Nelle ultime settimane si è parlato molto di vulvodinia dopo che la modella e influencer Giorgia Soleri ha pubblicato sul suo profilo Instagram una foto che la ritrae sofferente, spiegando che il motivo sarebbe questa patologia che affligge moltissime donne, ma su cui manca ancora tanta consapevolezza. "La chiamano malattia invisibile ma io ricordo con estrema precisione tutte le rinunce e le limitazioni a cui mi ha costretta", ha scritto riferendosi anche al fatto che troppo spesso la malattia non viene diagnosticata in modo corretto e tempestivo e il dolore delle donne che ne soffrono viene sottostimato o non riconosciuto. Il post della ragazza, però, ha fatto luce su questa sindrome tanto che è stata presentata una proposta di legge in Parlamento per "migliorare la salute e le condizioni di vita delle donne".

La proposta è stata presentata dalla deputata del Movimento Cinque Stelle Lucia Scanu, che ha ringraziato nel suo intervento in Aula la modella per aver parlato della malattia: "Dobbiamo fare in modo che la richiesta di aiuto di milioni di donne venga accolta dal Parlamento. In che modo? Come possiamo aiutarle? Possiamo incardinare la proposta di legge che ho presentato ad aprile per poter finalmente far riconoscere la vulvodinia dal Servizio sanitario nazionale", ha detto.

Per poi comunicare una serie di dati sulla malattia. Per prima cosa si tratta di una patologia che colpisce l’organo genitale femminile ed è caratterizzata da dolore, bruciore e fastidio che interferiscono con la qualità della vita. Colpisce circa una donna su 7, più o meno 4 milioni di persone anche se il numero è sottostimato dal momento che "per arrivare a una diagnosi passano tantissimi anni". Questo perché ci sono pochi specialisti in grado di riconoscerla subito e "solitamente viene scambiata per altre malattie, trattate in modo sbagliato, peggiorando i sintomi delle pazienti, che vengono spesso considerate ipocondriache o persone con disturbi psicologici".

Questo costringe molte donne a "dover fare tante visite prima di arrivare alla diagnosi corretta e, tra visite e cure, si arrivano a spendere dai 20 mila ai 50 mila euro". Scanu quindi ha commentato: "Colleghi, vi sembra accettabile che molte donne rinuncino alle cure per mancanza di soldi e siano costrette a convivere con il dolore? La mia proposta di legge ha come fine quello di tutelare il diritto alla salute e all'assistenza sanitaria, come è sancito dall'articolo 32 della Costituzione, vuole migliorare la salute e le condizioni di vita delle donne che soffrono di vulvodinia, attraverso la prevenzione, una diagnosi tempestiva, la cura e una conoscenza approfondita della sindrome".