Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, torna ad attaccare l’equipaggio della nave Mare Jonio dopo il salvataggio in mare di 50 migranti: “Se un cittadino forza un posto di blocco stradale di Polizia o Carabinieri, viene arrestato. Conto che questo accada”. Una sorta di appello all’arresto per l’equipaggio dell’imbarcazione della Ong italiana. “Nessun pericolo di affondamento né rischio di vita per persone a bordo, nessun mare in tempesta – aggiunge –. Ignorate le indicazioni della Guardia Costiera libica che stava per intervenire, scelta di navigare verso l'Italia e non Libia o Tunisia, mettendo a rischio la vita di chi c’è a bordo, ma soprattutto disobbedienza alla richiesta di non entrare nelle acque italiane”.

Secondo fonti del Viminalela nave Mare Jonio ha disobbedito per ben due volte all'ordine della Guardia di Finanza di spegnere i motori. È come un'auto che non rispetta l'alt di un posto di blocco. Il mare non era mosso né c'era pericolo di affondamento. La Mare Jonio era più vicina a Libia e Tunisia ma ha fatto rotta verso l'Italia, sottoponendo gli immigrati a un viaggio più lungo. La nave non ha avvisato Malta. Ha disobbedito alle indicazioni della guardia costiera libica. Un comportamento che dimostra, secondo il Viminale, il chiaro intento di voler portare in Italia immigrati clandestini. Nelle ultime ore, a conferma che la presenza di navi Ong è un incentivo alle partenze, si sarebbe verificato un naufragio davanti alla costa di Sabrata”, affermano le stesse fonti.

Salvini commenta la vicenda anche al Giornale Radio Rai: “Quando sei molto vicino alle coste della Libia, ma preferisci fare centinaia di chilometri per andare politicamente da un'altra parte, sei tu che esponi al rischio la vita delle persone che hai a bordo”. Parlando dell’equipaggio aggiunge: “Si tratta di fuorilegge: hanno disobbedito due volte all'ordine della Guardia di Finanza di non entrare nelle acque territoriali, hanno disobbedito alla Guardia costiera libica che stava intervenendo in soccorso, hanno mentito sulle condizioni del mare. Questo non è un salvataggio, ma un traffico di esseri umani”. Il ministro dell’Interno conclude: “Per il momento la nostra linea non cambia. In Italia senza permesso non si entra, la posizione mia e del Governo continua a essere questa”.