La zona rossa Covid in Campania potrebbe durare ben più dei 15 giorni di validità dell'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza. Il motivo risiede come al solito nell'analisi dei dati che costituiscono poi il ventaglio di fattori utilizzato dall'Istituto superiore di Sanità e dal ministero per stabilire la classificazione di rischio delle regioni.

La Campania al momento ha contagi quotidiani in aumento, ha un grosso numero di positivi in regione e un sistema sanitario che sta tornando ad andare in sofferenza (2 allerte di resilienza nell'ultima settimana). L'indice di contagio, l'RT, è basso, da zona arancione. Nonostante ciò la Campania finisce in zona rossa su richiesta dell'Unità di crisi regionale e per evitare il disastro dello scorso autunno.

E se la situazione dovesse peggiorare? L'Rt, il cui peso specifico ai fini della decisione di classificazione in fasce è molto alto, è destinato ad aumentare. Perché quel numeretto che viene calcolato sui sintomatici, si riferisce alle 2 settimane precedenti. Ora è basso perché è di due settimane fa. Ma inevitabilmente crescerà.

Ci troveremo dunque fra 15 giorni con un RT crescente che forse, a meno di un crollo (improbabile, visto l'incedere delle varianti del virus, molto contagiose) degli altri fattori di rischio, ci condannerà ad altre settimane di zona rossa.

Altra questione: gran parte dei contagi sono fra le province di Napoli e Salerno. È giusto chiudere tutta la Campania o sarebbe stato giusto istituire zone rosse nelle sole due province e lasciare libera ad esempio Benevento che ha dati da zona gialla o addirittura bianca?

Italo Giulivo, responsabile Unità di crisi regionale Covid in Campania spiega la ratio del provvedimento:

l’applicazione di misure rigorose anche in zone che presentano indici di contagio inferiori ad altre, risponde ad un’azione di utile prevenzione perché la diffusione sia contrastata prima di interventi che risultino adottati in modo tardivo, anche in considerazione della maggiore trasmissibilità delle varianti.

In sintesi: visto il quadro di offerta ospedaliera in province tradizionalmente povere d'assistenza sanitaria come quella Sannita, meglio chiudere che trovarsi a rischio.