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Accordo commerciale Ue-Mercosur bloccato: Parlamento europeo vota per rinvio alla Corte di Giustizia

Il Parlamento europeo vota sul rinvio dell’accordo Ue-Mercosur alla Corte di giustizia dell’Ue. La proposta di risoluzione, presentata dal gruppo The Left, è passata con soli 10 voti di scarto. Gli eurodeputati hanno dato il via libera alla mozione con 334 voti a favore e 324 contrari (11 gli astenuti).
A cura di Annalisa Cangemi
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L'Eurocamera ha approvato con 334 voti a favore 324 contrari e 11 astenuti la richiesta di inviare il testo dell'accordo commerciale Ue-Mercosur alla Corte di giustizia dell'Unione europea per un parere legale sulla compatibilità con i Trattati europei. Ora l'Eurocamera, per l'attuazione definitiva dell'intesa, dovrà attendere l'esame della Corte, che potrebbe prendere mesi. Solo dopo l'Eurocamera potrà votare la ratifica finale dell'accordo.

Il Parlamento Ue ha approvato la richiesta di ricorrere alla Corte di giustizia Ue per ottenere un parere sulla compatibilità con i trattati. La proposta di risoluzione, presentata dal gruppo The Left, è passata per un soffio: soli 10 voti di scarto. Su 669 votanti, hanno votato a favore 334, mentre 324 contro e 11 astenuti. Non passa invece la seconda proposta di risoluzione con lo stesso oggetto presentata dal gruppo dei Patrioti. Quest'ultima è stata respinta con 225 a favore, 402 contrari e 13 astenuti, su 640 votanti. Il ricorso rischia di far slittare l'applicazione dell'accordo commerciale, salvo di fronte alla decisione da parte della Commissione europea di applicarlo in via temporanea, soluzione possibile in base ai Trattati Ue.

La richiesta della Germania va proprio in questa direzione: "La decisione del Parlamento europeo sull'accordo Mercosur è deplorevole. Essa non tiene conto della situazione geopolitica. Siamo convinti della legittimità dell'accordo. Basta con i ritardi. L'accordo deve essere applicato in via provvisoria", ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X.

Come hanno votato i partiti italiani al Parlamento Ue sul Mercosur

Tra le delegazioni italiane a Strasburgo, la richiesta dell'Aula di congelare l'accordo di libero scambio tra Ue e Paesi dell'America latina, in attesa del parere della Corte Ue, ha ottenuto i voti a favore dell'intera delegazione della Lega, del M5s e di Avs. Contrarie al voto invece le delegazioni di Forza Italia, di FdI e del Pd, con l'eccezione del dem Alessandro Zan, che ha votato a favore del rinvio alla Corte Ue, ma ha poi fatto sapere che si è trattato di un errore.

Il rammarico della Commissione

"La Commissione si rammarica per questa decisione", ha dichiarato il portavoce aggiunto della Commissione europea, Olof Gill, dopo il voto. "Nella nostra analisi, le questioni sollevate dal Parlamento in questa mozione non sono giustificate, perché la Commissione ha già affrontato queste questioni in maniera molto approfondita. Inoltre, non si tratta di nuove questioni: esse sono già state trattate in accordi passati, in particolare con il Cile", ha aggiunto.

The Left: "Il rinvio è una grande vittoria"

"Questo voto è una grande vittoria per il nostro gruppo. Tutti i nostri membri hanno firmato la risoluzione che chiede il deferimento dell'accordo Ue-Mercosur alla Corte di giustizia dell'Unione europea. Tuttavia, qualsiasi mossa del Consiglio e della Commissione europea per spingere per l'applicazione provvisoria equivarrebbe a un ennesimo scandalo democratico, mentre gli agricoltori protestano contro questo accordo da mesi", ha dichiarato la co-presidente di The Left, Manon Aubry.

"Per i nostri agricoltori, l'ambiente e la salute pubblica, rimaniamo fermamente mobilitati contro questo accordo e continueremo a lottare affinché venga respinto dal Parlamento europeo", ha aggiunto Aubry. "Questo voto segna un passo importante nella difesa della democrazia. Crea un ritardo necessario per valutare la conformità dell'accordo ai Trattati dell'Ue. Questo avviene dopo che la Commissione europea ha scelto di ignorare il Parlamento e ha firmato un accordo provvisorio prima del completamento del processo democratico".

Esulta la Lega: "Bocciata Ursula von der Leyen"

"Bocciato l'operato di Ursula von der Leyen sul Mercosur. Ci ha pensato il voto della sua stessa maggioranza politica. Un operato che, da settimane, noi della Lega denunciamo come opaco nei metodi e inadeguato nei contenuti", si legge in una nota la delegazione della Lega al Parlamento europeo. "Siamo soddisfatti dell'approvazione della proposta di ricorrere alla Corte di giustizia europea, chiamata ora a stabilire se l'accordo Ue-Mercosur è compatibile con i Trattati. – si legge ancora – Il significato politico di questo voto ci indica, inoltre, che un certo modello macro-economico, basato sullo smantellamento degli strumenti di protezione commerciale, non gode più di buona salute e sta attraversando, al contrario, una profonda crisi di identità".

M5s: "Governo Meloni disintegrato"

Secondo la delegazione del Movimento 5 stelle all'Eurocamera "Il voto del Parlamento europeo sul ricorso alla Corte di Giustizia europea contro il Mercosur è una vittoria degli agricoltori e una clamorosa sconfitta personale di Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni. Ne prendano atto".

"Il Parlamento europeo ha di fatto bloccato il Mercosur. Ed è bene essere chiari: non entriamo nel merito tecnico dell'accordo. Entriamo nel merito politico, che è la vera questione sul tavolo. Che senso ha continuare a forzare un percorso quando, su un dossier strategico e per certi versi storico, il governo italiano si è disintegrato? Che credibilità può avere una linea europea quando gli Stati membri si muovono in ordine sparso, scaricando responsabilità a Bruxelles e rivendicando meriti in patria?", si legge in un lungo post sui social del capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli.

"E che legittimità politica ha la Commissione Von Der Leyen 2 nel procedere come se nulla fosse accaduto, ignorando una frattura politica così evidente? Il punto non è il Mercosur in sé. Il punto è l'assenza totale di una direzione politica europea. Viviamo una fase storica segnata da uno scontro sistemico globale: a Occidente, gli Stati Uniti che usano dazi, sussidi e politica industriale come strumenti di potenza; a Oriente, una Russia che continua a mettere in discussione l'ordine internazionale, purtroppo in buona compagnia; sullo sfondo, una Cina che gioca una partita industriale, tecnologica e finanziaria di lungo periodo. In questo scenario l'Europa resta ferma, vaso di coccio tra vasi di ferro, senza autonomia strategica, senza una politica industriale comune, senza strumenti fiscali condivisi".

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