L’approvazione del decreto contenente le regole di Quota 100 in tema di pensioni e Reddito di cittadinanza soddisfa il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini. Che si dice “felice” perché il governo è “passato dalle parole ai fatti”. Secondo il ministro dell’Interno con i provvedimenti approvati oggi in Consiglio dei ministri vengono “aiutate almeno dieci milioni di persone. Da quest’anno in maniera diretta e concreta almeno dieci milioni di italiani avranno un aiuto, un sostegno. Tra un anno ci vediamo qua e vedremo se aveva ragione la Fornero o abbiamo ragione noi”. E proprio la Fornero e la sua riforma delle pensioni sono nel mirino di Salvini: “L’obiettivo è mandare in pensione con 41 anni di contributi. La Fornero si prepari a piangere ancora”, dice augurandosi di arrivare all’approvazione della quota 41 nei prossimi anni.

Salvini parla di un milione di persone che potranno sfruttare la quota 100, parlando di “libertà di scelta”. “È un punto di partenza, non un punto di arrivo, ma è un bel mattoncino per costruire un’Italia più giusta”. Il ministro dell’Interno ricorda le differenze tra i lavoratori privati e quelli pubblici che andranno in pensione “dal primo agosto”. Il vicepresidente del Consiglio sottolinea poi, aiutandosi con le slide, le regole dell’anticipo pensionistico, parlando anche della “pace contributiva” per riscattare i periodi contributivi, compreso il riscatto degli anni di laurea entro i 45 anni.

Salvini si sofferma anche sui vertici di governo di questi giorni: “Noi abbiamo fatto tutti i vertici per entrare nella casa degli italiani, per incidere sulla vita vera di milioni di italiani. Vi dico grazie, perché sono stati sette mesi entusiasmanti ma i prossimi dieci anni lo saranno altrettanto”, afferma rivolgendosi a Di Maio e Conte. Salvini fa riferimento a quello che definisce un “passaggio storico” e assicura che se “ci sarà un’adesione maggiore i soldi ci sono, posso garantirlo, non ci sarà neanche un avente diritto alla pensione che se la vedrà negare”.

Conte: ‘Progetto di cui il governo va fiero'

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parla di una “tappa fondamentale” per questo governo, con due misure “che non rispondono a estemporanee promesse elettorali ma costituiscono un progetto di politica economica sociale di cui questo governo va fiero”. Conte non vuole sentir parlare, per ora, di manovra correttiva: “Siamo ai primi di gennaio, non è tempo di parlare di manovre correttive. Anche se sappiamo che la congiuntura non sembra favorevole. Il nostro non è l’ottimismo irragionevole, è la determinazione ragionevole”. Il presidente del Consiglio assicura inoltre che la fiducia – spesso impiegata alla Camera e al Senato – non viene intesa dal governo come “strumento per dare uno schiaffo al Parlamento” e che confida che  “i provvedimenti siano migliorati nel corso dell’iter parlamentare”.