Alle prossime elezioni si voterà con la tessera digitale, non servirà più quella cartacea: basta lo smartphone
Alle prossime elezioni si arriverà senza il certificato cartaceo, ma con quello virtuale. Lo ha confermato il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo rispondendo a una domanda a margine di un convegno in corso a Genova.
"Prima di luglio abbiamo realizzato una semplificazione molto importante sulla quale stiamo lavorando adesso dal punto di vista tecnico affinché sia operativa, che è la disponibilità della tessera elettorale digitale", ha affermato Zangrillo.
Oggi per poter votare è necessario recarsi ai seggi muniti di un documento di identità valido e della tessera elettorale cartacea. Dalla prossima tornata elettorale però le cose potrebbero cambiare. Basterà avere il telefono per essere ammessi ai seggi. "Questa è una semplificazione importante per i cittadini, perché io stesso tutte le volte che devo andare a votare mi pongo il problema di dove ho lasciato la scheda elettorale. Accade che poi non la si trovi e si è costretti ad andare in comune per chiederne una copia. Con la tessera elettorale digitale basta che ci ricordiamo di portarci dietro lo smartphone e possiamo andare a votare tranquilli", ha spiegato.
Non si tratterà dunque, di un voto da remoto, ma della possibilità di disporre di una tessera elettorale virtuale anziché di quella cartacea. In questo modo, si potrà caricare la tessera sul proprio smartphone ed esibirla ai seggi assieme alla carta d'identità. Esattamente come si fa, ad esempio, ai controlli in aeroporto, nelle stazioni e in tutte quelle occasioni in cui è possibile esibire un biglietto o un documento sul proprio telefono.
Non è chiaro se l'opzione sarà valida già dalle politiche del 2027. Il ministero, ha spiegato Zangrillo, è lavoro per rendere la tessera digitale operativa il prima possibile ma le tempistiche potrebbero non essere compatibili con quelle del voto. Tanto più che, al momento, non sappiamo per certo quando si andrà a votare.
Le possibilità sono sostanzialmente due: andare alle urne in primavera, prima della scadenza naturale della legislatura, oppure votare in autunno, arrivando così alla fine del mandato. Nel centrodestra ci sono posizioni diverse. Da una parte c'è chi fa notare che un governo che si insedia in autunno avrebbe poco tempo per lavorare alla legge di bilancio, che va chiusa entro la fine dell'anno.
Dall'altra, c'è chi spinge per concludere la legislatura."Si vota tra un anno? Sono tutti d'accordo nel votare in ottobre del prossimo anno..", ha dichiarato oggi il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, lasciando intendere che la maggioranza starebbe convergendo su quest'ultima linea.
Certo, nei prossimi mesi il quadro potrebbe essere stravolto. Con la legge elettorale che si appresta a ricevere il via libera definitivo, con una manovra più magra di quello che il governo si aspettava e con la fuga di consensi legata inevitabilmente alla crescita di Roberto Vannacci, i calcoli della maggioranza potrebbero cambiare.