrazione e la moral suasion esercitata dal Presidente del Senato Pietro Grasso, il Presidente del Gruppo GAL, al quale appartiene il Senatore Pepe, ha comunicato la revoca della richiesta di utilizzo della Sala Convegni di Piazza Capranica. Pertanto, l'iniziativa organizzata dal Senatore Pepe, con la proiezione di parti del film documentario VAXXED, non avrà più luogo". Nel mentre, però, se da una parte è sicuramente un successo il fatto che l'opinione pubblica sia riuscita a far annullare quest'assurda manifestazione, dall'altra parte rimane un'altra incognita: nella giornata di domani, in quella stessa sala, verrà ospitato un convegno sulle medicine non convenzionali quali omeopatia, ayurveda, chiropratica, osteopatia e medicina antroposofica organizzato dal senatore Maurizio Romani che il patrocinio del Senato sembra invece possederlo, a differenza dell'iniziativa di Pepe. La domanda che pongo al Senato è la stessa: come può un'Istituzione dare il proprio beneplacito e ospitare nei propri locali un convegno dedicato a tecniche mediche non riconosciute dalla comunità scientifica?