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La circolare del ministero è arrivata giorni dopo la segnalazione dell’Oms sul focolaio di hantavirus

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Erano circa le nove ieri sera quando dal ministero, in una chat con diversi giornalisti, è arrivata la circolare che ha come oggetto “Focolaio di hantavirus tipo Andes a bordo della nave da crociera MV Hondius: aggiornamento della situazione e indicazioni di sanità pubblica”. Un documento per chiarire la situazione, dopo i casi di hantavirus registrati nella nave da crociera in questione, ma anche per dare delle linee guida in questa nuova fase, di tracciamento dei contatti, di monitoraggio dei sintomi, eccetera. Un documento arrivato solo ieri, l’11 maggio, quindi giorni (se non settimane) dopo che l’Oms aveva identificato il virus a bordo, dopo che alcune persone erano entrate in contatto con la donna olandese contagiata – poi purtroppo deceduta a Johannesburg – sono atterrate a Fiumicino e si sono dirette ognuna alla propria regione.

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In Italia quattro persone in quarantena

Ora un ragazzo calabrese di 25 anni presenta dei sintomi, alcuni suoi campioni biologici verranno inviati all’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, mentre prosegue la sua quarantena. Così come quella di altre tre persone oltre a lui, che risiedono tra Veneto, Campania e Toscana. Sono coloro che erano sedute più o meno vicino alla 69enne olandese nel volo Klm, diretto da Sant’Elena a Johannesburg. La donna infatti era sbarcata dalla crociera dopo che era mancato suo marito, considerato il contagiato zero di questo focolaio: si era quindi imbarcata in un volo civile per Johannesburg, dove era diretta la salma del marito, ma era rimasta a bordo solo pochi minuti, in quanto si era sentita male e presentava dei sintomi. Purtroppo una volta arrivata in Sudafrica era peggiorata e poi deceduta anche lei.

Il punto è che mentre succedevano tutte queste cose, il ministero della Salute ancora non aveva emesso una circolare per gestire la situazione. E le persone con cui questa donna era entrata in contatto in modo diretto o comunque ravvicinato, sono state lasciate tranquillamente sbarcare a Fiumicino. Solo dopo sono scattate le operazioni per rintracciarle e monitorare la situazione. Alessio D’Amato, che durante la pandemia di coronavirus era assessore alla Salute in Lazio e oggi è responsabile Welfare per Azione, ha sottolineato che per quanto il rischio di contagio allargato sia basso, quanto sta accadendo sia una sorta di stress – test, che stiamo fallendo: se filasse tutto liscio dovremmo dimostrare di essere in grado di gestire al meglio queste situazioni, prevenendo quelle critiche invece che rispondere ai problemi. Invece al momento non è così, forse anche perché l’Italia – insieme a una lista di altri 10 Paesi, dall’Iran al Guatemala, alla Bulgaria e al Paraguay – si è astenuta sul nuovo piano pandemico dell’Oms e un mese fa non ha partecipato all’esercitazione congiunta, la più grande che ci sia mai stata dalla pandemia di Covid.

D'Amato: "Un errore astenersi sul piano pandemico"

Insomma, il messaggio di D’Amato è chiaro: non rischiamo di nuovo lockdown e contagi che si diffondono a macchia d’olio, per fortuna è un virus diverso questo. Ma per fortuna davvero, perché se fossimo davanti a un altro tipo di virus, ci saremmo già fatti trovare impreparati. E poi ha chiesto al governo di riconsiderare la sua posizione, cioè l’astensione sul piano pandemico. Intanto però c’è chi (come la senatrice di Italia Viva, Annamaria Furlan) ha chiesto al ministro della Salute, Orazio Schillaci, di riferire in Aula sul perché, a sei anni da una pandemia che ci ha messo in ginocchio, il nostro Paese sia così impreparato di fronte alle emergenze sanitarie.

Ovviamente dal governo e dal ministero la prospettiva è molto diversa. Maria Rosaria Campitiello, che è la direttrice della prevenzione al ministero della Salute nonché la persona che ha firmato la circolare, ha detto che con quel documento alla fine sono state ricordate misure già esistenti ed è stato alzato il livello di allerta, ma proprio per agire secondo il principio di massima cautela, visto che siamo in un contesto in cui il rischio di diffusione in Europa rimane basso. Di fatto, è stata inviata questa circolare per allertare gli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, per aggiornare tempestivamente tutte le istituzioni sanitarie nazionali sullo stato delle cose in merito al hantavirus.

La posizione del ministero

Il ministro Schillaci, da parte sua ha aggiunto che la situazione in Italia ad oggi è tranquilla, che le quattro persone che erano entrate in contatto con la donna olandese contagiata in aereo sono monitorate con attenzione, e che non abbiamo bisogno di alcun allarmismo. A livello globale l’Oms ad oggi ha fatto sapere che ci sono 11 casi segnalati, tra cui anche le tre persone che hanno perso la vita – i coniugi olandesi e una terza sempre a bordo della nave Hondius – e che in totale 9 di questi sono da considerare confermati, in quanto il test all’hantavirus è risultato positivo. Tutti i casi sospetti comunque sono stati isolati, ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, e si trovano sotto stretta sorveglianza medica per minimizzare ogni rischio.

Rischio che, va ripetuto, al momento rimane basso per la salute globale. Perché non c’è nulla – parole sempre del direttore dell’Oms – che suggerisca al momento che ci sarà un’epidemia di maggiori proporzioni. L’importante è che, semmai un giorno questa dovesse esserci, sapremo farci trovare pronti.

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