Mentre proseguono le trattative tra il governo e la Commissione europea, dopo la proposta avanzata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il deficit della manovra al 2,04%, si deve ancora definire la quota 100 in tema di pensioni, la misura che avvierà il superamento della legge Fornero. Ad andare in pensione anticipata saranno coloro che avranno raggiunti i requisiti – almeno 62 anni di età e 38 di contributi – entro il 31 dicembre 2018. Ma il ritiro dal lavoro arriverà non prima di tre mesi: per i lavoratori del settore privato la data è quella del primo aprile, per i dipendenti pubblici i dubbi sembrano essere molti di più. Ma come assicura il ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno ai microfoni di Fanpage.it, la quota 100 si farà anche per la Pa.

Il governo stima che ad aderire a quota 100 sarà l’85% dei potenziali beneficiari. Ma i tecnici che seguono il dossier pensano che la percentuale possa scendere. Le regole delle quota 100 e le misure previste dovrebbe essere inserite con un emendamento alla manovra. Per i lavoratori del settore privato la finestra per il pensionamento scatterà ogni tre mesi, quindi la prima pensione arriverà il primo aprile. Per gli statali la questione è diversa: il primo assegno potrebbe arrivare a inizio luglio. Oppure, secondo un’altra delle ipotesi in campo, ci potrebbe essere un rinvio a ottobre a causa del preavviso di sei mesi necessario per organizzare i concorsi e trovare immediatamente un sostituto del lavoratore che lascerà la Pa. Sui tempi, però, non ci sono ancora conferme. “Li sapremo a breve”, afferma ancora Bongiorno.

Bongiorno spiega la quota 100 per la Pa

Le differenze tra settore privato e pubblico per il pensionamento anticipato sono ormai certe. La pubblica amministrazione necessita di tempi più lunghi e, come spiega il ministro Giulia Bongiorno, ci vorrà “una norma ad hoc perché io devo garantire la continuità amministrativa e quindi è necessaria una finestra un po’ più ampia perché nel pubblico ovviamente le assunzioni si fanno attraverso concorsi”. Più tempo, dunque, per permettere di sostituire i lavoratori in uscita.

Le finestre saranno quindi semestrali: “Ci sarà un semestre con una finestra più ampia per dare un preavviso e per consentire alla pubblica amministrazione di non ritrovarsi in condizione di difficoltà” precisa ancora Bongiorno tornando sul principio di continuità amministrativa. “Però – assicura senza alcun dubbio – ci sarà la quota 100 anche per la Pa”.