Sul caso dei 177 migranti della nave Diciotti la procura di Catania, guidata dal procuratore Carmelo Zuccaro, ha dato ragione al ministro degli Interni Matteo Salvini, che era accusato di arresto illegale di migranti, e di sequestro di persona, aggravato dalla presenza di minori a bordo del pattugliatore della Guardia Costiera, e abuso d'ufficio. Ai migranti è stato impedito per giorni, esattamente dal 20 al 25 agosto, di scendere dalla nave ormeggiata al porto di Catania, senza considerare il rischio di contagio di malattie infettive, o di eventuali emergenze sanitarie. Le indagini erano partite dal pm di Agrigento Luigi Patronaggio, che ha iscritto sul registro degli indagati il titolare del Viminale: aveva espresso verbalmente l'intenzione di impedire lo sbarco.

Lo scorso 5 settembre il pm Patronaggio aveva inviato gli atti al tribunale dei ministri di Palermo, competente vista la materia. Poi il 18 ottobre il collegio ha passato le carte alla procura di Palermo, dopo aver svolto per 41 giorni attente indagini che hanno coinvolto anche funzionari del Viminale e ufficiali della Guardia Costiera, ritenendo alla fine che la competenza territoriale fosse di Catania. Questa valutazione è stata fatta perché il reato più grave, quello di sequestro di persona, sarebbe stato commesso eventualmente nel porto etneo. Ma per Zuccaro la decisione di Salvini è giustificata "dalla scelta politica, non sindacabile dal giudice penale per il principio della separazione dei poteri, di chiedere in sede europea la distribuzione dei migranti (il 24 agosto si è riunita la Commissione europea a Bruxelles), in un caso in cui secondo la convenzione Sar internazionale sarebbe toccato a Malta indicare il porto sicuro", questa la motivazione. Pertanto la procura di Catania ha richiesto l'archiviazione: adesso sarà il tribunale dei ministri di Catania che entro tre mesi dovrà decidere se archiviare o meno.

"Quanto si è pagato per quest’inchiesta? Quanti uomini sono stati impiegati?" ha chiesto in modo provocatorio Salvini annunciando la richiesta di archiviazione. "Sono innocente, potevo e dovevo bloccare gli immigrati – ha sottolineato – è una buona notizia per me, i gufi dei centri sociali saranno abbacchiati". Nel documento letto da Salvini in diretta Facebook viene specificato che la procura "ha trasmesso al collegio per i reati ministeriali presso il tribunale di Catania gli atti relativi al procedimento penale" per il reato di sequestro di persona relativo alla vicenda Diciotti e ai fatti avvenuti tra il 20 e il 25 agosto.

"Sul caso Diciotti il ministro dell'Interno Salvini canta troppo presto vittoria: il procedimento penale non si chiude con la richiesta di archiviazione avanzata dal procuratore Zuccaro. Certo, sarebbe assai singolare che in base al principio della separazione dei poteri la magistratura lasciasse impunito un gravissimo reato commesso da un esponente di governo che ha tenuto per giorni delle persone bloccate su una nave senza alcuna ragione, se non quella della propaganda politica", hanno detto in una nota Giuseppe Civati, fondatore di Possibile, e Andrea Maestri della segreteria nazionale dello stesso partito. "Il pm Zuccaro invoca infatti la separazione dei poteri, ma dimostra una irrituale vicinanza alle scelte politiche, come avvenne con l'inchiesta, molto mediatica, tesa alla criminalizzazione delle Organizzazioni non governative. Inchiesta che, come noto, non ha avuto sviluppi: ha solo aiutato un certo tipo di propaganda contro le ong. Così l'azione congiunta del codice Minniti, dell'inchiesta di Catania e del tiro incrociato della premiata ditta Di Maio&Salvini ha finito per lasciare un vuoto molto grave per la situazione umanitaria nelle acque del Mediterraneo a causa dell'assenza delle navi delle ong, che fino ad allora erano state di prezioso supporto a Marina e Capitanerie per il salvataggio di vite umane in mare. C'è poco di cui gongolare, molto di cui vergognarsi".