"Non rispondo alle polemiche montate ad arte tra me e Luigi. Domani lo chiamo ed è tutto a posto. Non mi interessa assolutamente questa polemica, quindi non mi ci infilo". Alessandro Di Battista a margine del Rousseau City Lab a Catania, ha risposto così ieri sera a chi gli ha chiesto un commento su quanto ha raccontato Fanpage.it, a proposito dello sfogo del capo politico del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio. Il vicepremier pentastellato, durante la prima assemblea territoriale a Terni, che si stava svolgendo a porte chiuse, ha puntato il dito contro Alessandro Di Battista, che nel suo libro ‘Politicamente scorretto' ha utilizzato parole dure contro il Movimento al governo, sostenendo che i suoi esponenti sono diventati ormai "burocrati chiusi nei ministeri".

Come è emerso dalle registrazioni pubblicate da Fanpage.it, Di Maio si è difeso così: "Noi siamo andati al governo per fare le cose, finché ci consentirà queste condizioni di farle, io continuerò. Perché se invece il tema è fare il ragionamento politico…è per questo che io mi sono incazzato in questi giorni quando ho sentito questa frase ‘burocrati chiusi nei ministeri'. In campagna elettorale ho fatto 10mila chilometri in un mese, perché fino al mese prima abbiamo lavorato nei ministeri a tambur battente". 

Di Battista non ha risparmiato critiche al vicepremier leghista Matteo Salvini: "Ascolto Salvini e ogni giorno si ‘berlusconizza' di più: farà trapianti, inizierà a mettere i tacchi. Sarà più Berlusconi di prima. A Salvini mandai un messaggio prima della formazione del governo e gli dissi ‘molla Berlusconi' che possiamo fare un sacco di cose. Per cui il mio non è un attacco personale a Salvini. Vorrei che attaccasse i poteri forti e decidesse di stare dalla parte degli italiani. Il suo ‘prima gli italiani' ora è ‘prima Radio Radicale' pagata con i soldi degli italiani". Secondo l'ex parlamentare, che si è detto pronto a candidarsi in caso di elezioni anticipate, il governo non durerà a lungo, "perché vedo Salvini che provoca ogni giorno, tutti i giorni. E sono convinto che nella logica di Salvini ci sia l'idea di mandare tutto all'aria per mero tornaconto personale. È questo per me sarebbe molto grave perché conta molto di più l'interesse del Paese che quello privato di una forza politica"