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Elezioni regionali 2024

Abruzzo, Schlein: “Fiduciosa, uniti si vince”. Tajani: “Non è come in Sardegna, non c’è voto disgiunto”

Si avvicinano le elezioni regionali in Abruzzo, che si terranno domenica 10 marzo, e i leader di centrodestra e centrosinistra si sfidano. Schlein: “Noi abbiamo scelto il candidato per competenza”. Tajani: “In Abruzzo vinciamo. Le condizioni di questa consultazione sono assolutamente diverse rispetto a quelle che c’erano in Sardegna”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Si avvicinano le elezioni in Abruzzo. Quella di domenica 10 marzo è una tornata elettorale difficile, in cui si sfidano ancora una volta il campo largo del centrosinistra, a sostegno dell'ex rettore dell'università di Teramo, Luciano D'Amico, e il centrodestra, che ricandida il governatore uscente, il meloniano Marco Marsilio.

Dopo il successo delle Regionali sarde, dove ha avuto la meglio la pentastellata Alessandra Todde, Schlein si sente "fiduciosa perché in Abruzzo c'è una coalizione che tiene insieme tutte le forze alternative alla destra con una bella candidatura che è quella di Luciano D'Amico, un competente, che dovunque è stato, all'azienda dei trasporti o all'università di Teramo, ha sempre messo insieme delle ‘fabbriche di futuro'. È quello che serve dopo questi 5 anni di malgoverno da parte di Marsilio e della destra", ha dichiarato in un'intervista al Corriere della Sera.

Dopo il voto in Sardegna, secondo Schlein, a destra "fanno bene a essere preoccupati perché hanno governato male. Noi abbiamo scelto il candidato per competenza, non per appartenenza e nemmeno per obbedienza. Invece Marsilio è stato imposto da Giorgia Meloni. E un candidato che non è nemmeno abruzzese e che di certo non può governare per procura prendendo ordini dalla premier. Ma ora gli abruzzesi possono riprendersi in mano il loro futuro con una persona che li rappresenta e conosce il territorio e le sue problematiche, come D'Amico. Per usare uno slogan: l'Abruzzo guidato dagli abruzzesi".

Schlein riconosce comunque che in Abruzzo "è una sfida molto dura. Loro, proprio perché sanno che hanno governato molto male, ora stanno facendo promesse alla Achille Lauro. In questo senso è emblematica la vicenda della Roma-Pescara. Il governo prima taglia le risorse dal Pnrr per quella tratta ferroviaria, poi, a pochi giorni dal voto, dice di averle ritrovate e che metterà in campo 727 milioni dai fondi per lo sviluppo e la coesione, che toglierà ad altri progetti che comunque spettavano all'Abruzzo. Insomma, un furto mascherato, un clamoroso gioco delle tre carte. Io credo che gli abruzzesi il 10 marzo possano veramente reagire a questa presa in giro e a questi cinque anni di malgoverno".

"Io continuo a pensare che uniti si vince e che occorra testardamente costruire le ragioni dell'unità sui temi. Lo abbiamo fatto in Abruzzo aiutati dall'intelligenza e dall'empatia di D'Amico, possiamo farlo anche altrove. Naturalmente, ogni territorio ha una sua storia ma soprattutto là dove si è fatta opposizione insieme gli argomenti per stare insieme non mancano. Il Partito democratico continuerà a lavorare in questa direzione", ha detto Schlein, a proposito delle difficoltà che sta incontrando il Pd nella costruzione di un'alleanza con il M5s anche per le elezioni in Basilicata e Piemonte. 

E sui rapporti con il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, critico sulla posizione del Pd sull'Ucraina, Schlein risponde: "Noi non costruiamo la nostra posizione in relazione a quella degli altri ma per quello che crediamo sia giusto fare. Io penso che il sostegno a Kiev non sia in contraddizione con la richiesta di più sforzo europeo per una pace giusta, perché se non fosse arrivato un supporto all'Ucraina a quest'ora staremmo già discutendo di come Putin abbia riscritto i confini europei manu militari, cioè attraverso l'uso della forza e per noi questo non è accettabile. Mi pare che anche i 5 stelle abbiano come obiettivo la pace giusta, al pari di noi. Ma noi pensiamo che le condizioni di quella pace le stabiliranno gli ucraini. Ci possono essere delle divergenze su come arrivare a questa pace ma l'obiettivo è lo stesso".

Tajani: "in Abruzzo condizioni diverse rispetto alla Sardegna"

"In Abruzzo vinciamo. Le condizioni di questa consultazione sono assolutamente diverse rispetto a quelle che c'erano in Sardegna. Se lì si fosse votato con il sistema abruzzese, che non contempla il voto disgiunto, avremmo vinto noi. E comunque in Abruzzo, nei miei giri elettorali e stando alle notizie che mi arrivano e alle manifestazioni che vedo, molto partecipate e convinte, c'è entusiasmo per il centrodestra e per il bis di Marsilio. Noi di Forza Italia puntiamo ad ottenere lo stesso risultato delle ultime Politiche", ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, in un'intervista al Messaggero.

Sul risultato interno al centrodestra, Tajani spiega: "Non m'interessa arrivare primo, secondo o terzo. Mi interessa recuperare il voto moderato per un movimento politico, Forza Italia, cristiano, liberale, garantista, europeista e atlantista, riformista e non ideologico perché pragmatico e concreto. Sbaglia chi crede che Forza Italia possa fare una corsa contro i propri alleati. Noi abbiamo ben chiaro il senso della partita: l'obiettivo non è superare la Lega ma allargare i confini del centrodestra. Se FdI e Lega prendono molti voti, siamo contenti. La competizione è con la sinistra e non tra di noi".

Secondo Tajani, la segretaria del Pd Elly Schlein "ha spostato molto a sinistra il suo partito e sta recuperando voti a sinistra. Ciò significa che lascia spazio a Forza Italia. Quello spazio che esiste, e non è piccolo, tra il Pd e Meloni. In ogni caso sono molto fiducioso per l'Abruzzo e anche per la Basilicata e per le elezioni europee di giugno".

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