Affitti brevi, parte la caccia agli evasori con banca dati “Lens”: chi rischia e come funzionano i controlli
La caccia agli affitti in nero e alle case vacanza fuorilegge cambia passo. Con il debutto della piattaforma "Lens", collegata alla Banca Dati del Ministero del Turismo, fisco e forze dell'ordine ottengono uno strumento operativo per scovare chi affitta ai turisti senza dichiarare i guadagni o senza le autorizzazioni necessarie. Il sistema mette in rete i dati di Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, Polizia e Comuni, creando una mappa aggiornata degli appartamenti destinati alle locazioni brevi su tutto il territorio nazionale.
Come funzionano i controlli sugli affitti brevi: mappa degli annunci e Codice CIN
Il meccanismo è semplice: la piattaforma incrocia gli annunci pubblicati sui portali di prenotazione online con i registri ufficiali dello Stato. Ogni immobile registrato ha una scheda che raccoglie l'indirizzo, i dati catastali, i link alle inserzioni sul web e lo storico dei controlli già subiti.
La prima anomalia che la piattaforma segnala in automatico riguarda il CIN, il Codice Identificativo Nazionale obbligatorio per chiunque affitti una casa per meno di 30 giorni. Se un appartamento compare su internet ma non ha un codice valido abbinato nella banca dati, scatta la segnalazione per la verifica sul campo.
I controlli sulle licenze comunali e sulla sicurezza
Le verifiche non guardano solo alle tasse evase o alla tassa di soggiorno incassata e mai versata ai Comuni, ma toccano anche le regole sulla sicurezza. L'archivio segnala se negli appartamenti mancano i dispositivi prescritti dalla legge, come gli estintori o i rilevatori di fumo e gas.
Sul piano amministrativo, il sistema incrocia i dati con le comunicazioni edilizie necessarie a livello locale, come la Scia o la Cia. In questo modo i Comuni possono distinguere chi affitta la propria casa in modo occasionale da chi invece gestisce un'attività ricettiva abusiva a tutti gli effetti, facendo concorrenza sleale alle strutture in regola.
I report mensili delle piattaforme online
L'incrocio tra il database del Ministero e le anagrafiche del Fisco permette di superare la logica delle verifiche a campione, rendendo le ispezioni mirate ed evitando interventi a vuoto. Le autorità potranno infatti individuare preventivamente le posizioni a maggior rischio di evasione, incrociando i flussi finanziari con la reale disponibilità degli immobili sul mercato.
Questo modello operativo anticipa l'imminente recepimento delle nuove direttive europee sulle locazioni brevi, destinate a cambiare radicalmente la trasparenza del settore. Con le norme UE, i colossi delle prenotazioni online saranno obbligati a trasmettere su base mensile i dati dettagliati relativi a ogni singola struttura: dai pernottamenti effettivi al numero di ospiti, fino alla loro nazionalità. Un flusso continuo di informazioni che permetterà al Ministero e all'Agenzia delle Entrate di monitorare in tempo reale il volume d'affari reale delle case vacanza, chiudendo quasi del tutto i margini per l'incasso di ricavi non dichiarati.