È categorico il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli: Whirlpool deve restare a Napoli. Il titolare del Mise, oggi nel capoluogo campano per partecipare alla fine della campagna elettorale per il "No" al Referendum – si vota il 20 e 21 settembre, in Campania ci sono anche le regionali – organizzata dal Movimento 5 Stelle, ha incontrato una delegazione degli operai dello stabilimento Whirlpool di via Argine negli uffici della Prefettura partenopea, in piazza del Plebiscito, mentre una rappresentanza più nutrita degli operai ha assistito all'intervento del ministro in piazza. "Whirlpool deve restare a Napoli, lo dico subito e lo dico chiaramente" ha dichiarato Patuanelli. "Napoli non molla e noi non la molliamo" ha poi aggiunto, mentre i lavoratori in piazza intonavano il coro che è diventato nei mesi il loro inno e il loro motto.

Whirlpool, da oltre un anno gli operai senza lavoro

La vicenda tribolata dei 420 operai dello stabilimento Whirlpool di via Argine, periferia orientale di Napoli, comincia nel maggio del 2019, quando l'azienda di elettrodomestici decide di interrompere la produzione di lavatrici nel capoluogo campano e di vendere lo stabilimento. Oltre un anno di tira e molla tra il governo, l'azienda e i sindacati, ma lo scorso 31 luglio, come già anticipato nei mesi precedenti, l'azienda ha deciso definitivamente di chiudere i battenti il prossimo 31 ottobre. "La strada maestra rimane la continuità produttiva in Campania. Stiamo facendo il massimo" aveva sottolineato il ministro Patuanelli anche in quella occasione.