"Credo che questa crisi di governo sia stata grave ed un grave errore di Italia Viva. Lo abbiamo visto in Parlamento e anche nell'interesse dei nostri concittadini a un messaggio di unità proprio in questa fase": lo ha detto il ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola, in un'intervista con il direttore di Fanpage.it, Francesco Piccinini. "La crisi di governo non dico che sia stata un fulmine a ciel sereno, ma è un problema serio proprio perché siamo dinanzi all'organizzazione di un piano vaccinale dalle dimensioni molto estese, abbiamo ancora sofferenze ogni giorno per la perdita dei nostri concittadini e poi perché dobbiamo programmare questi 209 miliardi del Recovery insieme ad altri 100 miliardi del bilancio europeo. Quindi da un lato proteggere i cittadini e dall'altro pensare a come rilanciare il nostro Paese", ha aggiunto.

"Allarghiamo la maggioranza e continuiamo con Conte"

Il ministro ha quindi parlato delle prospettive che si aprono per il futuro della maggioranza: "Mi auguro, dopo la fiducia acquisita dal governo tra Camera e Senato, che si possa allargare la maggioranza nel segno di forze europeiste che si uniscano per questo obiettivo: è lo sforzo di queste ore e degli ultimi giorni perché una crisi al buio non aiuterebbe l'Italia soprattutto ci infilerebbe in uno scenario con esiti anche incerti". E ancora: "La prospettiva ora è quella di un europeismo forza viva di questo Paese. Per la prima volta il Parlamento si è appropriato di questa bandiera dell'Europa. Questa idea di lavorare per l'interesse generale prima dell'interesse di parte, dei singoli partiti, può essere la chiave per allargare la maggioranza e continuare con il presidente Conte".

Il Recovery Plan del governo

Amendola parla quindi del Recovery Plan del governo che sta prendendo forma in queste settimane. Proprio ieri c'è stato l'incontro tra il presidente Giuseppe Conte e le parti sociali: "Noi abbiamo approvato il piano da 209 miliardi in Consiglio dei ministri, lo abbiamo inviato in Parlamento e da oggi (ieri, ndr) per alcuni giorni discuteremo con le parti sociali, sindacati e imprese. Chiediamo anche all'opposizione di partecipare, questo non è un piano del governo, ma della nazione". Gli obiettivi di questo programma di rilancio sono chiari, spiega il ministro: "Dobbiamo investire in un'economia sostenibile, green e digitale nei prossimi anni. Creare sviluppo e rendere quello che è il nostro primo obiettivo, l'occupazione femminile e giovanile, al centro di tutti i progetti che invieremo a Bruxelles".

L'Europa di nuovo al centro

Ora però gli occhi di tutta Europa sono puntati sull'Italia. C'è la preoccupazione che la crisi politica in atto nel nostro Paese possa riflettersi sul rilancio economico e la risposta all'emergenza coronavirus: "C'è molta attesa perché l'Italia ha la quantità di risorse maggiore in Europa, quindi l'attenzione sarà massima. Anche vista la crisi di governo, l'attenzione di tutta Europa sul nostro lavoro è massima, ma sono convinto che con il Parlamento, con le forze sociali, con le Regioni e i sindaci noi invieremo a Bruxelles un piano forte. Noi da ottobre dialoghiamo con la Commissione Ue, perché tutti i progetti che stiamo costituendo seguono le linee guida della task force dell'Ue", rassicura Amendola.

Che prosegue poi evidenziando come l'unità dell'Unione europea sia ora l'ingrediente fondamentale per uscire dalla crisi innescata dalla pandemia: "L'unità degli europei è necessaria, decisiva: è stato così nel periodo della prima ondata, nella seconda, nell'organizzazione e nell'investimento sui vaccini. Abbiamo iniziato con Pfizer, adesso ne arriveranno altri. Anche i problemi che stiamo vivendo in questi giorni per la distribuzione del secondo ciclo Pfizer lo stiamo discutendo e organizzando tutti insieme. Ieri c'è stato un Consiglio europeo con i 27 Stati membri per verificare innanzitutto i flussi di entrata, perché le varianti sappiamo che arrivano da altri continenti, e per organizzare e rafforzare tutto il secondo ciclo di vaccini. Io ho notato che c'è una comunione di interesse, ma anche di lavoro, tra Commissione e Stati membri, per rendere questo processo più rapido. Perché sappiamo che non ci sarà ripresa economica forte se non c'è risposta al Covid", conclude Amendola.